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Sant'Antioco. Fioccano le polemiche, i distinguo e i comunicati stampa sulla vicenda Museo del Bisso frattato dal Montegranatico

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A poche ore dalla decisione di Chiara Vigo, la famosa tessitrice di bisso di Sant'Antioco, di smantellare il suo museo del bisso e approdare, forse, in altri lidi dove potrebbe essere accolta. Settori politici cittadini con comunicati e dichiarazioni fanno il punto sulal situazione che si è venuta a creare. Pubblichiamo il commento di Alberto Fois, capogruppo di opposizione Genti Noa in consiglio Comunale e di Roberto Martinelli a nome del circolo Sel cittadino che non è presente in Consiglio Comunale.

Alberto Fois: Permettetemi di giudicare.
Amministrare una città non vuol dire compiacersi di aver asfaltato una strada dopo nove anni, allestito un programma degli eventi estivi a luglio inoltrato o ripulito un arenile in pieno agosto. Queste attività, a condizione che siano governate in modo tempestivo e responsabile, fanno parte della normalità; anzi, a volerla dire tutta, per l’ordinaria amministrazione non ci sarebbe nemmeno bisogno dei politici, basterebbe l’apparato amministrativo o un commissario prefettizio.
La politica, invece, dovrebbe consistere, tra le altre cose, nel preparare il terreno più fertile alle generazioni future. Significa apportare i giusti correttivi alle cose che non funzionano, preservando ai posteri le cose che invece funzionano. Il bene meritevole della maggiore tutela, quindi, dovrebbe essere sempre la qualità della vita, per noi e per quelli che nasceranno dopo di noi. Orbene, quando dopo quasi dieci anni di governo un’amministrazione perde deliberatamente un servizio, come oggi è accaduto con la vicenda Museo del Bisso, senza peraltro approntare un rimedio contro il rischio di vedere un proprio immobile vuoto ed inutile, vuol dire che quell’amministrazione ha fallito la sua missione politica! In altre parole, scegliere di cacciare a suon di carte bollate dal Montegranatico un fenomeno di comunicazione, divulgazione culturale e promozione territoriale come Chiara Vigo, denuncia la volontà politica di volersi concedere alle contrapposizioni che caratterizzano da sempre le società meno evolute, nelle quali si combatte il fratello e prevale sempre l’istinto idiota dell’autodistruzione. Senza il Museo del Bisso, oggi, abbiamo un’attrattiva in meno per la nostra città e le nostre speranze di sviluppo turistico. Complimenti per la lungimiranza! Non ci resta che sperare che questi mesi passino in fretta

Comunicato Circolo SEL. Gamsci S.Antioco
Non intendiamo minimamante entrare nelle dinamiche di paese che vedono, da tempo, una battaglia fratricida tra chi sia o meno il detentore ultimo della tessitura del bisso, la politica non si occupa di questo.
Intendiamo però soffermarci nuovamente sulla necessità di riconoscere al Commendatore Chiara Vigo la assoluta capacità di attrarre e promuovere il nostro comune nel mondo, certi che questo sia senza ombra di dubbio alcuna una delle caratteristiche principali che rende il museo del bisso un assoluta eccellenza dal punto di vista turistico e quindi sia una delle peculiarità che la politica ha la responsabilità di tutelare e promuovere con massimo ed energico vigore. 
Non intendiamo oltremodo puntare il dito verso chi ha voluto, in maniera forte, delegittimare la figura di Chiara Vigo, la politica non si occupa di "bodette", come si dice da noi. 
Rivolgiamo un appello alla amministrazione in carica nella figura del primo cittadino Mario Corongiu e del suo vice ed assessore alla cultura Marco Massa affinchè mettano immediatamente in atto gli strumenti amministrativi che hanno a disposizione atti a bloccare la procedura di sgombero dei locali del monte granatico, ci rendiamo disponibili oltremodo a creare un canale con l'amministrazione regionale , se di problemi legati a risorse per la ristrutturazione dei locali si tratta, porti ad un coinvolgimento dell'assessorato competente e dell'assessore Claudia Firino affinchè si recuperino le risorse, ove sia possibile, per mettere a norma gli stabili e si riassegni alla signora Vigo il locale, così che lei possa proseguire nell'opera maestra di promozione territoriale del nostro comune entro e fuori i confini nazionali. Questa è una delle cose che la politica può e deve fare per salvaguardare quel pacchetto di peculiarità che sono parte integrante ed esclusiva della magnifica cittadina in cui risiediamo.

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