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Carbonia. Teatro. Cedac, attesa per “Else” la grande prova d'attrice di Nunzia Antonino

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«Vorrei gridare il mio saluto al cielo prima di tornare giù in mezzo alla gente. Ma dove andrà il mio saluto? Sono così sola. Terribilmente sola, tanto che nessuno può immaginare la mia solitudine». È un passo significativo della “Fräulein Else”, novella che Arthur Schnitzler scrisse nel 1924 e che già nel 1929 fu trasposta in opera cinematografica dal regista ungherese Paul Czinner. “La signorina Else” è senz'alcun dubbio una delle opere più significative dello scrittore e drammaturgo viennese, esempio emblematico di quel “monologo interiore” così peculiare nella caratterizzazione dei personaggi e che tanta attenzione suscitò perfino in Sigmund Freud. Nella sua produzione, la crisi della società europea dei primi decenni del XX secolo che sfocerà nel dramma delle guerre e dei totalitarismi, è una sorta di ombra che si stende con livido e spietato cinismo sulle vicende umane.

Il testo, sulla base di una traduzione di Giuseppe Farese, ha offerto lo spunto a Nunzia Antonino e Carlo Bruni per una riduzione teatrale, “Else”, che vede la coautrice come solitaria protagonista del palcoscenico e il coautore anche nelle vesti di regista. Lo spettacolo fa parte del cartellone firmato dal Cedac e patrocinato dall'amministrazione comunale: l'inizio è previsto per le 20.45.

«Fondandoci sulla novella di Arthur Schnitzler, scritta come monologo interiore nel 1924 sotto le stesse influenze che avrebbero dato corpo alla psicanalisi di Freud – scrivono i due presentando il lavoro – siamo partiti dall'adolescente in vacanza e dal suo dramma alimentato da un debito del padre nei confronti di un laido signor Dorsday. Debito che lei è invitata a estinguere con “strumenti” ritenuti ormai comuni, perciò lontanissimi dal produrre scandalo, ma ancora oggi “perfettamente” in grado di alimentare le tragiche conseguenze svolte dal racconto. La nostra direzione è condizionata dall’anagrafe: Else non è la diciannovenne dell’originale, piuttosto lo è stata. Rimasta impigliata nella lettera che scatenò il dramma, è alle prese con lo stesso Veronal di allora: medicinale ormai però fuori moda; veleno inadeguato al ruolo e dunque anche inutile a domare il reiterato dolore. La nostra Else vive in un mondo sordo, immerso in una crisi culturale non dissimile da quella che ispirò Schnitzler: fonte di ossessioni, nel migliore dei casi in grado di condurre alla follia».

Si attende dalla Antonino un'altra grande prova di attrice: Carbonia l'ha già applaudita, sempre in rassegna organizzate dal Cedac nel 2008 a Monte Sirai nelle “Lezioni di piano”, diretta anche in quel caso da Bruni, e nel 2014, nel teatro di Piazza Roma, per la splendida “Lenor” scritta a quattro mani con Enza Piccolo e dedicata alla figura della rivoluzionaria napoletana del 1799 Eleonora Fonseca Pimentel.

Giovanni Di Pasquale

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