Sanità nel Sulcis. Opinioni divise a seconda della casacca tra verità e bugie. In mezzo i cittadini che hanno affidato le loro sorti del territorio in un'urna elettorale a partiti e rappresentanti che adesso plaudono o contestano. La Regione da tempo sta portando avanti, come nella sanità, una razionalizzazione delle risorse come quelle ospedaliere con l'obbiettivo di rendere dei servizi migliori per i cittadini dei vari territori, tra cui il Sulcis Iglesiente. Soluzioni decise da tempo, anche se non poche eccezioni, anche dai sindaci del territorio. Ieri davanti all'ospedale di Carbonaia si è svolta una manifestazione di sindaci, consigli comuali e cittadini per contestare la decisione di trasferire il punto nascite dall'ospedale Sirai di Carbonia al Cto di Iglesias.
In un'aria pregna di primazie e campanilismo, che si riteneva superato, agitato da molti; si è cercato di far valere ragioni di lana caprina come la distanza tra i diversi centri del Sulcis da Iglesias, la necessità per motivi di sicurezza sanitaria di mantenere i due punti nascita. Nesuno ha spiegato però come sarà il nuovo punto nascita di Iglesias: un centro di eccellenza di prima qualità e all'avanguardia dotato di servizi e assistenza dove le gestanti potranno vivere nel migliore dei modi i giorni precedenti al parto e prima e dopo il momento della nascita di una nuova vita. Senza spiegare neppure che, nelle mergenze, comunque si potrà partorire anche a Carbonia dove un attrezzato pronto soccorso farà fronte a tutte le evenienze. Semmai sarebbe stato più sensato chiedere un pronto soccorso più attrezzato e rispondente alla nuova nuova situazione. Fra i Comuni che hanno scelto di manifestare ieri a Carbonia, facendo finta di non ricordare che un anno fa la maggioranza di sindaci dei paesi sulcitani si erano espressi favorevolmente a questa soluzione, non era presenta quello di Sant'Antioco. I rappresentanti amministrativi della cittadina sulcitana erano a Cagliari in Regione dove a Villa Devoto dove hanno incontrato gli amministratori regionali. (red)
di seguito alcuni commenti di vari rappresentanti politici
IL Coordinamento Cittadino di SEL Carbonia:
Questa mattina si è tenuto il Consiglio Comunale straordinario fuori dal presidio ospedaliero Sirai per chiedere il mantenimento del punto nascite a Carbonia. Anche noi come coordinamento cittadino abbiamo partecipato e notato la forte presenza dei sindaci e sindache del territorio. Sinistra Ecologia Libertà Carbonia chiede ai sindaci e le sindache che ora mostrano contrarietà a questo provvedimento di impegnarsi per la riconvocazione della conferenza sociosanitaria al fine di ridiscutere la decisione presa qualche mese fa, con l'unico voto contrario dell'ex sindaco di Carbonia.
Il mantenimento del punto nascite a Carbonia è fondamentale per la sicurezza delle donne e nascituri al momento del parto e nel periodo immediatamente successivo, in quanto in caso di emergenza, a Carbonia, sono presenti reparti e specialisti che possono intervenire.
On. Rubiu (Capogruppo regionale Udc), si restituisca dignità alla sanità iglesiente
Il punto nascite sarà inglobato nel Cto di Iglesias. La decisione è stata adottata gli scorsi giorni, con il complesso che sarà attivo da mercoledì prossimo nel centro iglesiente. La delibera dei vertici Asl sancisce la chiusura della struttura al Sirai di Carbonia. Nessuna guerra di campanile, però. Il capogruppo regionale Udc Gianluigi Rubiu spazza via le polemiche: <<Dopo lo smantellamento della sanità pubblica è indispensabile un riequilibrio dei servizi – spiega l’esponente centrista – Il punto nascita di Iglesias è stato trasferito in seguito ad un accordo>>. Un impegno che comunque non incrocia le esigenze della città di Iglesias: <<Non dimentichiamo – aggiunge Rubiu – che la città ha scritto la storia sarda e del Sulcis anche in campo sanitario e sociale. Si tengano presenti le eccellenze del centro traumatologico e del polo pneumologico infantile dell’ospedale Crobu, il più importante presidio nell’Isola, sino al Santa Barbara>>. Il capogruppo Udc chiede rispetto per i servizi sanitari del territorio. <<Il Sulcis Iglesiente – rimarca Rubiu – deve ottenere pari dignità con il resto della Sardegna. E’ necessario che il punto nascite di Iglesias possa diventare il fiore all’occhiello per il distretto, accentrando e completando i servizi di chirurgia pediatrica, emodinamica e chirurgia>>. Secondo il rappresentante Udc occorre una battaglia unitaria. <<Perché – conclude Rubiu – Carbonia e Iglesias sono due realtà diverse, distanti dai Comuni periferici dell’ex provincia, ma insieme hanno la necessità di proteggere i cittadini dalla fuga dei servizi sanitari. Nel frattempo, ci auspichiamo si ponga fine a questa agonia voluta da un governo regionale distratto e superficiale, attento solo ai calcoli ragionieristici e completamente distante dai veri problemi dei cittadini del Sulcis Iglesiente>>.
Ignazio Locci Consigliere regionale Forza Italia Sardegna: Una scelta folle che auspichiamo venga scongiurata.
"Disagi per le future mamme di Carbonia e del Sulcis e mobilità passiva destinata a crescere. Dal 26 ottobre tutte le attività di Ginecologia, Ostetricia e Sala parto (e con esse anche il personale medico e infermieristico) saranno trasferite dal Sirai di Carbonia al Cto di Iglesias, per volontà della dirigenza della Asl 7, sorda alle innumerevoli richieste dai noi avanzate nei mesi scorsi e alle legittime rivendicazioni di associazioni e cittadini. Da mesi sosteniamo l’inutilità di una decisione che, per innumerevoli ragioni, non potrà che creare danno ai cittadini del Sulcis, alimentando la mobilità passiva verso gli ospedali del capoluogo. Ormai è chiaro che la volontà della Giunta regionale e della dirigenza della Asl 7, suo braccio armato, è quella di smantellare i servizi del Sulcis a vantaggio delle strutture sanitarie di Cagliari. Ma sappiano, Arru e compagnia, che non resteremo a guardare mentre portano avanti il loro piano scellerato.
Una decisione talmente immotivata e strumentale, che lascia sgomenti. Così come lascia di stucco l’avviso diramato dalla Asl 7 in merito al trasferimento, rivolto a future mamme e bambini, nel quale si sottolinea che presso il Cto di Iglesias sono presenti “ambienti di degenza più confortevoli e spazi più ampi per il nido”. Ciò che però viene omesso è che sempre al Cto mancano i servizi di Rianimazione, Cardiologia, Chirurgia H24 e Centro trasfusionale. Come dire: facciamo nascere i bambini in ambienti “più confortevoli” ma pazienza se malauguratamente dovessero insorgere complicazioni che richiedono Rianimazione o qualsiasi altro servizio. Una follia di cui non si riesce a capire la ratio. E se questo non fosse sufficiente per evidenziare quanto tale decisione sia sbagliata, oltreché impopolare e osteggiata dai cittadini e dalla politica, indipendentemente dall’appartenenza, si aggiunga che per i residenti nel Sulcis e nel Basso Sulcis l’ospedale di Carbonia è sempre stato un punto di riferimento anche per la sua centralità: facilmente raggiungibile da tutti (compresi i cittadini di Iglesias).
Anche se la frittata è ormai fatta, chiediamo ancora una volta ad Arru e alla dirigenza Asl 7 di ritornare sui loro passi. Reclamiamo l’impegno del Sindaco di Carbonia Paola Massidda (anche in virtù della mozione presentata dalla Consigliera Daniela Garau e approvata all’unanimità dal Consiglio) e di medici e infermieri del Sirai di Carbonia, al fine di scongiurare (o quantomeno ridimensionare) un’azione che è destinata a creare danni macroscopici. Confidiamo, infine, nel buon senso di Fulvio Moirano, neo manager della Asl unica della Sardegna, affinché (almeno lui!) si renda conto che scegliere il Cto di Iglesias come unico punto nascite per una popolazione di 120 mila abitanti (di cui buona parte di Carbonia e del Basso Sulcis), è una scelta folle, arbitraria, dettata soltanto da un disegno politico perverso".
Cas@ Iglesias: la desertificazione dei servizi sanitari di Iglesias e dell'intero territorio.
Dopo la conferenza stampa del commissario della asl 7, Dott. Antonio Onnis è opportuno ricordare che le azioni del commissario rappresentano la desertificazione dei servizi sanitari di Iglesias e dell'intero territorio.
Restano tutte le incongruenze della riorganizzazione della rete ospedaliera voluta dal Presidente Pigliaru e dal PD e portata a compimento nel sulcis iglesiente dal Dott. Onnis. Ad oggi vi sono mille ricoveri in meno di produzione.
La realtà è che Iglesias non ha più un ospedale. Siamo in presenza di uno smantellamento evidente ed innegabile.
Solo alcuni dati: la ripartizione dei posti letto per area omogenea, viene rivista notevolmente al ribasso per il Sulcis Iglesiente, con chiaro vantaggio del territorio di OLBIA.
Il Sulcis Iglesiente, sugli acuti perde ben 59 posti letto, recuperandone solo 33 di post-acuti con un saldo negativo, in ogni caso, di 26 posti letto e con una “alta specialità” storica completamente cancellata: la Chirurgia Pediatrica, i cui posti letto sono stati ceduti completamente all’ospedale privato di Olbia.
A ciò si somma il fatto che sono spariti anche i posti letto di DH di Ematologia (oltre 3000 accessi di pazienti in regime trasfusionale nel 2014 che richiedono non meno di 6 posti letto).
In estrema sintesi, il SULCIS IGLESIENTE esce fortemente ridimensionato da questa cd. riforma e negli ultimi mesi non solo è stato completamente chiuso il presidio ospedaliero Santa Barbara, ma ha, altresì, perso la caratterizzazione dei suoi due ospedali specializzati; infatti il F.lli Crobu, polo pediatrico di interesse provinciale, è stato completamente chiuso a vantaggio del polo pediatrico cagliaritano, ed il CTO da ospedale di interesse regionale , è diventato una sorta di ambulatorio e, nella migliore delle ipotesi, sarà classificato come ospedale di base a completamento del DEA individuato sul P.O. Sirai di Carbonia. Il risultato è che ci troviamo con una grave mobilità passiva per le casse della asl e soprattutto per i cittadini, costretti a recarsi presso i presidi ospedalieri cagliaritani. La vergogna continua.
Il Capogruppo Cas@ Iglesias Valentina Pistis
Il Comitato Uniti per la Salute di Iglesias. «Sanità Sulcitana, Iglesiente e Sarda: storia di un disastro annunciato».
«Mille ricoveri di produzione in meno, reparti che vanno e che vengono, organico ridotto al lumicino, un caos totale senza precedenti. Sfidiamo chiunque a dimostrare che i servizi sanitari erogati nel Sulcis Iglesiente e l’organizzazione del lavoro siano migliorati nel corso di questi due anni – denuncia il presidente Paride Reale -. Gestione del personale, mobilità passiva, spesa farmaceutica e prevenzione rappresentano alcune delle gravi lacune di questa contestata amministrazione. Noi non ci arrendiamo e per questo motivo, unitamente agli altri comitati liberamente nati in tutta la Sardegna per difendere la sanità pubblica, manifesteremo a Cagliari il prossimo 9 novembre. Manifesteremo per il rispetto del diritto costituzionale alla salute, per una sanità efficiente e di qualità. La presunta riforma voluta dalla Giunta regionale e la riorganizzazione della rete ospedaliera, che da sola avrebbe dovuto far risparmiare 140 milioni – aggiunge Paride Reale -, non saranno sostanzialmente operative ancora per lungo tempo. La verità è che non si vede all’orizzonte una riforma del sistema vera, seria e radicale, capace di ignorare interessi e lobbies, mediche, politiche di qualsiasi natura. Noi – conclude Paride Reale – non ci fermiamo.