Manca poco più di un mese a Natale, le vetrine dei negozi sono già illuminate e addobbate a festa e stanno lì ferme e vanitose ad ammaliarci come il canto delle sirene . Riflettono i nostri sepolcri bianchi , le nostre immagini riflesse della vita che ci passa accanto proiettate sullo schermo del nostro scorrere quotidiano.
Vedo e guardo insistentemente anziani ridotti in povertà che cercano la propria sopravvivenza dentro i cassonetti della spazzatura tra palazzi opulenti e gonfi di indifferenza , cassonetti che, accolgono come bare scure, per sempre, anche i corpicini esanimi della vita nascente. Giovani dal linguaggio volgare, lingue bestemmiatrici, ricchi e pieni del superfluo, orfani di padri e madri senza coraggio ma eterni adolescenti di una maturità mai vissuta. E mentre un pallone in uno stadio che non è finito in rete ha portato lutto e lacrime ad una nazione, incapace di commuoversi, di indignarsi e di lottare per i diritti violati ogni giorno da una classe politica corrotta, indifferente, cinica e complice di chi ci vorrebbe più miseri e ignoranti vorrei tacere per poter esprimere l'inesprimibile al di là delle parole e intanto il mio sepolcro bianco dalle vetrine rimanda il mio riflesso...
Donatella Pintus