Una vittoria per tutta la Sardegna. Un momento storico che apre nuove strade per la valorizzazione dell’intera cultura archeologica e storica dell’isola.
Una vittoria per tutta la Sardegna. Un momento storico che apre nuove strade per la valorizzazione dell’intera cultura archeologica e storica dell’isola.Una vittoria per tutta la Sardegna. Un momento storico che apre nuove strade per la valorizzazione dell’intera cultura archeologica e storica dell’isola. La Fondazione Barumini Sistema Cultura accoglie con entusiasmo la notizia dell’inserimento ufficiale delle Domus de Janas nella lista del patrimonio mondiale dell’umanità Unesco. Un riconoscimento importante che la Fondazione saluta con grande favore, sottolineando l’opportunità di trasformare questo risultato in un’occasione di crescita condivisa, anche attraverso nuove collaborazioni tra chi da tempo lavora nella valorizzazione dei siti Unesco e chi oggi si affaccia su questo prestigioso palcoscenico internazionale.
Barumini, d’altronde, parla con l’esperienza di chi da oltre 25 anni custodisce e promuove Su Nuraxi, primo sito sardo a ottenere il riconoscimento Unesco nel 1997. Un’esperienza concreta che ha generato nel tempo un modello di gestione culturale virtuoso, capace di moltiplicare le visite, generare occupazione e creare sviluppo nel territorio.
“Siamo davvero felici per questo traguardo: è una giornata importante per la Sardegna intera, non solo per i territori direttamente coinvolti. Ogni riconoscimento Unesco che riguarda la nostra storia e la nostra identità è un passo avanti per tutti noi”, spiegano il presidente Emanuele Lilliu e tutto il Cda della Fondazione.
L’inserimento delle Domus de Janas, sottolineano, rappresenta un’occasione per rafforzare la tutela e la valorizzazione del vastissimo patrimonio archeologico sardo, portando nuove energie e accendendo una nuova consapevolezza. “Più siamo, più diventiamo forti. Ogni sito riconosciuto rafforza l’immagine complessiva della Sardegna come terra dalla cultura millenaria. E questo non può che farci bene tutti”.
Non mancano i ringraziamenti a chi ha reso possibile questo storico traguardo: “Un applauso sincero a tutti gli esperti, studiosi e istituzioni che hanno lavorato con professionalità e passione alla preparazione del dossier, in particolare la professoressa Tanda e tutti coloro che - esperti, studiosi, istituzioni - hanno collaborato. È anche grazie a loro se oggi possiamo condividere un nuovo grande orgoglio sardo”.
Ora lo sguardo è rivolto al futuro, con la volontà di mettere a disposizione esperienze, competenze e visioni per costruire una rete culturale integrata, capace di dare forza a tutto il sistema sardo dei beni archeologici e monumentali. “Siamo pronti a condividere buone pratiche, a lavorare insieme per rafforzare l’immagine e l’offerta culturale della Sardegna. Costruire reti e collaborazioni è il modo migliore per valorizzare al meglio i nostri siti e renderli sempre più riconoscibili e accessibili, in Sardegna e nel mondo”.
Il riconoscimento Unesco alle Domus de Janas non è un traguardo isolato, ma un nuovo punto di partenza. Per raccontare con ancora più forza – e in modo corale – la storia millenaria di un’isola che continua a sorprendere