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Sant'Antioco. I carabinieri hanno messo i sigilli al “Tonnara Camping”. Tre titolari lombardi denunciati per lottizzazione abusiva

Cronaca Locale
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Ieri mattina i Carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale di Cagliari, con l’ausilio dei militari della Compagnia Carabinieri di Carbonia hanno eseguito il decreto di sequestro preventivo, emesso dal Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Cagliari, di 78 strutture ricettive mobili (74 case mobili e 4 bungalows-tenda) con relative infrastrutture ed aree verdi di pertinenza del “Tonnara Camping”, per il valore patrimoniale che  ammonta a circa 3 milioni di euro, che si affaccia sulla spiaggia di “Cala Sapone” nell’isola di Sant’Antioco. Dalle indagini sarebbe emerso che i tre titolari, tutti della zona di Brescia che sono stati denunciati per lottizzazione abusiva e per aver eseguito opere in assenza o difformità dalle autorizzazioni edilizie e paesaggistiche, avrebbero piazzato case mobili anche a 150 metri dalla linea di battigia, a tutela integrale, e installato all'interno del camping altre strutture senza avere alcuna autorizzazione. I carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio culturale di Cagliari con la collaborazione dei colleghi della Compagna del Capoluogo hanno cosi messo sotto sequestro sequestrato 74 case mobili e 4 bungalow-tende, con relative aree verdi e infrastrutture, all'interno del Tonnara Camping.  Il sequestro preventivo è stato richiesto dal pm Giangiacomo Pilia e firmato dal Gip, Antonio Cau. Complessivamente sotto chiave è finita un'area di 97mila metri quadri: tutte le case mobili del Tonnara Camping valgono circa 3 milioni di euro. Il sequestro delle case mobili e delle infrastrutture del Tonnara Camping di Sant'Antioco arriva dopo una dettagliata attività investigativa condotta dagli uomini del Nucleo tutela patrimonio culturale, coordinati dal maggiore Paolo Montorsi, e iniziata a maggio. Gli specialisti dell'Arma, ricevuta una prima segnalazione, hanno eseguito una lunga serie di sopralluoghi e verifiche, scoprendo che all'interno del campeggio c'era un numero elevato di case mobili, molte delle quali posizionate nella fascia di totale inedificabilità dei 150 metri dalla linea di battigia marina.  Effettuati gli accertamenti gli specialisti hanno presentato una relazione in Procura, sfociata oggi nel sequestro preventivo delle strutture. I tre indagati, titolari della società che gestisce il camping, devono rispondere di "opere eseguite in assenza del titolo abilitativo valido" e "lottizzazione abusiva".

 

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