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Carbonia. Convegno 24 Maggio "Dall’agito personale all’agire professionale"

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Domani, venerdì 24 Maggio, a partire dalle ore 9, la sala polifunzionale di piazza Roma ospiterà un'interessante giornata intitolata "Dall'agito personale all'agire professionale", che mira a favorire il dialogo, la condivisione di aspetti metodologici tra gli operatori dei servizi-sociosanitari. Il convegno è aperto a tutti e si svilupperà in due distinte sessioni: la mattina, qualificati operatori del settore affronteranno il tema di come l'idea dell'uomo può tradursi nella pratica professionale. Nel pomeriggio si formeranno gruppi di lavoro ad hoc multidisciplinari per la co-costruzione di un intervento territoriale attraverso le narrazioni dei singoli partecipanti. La giornata si concluderà alle ore 18 con l'esibizione del soprano Ilaria Fioranti. L'evento è organizzato dalla Cooperativa Sociale Adest Onlus con il patrocinio del Comune di Carbonia. Saranno presenti il Sindaco Paola Massidda e l'assessore alle Politiche Sociali Loredana La Barbera.

MOTIVI E OBBIETTIVI ( di Claudia Serra)

Questo convegno ha la pretesa di parlare dell’Uomo dal punto d’osservazione degli operatori. Quale tipologia di Uomo? Esiste solamente una visione di uomo?  In un’ottica moderna le teorie che ci dicono chi è l’uomo si rincorrono e si discostano dalla realtà di tutti i giorni. L’uomo degli operatori non è quello descritto nei libri, nelle teorie; è l’uomo che fa parte del lavoro quotidiano, che partecipa alle esperienze dell’operatore, che è stato delineato dal contesto nel quale l’operatore è inserito e dagli studi che hanno portato a guardare un determinato tipo di uomo. Le emozioni sono un problema o una risorsa per l’uomo? Le perdite sono un trauma o un’opportunità? Questi ed altri interrogativi ogni operatore sociale si trova a dover rispondere prima o poi durante la sua vita professionale e personale, e a queste domande rispondiamo in base alla rappresentazione che ognuno di noi si è fatto dell’uomo. 

Come parlarne? Con gli strumenti tipici della scienza esatta sarebbe impossibile e in contraddizione con il principio soggettivo. Lo strumento che, secondo noi, meglio può aiutarci a parlare di complessità senza per forza ridurla e depotenziarla, è la narrazione.
Il termine “narrare” citato nel sottotitolo, mira, nell’intento degli organizzatori, al confronto attraverso il resoconto e all’agire in base allo stesso.
É finito il tempo delle teorie che spiegano tutto, o si pensava potessero farlo. Attualmente siamo immersi in una società liquida e, citando il sociologo polacco Bauman, “il cambiamento è l'unica cosa permanente, l'incertezza è l'unica certezza”.
All’interno di questa complessità anche noi abbiamo fatto una scelta di campo pensando a un modello che unisca teoria e prassi, in quanto la multidimensionalità dei fatti sociali impegnano il FARE sociale accompagnandolo imprescindibilmente al pensiero. Dal nostro punto di vista nel sociale si è parimenti narratori e narrati. Da qui l’esigenza alla contaminazione che conseguentemente porta a una crescita personale condivisa. Il quadro teorico auspicabile fa riferimento non già ai problemi ma, alle relazioni e alla complessità, intendendo la realtà sociale come un gruppo di gruppi che intreccia azioni e storie.


Obiettivi
Compito di questo convegno/confronto è quello di dialogare con tutti gli operatori che agiscono quotidianamente all’interno dei servizi socio-sanitari e capire se è possibile condividere alcuni aspetti togliendo dall’approccio assiomatico le categorie tipiche delle grandi narrazioni ormai passate, farle diventare plastiche e traducibili in prassi.
I diversi operatori del sociale, psichiatri, psicologi, pedagogisti, assistenti sociali, educatori hanno in comune la relazione come strumento di lavoro e di cambiamento e saranno chiamati al confronto. Ogni operatore che lavora nel sociale ha un modello più o meno esplicito, di uomo, di risorse da sviluppare, di funzionamento dell’individuo, che dà senso all’agire professionale e alle scelte professionali. E’ importante non solo essere consapevoli verso quale cambiamento si è orientati, ma anche quanto la visione individuale è condivisa per poter andare verso la stessa direzione.

Aspetti metodologici
Il convegno si sviluppa in due momenti distinti: al mattino è previsto dapprima uno sguardo sugli operatori sociali e in seguito interverranno vari operatori sociali che affronteranno il tema di come l’idea di uomo può tradursi nella pratica professionale. Nell’ultima parte della mattinata, rifletteremo su un modo attraverso il quale teoria e prassi, si possono incontrare nel lavoro sociale.
Il pomeriggio verrà dedicato ad attività in piccoli gruppi i quali, in base al tema scelto, dovranno affrontare, in un’ottica di multidisciplinarietà, la co-costruzione di un intervento territoriale attraverso le narrazioni dei singoli partecipanti.
Durante la giornata verranno svolte delle letture effettuate da Claudia Serra, che richiamano al tema trattato.

Programma della giornata

8.45: iscrizione dei partecipanti

9.00: Saluto delle autorità e presentazione del convegno:
Paola Massidda – Sindaca di Carbonia;
Angela Quaquero - Presidente Ordine degli Psicologi della Sardegna,
Laura Impera - presidente cooperativa Adest;
Loredana La Barbera – Assessore ai Servizi Sociali Comune di Carbonia.

9.30: Premessa di senso: elementi di epistemologia
Giancarlo Labate- Psicoterapeuta

10.00: Come i professionisti d’aiuto raccontano le professioni d’aiuto
Raffaele Pittau - Psichiatra
Anna Laura Mallocci – Psicoterapeuta

11.00 – 11.30: Pausa caffè

Francesca Vedda - Assistente Sociale
Carla Zurru - Pedagogista
Danilo Mascia - Educatrice
Daniela Zuddas – Giudice Onorario

13.30: Pausa Pranzo

14:30: Suddivisione in 5 tavoli tematici
Il bambino – l’adolescente – il genitore – l’anziano – il sofferente mentale.

17.30: discussione dei lavori svolti nei tavoli e chiusura dei lavori

18.00: momento espressivo
– Ilaria Fioranti – soprano
– Oxana Tchepel – pianista
- Rita Deidda - pittrice

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