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PUNTI DI VISTA. Zelensky si congeda con dignità dall’incontro con Trump.

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incontro casa biancaIl Manzoni torna d'attualità, come nella celebre scena de I Promessi Sposi in cui Renzo si reca dal curato Don Abbondio per sposare Lucia, ma viene respinto a causa delle minacce di Don Rodrigo, signorotto del paese. Questo episodio può essere interpretato come una metafora della situazione geopolitica attuale.
Nel romanzo, Don Abbondio rappresenta un vaso di terracotta tra i tanti vasi di ferro, simbolo della sua debolezza di fronte ai poteri forti. Allo stesso modo, Volodymyr Zelensky, leader ucraino, può essere paragonato a Renzo, intento a garantire il benessere del suo popolo e a perseguire la pace.
Il presidente ucraino si affida a Donald Trump, presidente degli Stati Uniti, in un incontro alla Casa Bianca che avrebbe potuto favorire la risoluzione del conflitto tra Russia e Ucraina. Purtroppo, abbiamo tutti assistito alla commedia andata in scena sui media di tutto il mondo.
Zelensky, per nulla intimorito dai toni esagitati di Trump, ha replicato con fermezza che non era venuto per giocare a carte, intendendo chiarire di non essere un suo subalterno, bensì un capo di Stato in cerca di un accordo di pace con la Russia. Evidentemente, la sola menzione della Russia ha messo in difficoltà Trump, inducendolo a riconsiderare le sue posizioni nella trattativa in corso, tanto da richiedere l'intervento di un suo ministro seduto accanto.
Una scena che ha messo in evidenza i limiti della politica americana, richiamando il parallelismo con il romanzo manzoniano: Don Abbondio, di fronte alle insistenze di Renzo, si trincerava dietro frasi in latino per sfuggire alle proprie responsabilità, al che il giovane rispondeva di non avere alcun bisogno del suo latinorum. Allo stesso modo, Zelensky, di fronte a proposte incongrue e inaccettabili, ha preferito abbandonare l'incontro, amareggiato ma con la dignità di chi rappresenta il proprio popolo.
Insomma, "il re è nudo": la fragilità della politica americana emerge con chiarezza, così come nel romanzo di Manzoni viene smascherata l'ipocrisia del potere. Zelensky, come Renzo, diventa dunque il personaggio che, pur essendo il più debole, con la sua insistenza e la sua disperazione costringe il sistema a rivelare i propri limiti.
La sua richiesta di aiuto mette a nudo l'incapacità dell'Occidente di dare risposte chiare, esponendo il gioco delle influenze e delle ipocrisie internazionali.
B. Serpi

Foto Web

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