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Sat, Dec
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Tra dire e il fare c'è veramente di mezzo il mare?

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Si sa, agosto è il mese di massiccia presenza di pubblico in Sardegna. Un gran daffare da parte di associazioni culturali, comitati, pro loco, per organizzare ogni tipo di manifestazione che possa attrarre oltre che l'indigeno (che non vuol dire "uomo nero con l'osso nei capelli" come ha detto la presentatrice di uno spettacolo paesano), il turista. Per l'organizzazione di ciascuna, mettendo da parte le energie dei promotori che vanno ben oltre quelle fisiche, vengono impiegati soldi pubblici. In questo tempo particolarmente gramo, si potrebbe, anzi DOVREBBE avere il buon senso di ottimizzare le somme che i Comuni, la Regione, erogano per l'organizzazione degli eventi. Il fine settimana appena trascorso come ha detto un amministratore della zona, "è stato il punto più basso del turismo nel basso sulcis". Ben cinque centri in un fazzoletto di terra di circa 30 km erano impegnati in feste tradizionali. Fatta eccezione per il Matrimonio Mauritano che mantiene una data pressoché fissa, tutti gli altri spettacoli avrebbero potuto essere anticipati, posticipati in base ai "buchi" nel calendario festaiolo del sulcis. Da qualche anno a Nuxis, per esempio, chi organizza gli intrattenimenti estivi, cerca di evitare l'accavallamento di eventi, oltre che per aumentare l'offerta, anche per non sperperare vanamente i contributi. Perché non cercare di fare altrettanto anche in tutto il Sulcis? Perché non costituire un gruppo, ogni paese il suo, con i Presidenti di ciascuna associazione che all'inizio dell'anno si riunisca per pianificare un cartellone estivo che dia modo di poter godere di eventi che, se pur interessanti, rischierebbero di venire offuscati o peggio, ignorati perché troppa offerta spesso è deleteria? Un impegno in questo senso è doveroso. Qual è l'intento che muove l'organizzatore di manifestazioni, eventi, sagre ecc...? Se è quello di offerta, non deve essere basato sulla concorrenza. Siamo noi INDIGENI, davvero due gatti a dover predisporre meglio le attrattive. Troppe feste rischiano di essere poco partecipate con gran spreco di risorse e energie.

Punteruolo Rosso

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