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Cronache del Sulcis Dal 17 al 23 gennaio

Cronaca Locale
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Continua a peggiorare la diffusione del covid. Gli ultimi aggiornamenti disponibili comunicati dalle amministrazioni comunali del Sulcis restituiscono numeri molto elevati (Iglesias 264 casi, Giba 45, S.A. Arresi 88) e ci sono molte scuole chiuse costrette alla didattica a distanza (Santadi, Narcao, Perdaxius e S.Antioco). Questi dati confermano che questa ondata è la peggiore e il risultato è che, tra positivi e persone in quarantena, nellle nostre città e nei nostri paesi non si sono svuotati ma in compenso possiamo osservare tante persone in file davanti alle farmacie per fare il tampone. È vero che la malattia, grazie ai vaccini e alla variante omicron, è diventata più “leggera” ma con tanti casi va ad aumentare anche la pressione sugli ospedali. E infatti, martedì a causa di un afflusso molto elevato di pazienti positivi al covid, ha chiuso il pronto soccorso dell’ospedale Sirai e nella stessa struttura il reparto di medicina generale è stato trasformato in reparto covid. Non sono poche le persone che hanno notato come lo stesso reparto sarebbe dovuto essere aperto all’ospedale Santa Barbara (l’anno scorso quando l’emergenza era più grave) e temono che questa chiusura provvisoria sia il preludio ad una chiusura definitiva del reparto come è già accaduto altre volte in passato.


A Nuxis sono iniziati i lavori di rifacimento della via S.Pietro: ad iniziare dalla chiesa, verrà eliminata la pavimentazione in asfalto e verrà ricostruita la condotta idirica ed è inoltre previsto l’interramento della linea elettrica e telefonica e delle canalette di raccolta dell’acqua piovana. In seguito verrà realizzata una nuova pavimentazione a mattoni di granito e basalto in modo da uniformarla a quella del centro storico. Questo intervento ha il valore di circa mezzo milione di euro e una volta concluso inizieranno altri lavori (1.3 milioni di euro) che prevedono il rifacimento della facciata della chiesa parrocchiale e la sistemazione delle vie circostanti.


Lavori pubblici anche a S. Antioco: l’amministrazione comunale ha affidato l’incarico per la riqualificazione della zona PIP (1 milione di euro il valore dell’investimento) e a breve inizieranno anche i lavori per l’abbatimento delle barriere architettoniche in alcune vie del centro storico di Sa ‘Idda. Infine il sindaco Ignazio Locci ha annunciato che, dopo una lunga battaglia, è finalmente iniziato l’iter burocratico per l’ingresso del Porto Commerciale nell’Autorità di Sistema Portuale del mare di Sardegna.


Una buona notizia per i residenti di Santadi e Villaperuccio: dal primo febbraio, dopo un anno di assenza, arriverà un nuovo medico di famiglia. Si tratta del dottor Antonino Frongia, specializzato in nefrologia, che sarà a dispozione di 1500 residenti che fino ad ora erano costretti a spostarsi a Nuxis o a Perdaxius oppure dovevano a chiedere la cortesia di una semplice ricetta ai due medici rimasti che con grande spirito di sacrificio, a conti fatti stavano seguendo più di 2000 persone, in prevalenza anziani con grandi difficoltà di spostamento.


I sindaci del Sulcis si sono nuovamente lamentati per la situazione della SS 293. A quanto pare l’ANAS ha compreso che il guard rail inserito per restringere la carreggiata al km 40 era pericoloso e dunque lo ha sostituito con una barriera New Jersey (quelle a grossi blocchi bianchi e rossi) e predisposto una segnaletica migliore ma i sindaci sulcitani hanno suggerito di tagliare gli alberi a bordo strada così da aumentare la visibilità della barriera stessa e attendono di vedere un progetto e che inizino lavori per la messa in sicurezza di un tratto stradale che ormai sprofonda da tre anni.


Venerdì i sindaci dei comuni della ex provincia di Carbonia-Iglesias, hanno incontrato in video conferenza l’assessore regionale alla Sanità Mario Nieddu e la nuova direttrice generale della ASL7, la dottoressa Giuliana Campus che avrà il difficile compito di riorganizzare i servizi santari. Si sindaci hanno chiesto le solite cose: medicina generale, pediatri, attività ambulatoria e di prevenzione equamente distribuite sul territorio. Ormai le richieste sono le stesse da anni e ogni volta dai decisori vengono ascoltate con grande cortesia, resta da vedere se almeno stavolta saranno esaudite.

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