Clamoroso ritrovamento in una remota località del Marghine in Sardegna. Un gruppo di studiosi di antiche civiltà ha ritrovato dei papiri custoditi all'interno di un corno di muflone, rinvenuto in una grotta carsica a circa duecento metri di profondità, che apre una luce diversa sulla civiltà nuragica. Per gentile concessione dell'equipe che ha ritrovato i documenti, in questi giorni in visita in alcuni musei del Sulcis, siamo in grado di pubblicare alcuni stralci dei loro studi.
"Un tempo lontano gli antichi Shrdn dominavano il mondo. Infatti due fratelli, Efys o Gvyn, capostipiti di un’antica tribù che giunta dal mare, fondarono la grandiosa civiltà che costruì migliaia di torri dette
Nuraghi e si trovavano d'accordo su ogni cosa come ci dimostra il famoso bronzetto a 4 occhi. In seguito alla diffusione del cristianesimo questi eroi divennero i Efisio e Gavino che furono eletti santi e sono ancora venerati. I nostri guidarono il loro popolo, fatto di valenti guerrieri, in aspri combattimenti in Egitto e tutto il Medio Oriente.
Vinta la campagna d’oriente decisero di rientrare nella loro terra e fecero tappa nell’antica Ellade. Qui rimasero altri due fratelli Antiokyus e suo fratello Plàthanos, esperti guaritori che si impegnarono a diffondere le loro conoscenze mediche presso i popoli che li ospitarono. È semplice evincere che il dio Esculapio, il dio guaritore presso gli antichi greci altro non è che l’adattamento di questi Shrdn, che una volta rientrati in patria, con l'arrivo del cristianesimo vennero, come i loro capostipiti, trasformati in Santi: Antioco onorato Patrono di Sardegna e Platano, Pardimu, patrono di Villaspeciosa, Bidda Ispitziosa in sardo, toponimo che è un chiaro richiamo alle spezie e alle erbe come su pitzienti che venivano utilizzate per preparare infusi e decotti.
Come si nota il mito dei due fratelli, si ripete spesso anche nelle leggende popolari sarde come ad esempio nella mitica storia dei mesi di Gennàrxu e Friaxu (ca no nd’apu biu ni nieddu e ni braxu) trae origine proprio da questi antichissimi antenati.
Ripartiti dall’Ellade gli Shrdn, fondarono in una grande isola in mezzo al mare una grandissima città chiamata Atlantide, ma a causa del suo sprofondamento fuggirono e si stabilirono lungo le coste del Lazio e vi stabilirono delle colonie e da una di queste sorse Rum (Roma) e la stessa vicenda di Romolo e Remo altro non è che la trasposizione in chiave latina dei due fratelli Shrdn. Si spinsero anche più a nord e ove fondarono dei piccoli villaggi in quella terra che poi divenne Etruria. Da questi coloni discesero i Tirreni che altro non sono che i Tyrsenoi cioè i costruttori di Torri. A confermare questo ancestrale legame esiste la cittadina di Porto Torres.
Perciò senza ombra di dubbio alcuno possiamo dunque affermare che gli Etruschi e i Romani discendono dagli antichi Shrdn, così come la lingua latina. Troviamo ulteriore testimonianza della grandiosità della civiltà Shrdn e della discendenza del latino dal protosardo nella germanica divinità "Thor" nata da qualche sincretismo religioso tra quelle antiche tribù barbare (barbaroi, simile al verbo sardo meridionale akikiai, cioè balbettare) e gli invasori romani. Thor dio del tuono, armato di possente martello, veniva venerato battendo dei piccoli martelli simili a mestoli (turra in sardo) dentro le torri tirreniche, ossia i nuraghi i quali venivano costruiti verso il cielo proprio per venerare Thor (de cui viene “tocau de turra a conca”).
Inoltre è evidente che il sacro dolce di Thor, su turroni, è una specialità di Tonara, che in nuragico si chiamava Thornara che voleva dire luogo santo arato dal dio, e per prepararlo è necessario rimestare con il già citato strumento detto sa turra. Del resto può essere considerato un dato di fatto che gli ambienti interni del mastio (torrione centrale dei nuraghi) avevano una pianta circolare per permettere di girare il torrone, chiamato Turroni perché veniva fatto nella grande torre cun sa turra.
In secula seculorum questo mito è tornato nella sua Terra Madre attraverso il mitico Rombo di Tuono che fece vincere lo scudetto alla squadra di calcio dell'antica città Shrdn di Karallay. (Se avete ancora dei dubbi chiedetevi come mai Roma venne fondata sulla Riva del Tevere e vedrete che tutto torna ancora una volta...).
Infine tenete ben presente che gli antichi Shrdn, prima di diventare Shrdn, erano soliti praticare il rito dell'incubazione nelle domus de janas. Le Janas, in certi luoghi pronunciato Orgianas o Arxanas, che erano piccole donne dotate di poteri magici deriva la dea romana Diana: (divinità dei boschi e della caccia) e quando dormivano assieme allo spirito dei defunti andavano in fase R.E.M. a cui si ispirò la famosa rock band americana. Evidentemente non sarà un caso che la canzone più famosa è “Loosing My Religion” che si può tradurre come <<sto perdendo la pazienza, non ce la faccio più>>. Ma a ben guardare REM è Remo, fratello di Romolo che si addormentò spistiddato dal fratello stesso perché in realtà avevano litigato (ricordatevi il toccau de turra a conca) e da questo deriva l’atavica predisposizione dei Sardi a non essere mai d'accordo su nulla da cui il detto <<chentu concas e chentu berrittas>>…."
Per concludere: Bona Die de sa Sardigna a totus… Per chi ci crede nella potenzialità della nostra Terra e nei Sardi suoi abitanti, sa Die de Sardigna è tutti i giorni. Per migliorare la nostra Terra e noi stessi, occorrono ricerche serie che devono essere condotte con passione e metodo rigoroso. Solamente studiando con attenzione le vicende della Sardegna e dei Sardi, inquadrandole in un contesto ampio – che è quello del Mediterraneo – potremo riuscire a capire meglio chi eravamo e dove vogliamo andare.