Il viaggio di un sogno. Il tempo correva, correva veloce.
A settant’anni ripenso a una voce, a un’eco lontano di un sogno celato, a un treno che ad Iglesias non mi ha mai portato. Era il 1968 e nel cuore di una ragazzina di quattordici anni batteva il desiderio di studiare all'Istituto Magistrale di Iglesias. Il treno dei sogni. Ma mio padre, con amorevole severità, mi disse: "Sei ancora piccola , troppo difficile, è un viaggio lontano, non è ammissibile. Vai al Liceo, a due passi da casa." E così, quel treno partì senza di me, lasciando il mio desiderio chiuso in un cassetto.
Ma il destino, si sa, ha i suoi sentieri imprevedibili. E a volte, il cammino non si fa da soli. Proprio al Liceo, vicino a casa, che frequentai per due anni, ho conosciuto Vanda, che abitava, come me, nel centro storico di Sant’Antioco. Lì, tra i banchi di scuola, la nostra amicizia si è fatta profonda, una promessa silenziosa di futuro. Ed è lì che è nata l'idea, la speranza, di un viaggio da fare insieme. Avevamo saputo che a Carloforte aveva aperto la scuola magistrale, e siccome avevamo sedici anni, pensavamo che i nostri genitori ci avrebbero accontentate, ritenendoci più mature e responsabili per poter stare a pensione lontano da casa.
Eravamo determinate, ma la decisione più grande spettava ai nostri genitori. Ricordo ancora con emozione quando la madre di Vanda venne a casa a parlare con mio padre. Loro, entrambi vedovi, sentivano una grande responsabilità verso di noi. Il loro più grande desiderio era che prendessimo al più presto un diploma per potercici inserire velocemente nel mondo del lavoro, per realizzarci. I tempi erano quelli della riservatezza, e ci fu proibito di ascoltare quella conversazione così importante. Ma da quella stanza chiusa uscì la decisione che cambiò il nostro futuro. Così, con il benestare dei nostri genitori, abbiamo preso un traghetto che ci ha portato a Carloforte. Lì, tra i libri e in una stanza lontana da casa, abbiamo coltivato un'amicizia che è diventata il filo d'oro della nostra vita. Un patto d'affetto così profondo da durare oltre mezzo secolo.
E quel sogno di un tempo, non fu un miraggio: diventammo maestre. Il tempo è volato via e i nostri sogni si sono avverati. Abbiamo insegnato in scuole diverse, in paesi diversi, ma la vita aveva in serbo per noi la sorpresa più bella. Negli ultimi anni della nostra carriera scolastica ci siamo ritrovate ad insegnare nella stessa scuola a Sant’Antioco, la nostra. E come in una fiaba, il destino ha voluto che andassimo in pensione lo stesso giorno.
Oggi, a settant'anni, guardo indietro e sorrido. Quel treno di Iglesias, che non ho preso a quattordici anni, non mi ha portato via il mio sogno. Per me e per Vanda, è stato un viaggio che ci ha fatto realizzare il nostro grande desiderio di diventare maestre. La nostra storia è la prova che non bisogna mai smettere di sognare, perché a volte, il viaggio che non fai, ti porta alla destinazione più bella della tua vita: quella che raggiungi con l'amica che ha saputo sognare con te.
Palmira Bianco