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Iglesias. Martedì 26 luglio, in piazza Pichi, il Fai si presenta alla città.

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Il FAI - Fondo Ambiente Italiano è una fondazione italiana fondata nel 1975 con lo scopo di agire, senza scopo di lucro, per la tutela, la salvaguardia e valorizzazione del patrimonio artistico e naturale italiano attraverso il restauro e l’apertura al pubblico dei beni storici, artistici o naturalistici ricevuti per donazione, eredità o comodato. Ma non solo, poiché, oltre i beni di proprietà della fondazione, promuove l'educazione e la sensibilizzazione della collettività alla conoscenza, al rispetto e alla cura dell’arte e della natura e l'intervento sul territorio in difesa del paesaggio e dei beni culturali italiani.
Da qualche tempo, con l’insediamento alla presidenza regionale dell’archeologa Maria Antonietta Mongiu, anche in Sardegna il FAI sta conoscendo una fase di crescente impegno ed espansione, con l’apertura di siti al pubblico in appuntamenti annuali quali le Giornate di Primavera oppure la Faimarathon ed il coinvolgimento di tutti i soggetti attivi della società, dalle associazioni alle parrocchie, dalle istituzioni alle scuole, creando una rete di relazioni e confronto che sta dando i primi importanti frutti anche nel nostro territorio, come racconta il premio vinto dalla scuola di Santadi, di cui si racconta sempre in questo numero.
In particolare, il prossimo martedì 26 luglio, alle ore 19.00 in piazza Pichi, il FAI si presenterà ufficialmente alla città di Iglesias con una serata dal significativo titolo “Iglesias: Memoria della storia mineraria della Sardegna e dell'Europa”. Insieme alla Presidenza regionale FAI Sardegna ed al Comune di Iglesias che subito ha sostenuto il progetto, l’iniziativa parte con il patrocinio dell’Associazione Mineraria Sarda, del Consorzio AUSI e dell’Associazione Periti Industriali Minerari e Minerari Geotecnici, che gestisce il Museo dell’Arte Mineraria.
In modo speciale, la serata sarà occasione per presentare il comitato “Perché l’Istituto Minerario “Giorgio Asproni” di Iglesias, memoria della storia mineraria della Sardegna e dell’Europa, diventi il tuo Luogo del Cuore”. La campagna per l’Istituto Minerario quale Luogo del Cuore, un censimento biennale dei luoghi italiani da non dimenticare promosso dal FAI per il 2016, è peraltro già avviata e il sito può essere votato all’indirizzo http://iluoghidelcuore.it/luoghi/88372 previa una veloce registrazione gratuita. Le firme possono essere raccolte anche su moduli stampati, che saranno distribuiti in vari punti della città.
Come il titolo già racconta, il comitato si è recentemente costituito per difendere il ruolo della gloriosa Scuola Mineraria voluta da Quintino Sella e valorizzarne il carattere di testimone della cultura mineraria e industriale di una Sardegna aperta all’Europa e al Mediterraneo. Il Museo dell’Arte Mineraria ospitato nei locali seminterrati, l’Associazione Periti Industriali Minerari e Minerari Geotecnici e l’Associazione Mineraria Sarda, gli ordini professionali che raccolgono tra i propri aderenti i tecnici che nel Minerario si sono formati, partecipano al progetto ricordandone la preminente importanza come presidio didattico, ancora vitale nella formazione di tanti giovani locali, come centro di formazione e scienza, con il suo Museo mineralogico che potrebbe essere ulteriormente arricchito e sostenuto, per la sua forza evocativa e simbolica, grazie alla quale il Minerario può diventare il perno di una nuova lettura del paesaggio iglesiente, condivisa e di congiunzione, tra il centro storico e le periferie, tra il passato e il futuro della città.
Ecco perché, per la storia di Iglesias e dell’intero bacino minerario e industriale, per il contributo offerto (e che ancora offre) alla crescita professionale, sociale e culturale di intere generazioni, per la ricchezza del patrimonio tecnologico, storico e archivistico che conserva, l’Istituto Minerario, inserito nel contesto di progresso ed emancipazione vissuto dall’Iglesiente tra Otto e Novecento, è davvero il luogo del cuore di tutti gli iglesienti e gli amanti della cultura mineraria.
Il programma della serata, dopo i saluti istituzionali di Emilio Gariazzo (Sindaco di Iglesias), Maria Antonietta Mongiu (Presidente Regionale Fai Sardegna), e Paolo Lamieri, (Dirigente scolastico IIS Minerario Asproni - ITCG Fermi), prevede un dibattito aperto al pubblico con gli interventi dello storico Giampaolo Atzei (Delegazione Fai Cagliari), del geologo Fausto Pani (Responsabile Ambiente Fai Sardegna), della storica dell'arte Anna Maria Saiu Deidda (Università di Cagliari) e dell'architetto Franco Masala (Responsabile Paesaggio Fai Sardegna). Durante l’iniziativa sarà possibile iscriversi al FAI – Fondo Ambiente Italiano. Per informazioni: p

Giampaolo Atzei

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