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San Sperate- Longarone. Il Piccolo Coro San Sperate ha rappresentato la Sardegna nel grande concerto "Corinfesta Vajont 60" per il 60º anniversario della tragedia del Vajont

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Sono arrivati a Longarone da tutta Italia circa 25 cori che si sono riuniti insieme in un unico coro formato da 500 bambini che si sono esibiti in un concerto dai toni gioiosi ma anche toccanti in ricordo della tragedia del Vajont. Ha accompagnato l’evento una raccolta fondi in collaborazione con l'associazione “Insieme si può”, che ha permesso di raccogliere oltre 4.000 euro destinati alla costruzione di un pozzo in Uganda, investendo i bambini con l’incarico di “ambasciatori dell’acqua”, perché è vero che l’acqua a volte distrugge… ma è altrettanto vero che è l’elemento più importante che permette alla vita stessa di esistere…

06 10 piccolo coro sansperate webCosì il 3 Giugno scorso anche il Piccolo Coro San Sperate, diretto da Giovanna Caria, ha rappresentato la Sardegna prendendo parte ad un evento proposto dal sindaco di Longarone, Roberto Padrin in occasione del 60º anniversario della tragedia del Vajont la cui organizzazione e coordinamento è stato curata dal Coro Arcobaleno di Limana nelle persone di Catia Dalla Vecchia e Luciano Reolon. Per l’occasione sono arrivati da tutta Italia 25 cori di voci bianche , per un totale di circa 500 bambini, che hanno formato un unico grande coro e hanno dato vita ad un concerto davvero emozionante e commovente. È stato l’omaggio al ricordo delle circa 2000 vittime (di cui 487 bambini) che nella notte del 9 ottobre 1963 alle 22:39 hanno perso la vita in quello che è stato uno dei più gravi disastri al mondo provocato dall'attività umana in tempo di pace. Sono stati presenti a Longarone  la fanfara dei Bersaglieri Alpago Ponte nelle Alpi sez. di Belluno mentre il concerto , ha visto la partecipazione di numerosi cori: il coro Arcobaleno Limana diretto da Donatella Triches, il coro Incanto Ponzano Veneto diretto da Rossella Gasparini, il Minicoro di Rovereto diretto da Gianpaolo Daicampi, il Minicoro Monterosso Bergamo diretto da Silvana Conversano, il piccolo coro Arcobaleno Levico diretto da Monica Avancini, il coro Luminose Armonie Bovolone diretto da Silvia Garavaso, il coro Notemagia Rovereto diretto da Nazarena Raos e Eleonora Barozzi, il piccolo coro Millenote S. Martino B.A. e Val d’Illasi diretto da Alice Ferroni, il coro Stecchino d’Oro Treviglio diretto da Mimmo Fanelli, il piccolo coro San Paolo Milano diretto da Ilaria Arlati e Chiara Della Torre, il piccolo coro Kol Rinà Roma diretto da Gabriella Costanza, il coro Mariele Ventre di Ragusa diretto da Giovanna Guastella, il piccolo coro San Sperate Cagliari diretto da Giovanna Caria, il coro San Vincenzo Grossi Pizzighettone diretto da Roberta Ghidoni, il piccolo coro Magiche Voci Torino diretto da Jessica Pino, il piccolo coro Voci Stellate Caldes diretto da Arianna Valentinotti, i Piccoli Cori Valcuvia Varese diretto da Margherita Gianola, il coro Grillo d’Oro Imola diretto da Barbara Bendandi, il coro Paese Istrana diretto da Sara Gasperin, il piccolo coro MiMiSol Monza diretto da Ilaria Maria Semeraro, il Coro delle Stelle Milano diretto da Assunta Cognata, il coro Cresci Cantando Imola diretto da Daniela Viscuso 

Quella notte di 60 anni fa una massa di oltre 250 milioni di metri cubi di roccia e terra si stacca dal Monte Toc, precipitando in poche decine di secondi a una velocità superiore ai 100 chilometri orari nel sottostante bacino idroelettrico del Vajont, al confine tra Friuli e Veneto. Un’enorme massa d’acqua si solleva. L’onda in parte colpisce la sponda opposta del lago, investendo i paesi di Erto e Casso e inghiottendo alcune frazioni; in parte scavalca il coronamento della diga (260 m) di 250 m, che con i suoi di 80 milioni di metri cubi di acqua precipita verso la valle del Piave, dove cancella letteralmente Longarone e altri abitati. Le stime ufficiali parleranno di 1917 vittime, ma il numero esatto rimane imprecisato. Molti dispersi non sono mai stati trovati; molti corpi, recuperati a brandelli, mai identificati. I bambini del Piccolo Coro San Sperate e le loro famiglie hanno visitato i luoghi del disastro , ormai ricostruiti, e la diga stessa, impressionati e commossi dal racconto della guida, testimone diretta di quella tragedia. Durante il concerto ci sono stati diversi momenti commoventi e coinvolgenti come quello in cui i bambini di questo super coro hanno sollevato con le mani altrettanti fogli bianchi con i nomi delle 487 vittime al di sotto dei 15 anni, mentre un componente della banda dei bersaglieri eseguiva il "silenzio d'ordinanaza" che coinvolto tutti i presenti in un grande momento di commozione.

PHOTO 1 webPHOTO 2 webPHOTO 3 webPHOTO 4 webFoto realizzate da accompagnatori del "piccolo coro" di San Sperate

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