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Fabio Enne (CISL): Il 2015 è stato un anno devastante per l’economia e il lavoro».

Cronaca Locale
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Sulla allarmante situazione economico occupazionale del Sulcis interviene con un j'accuse Fabio Enne Segretario Generale Cisl "All’orizzonte non si intravede alcuna ripresa. Il 2015 è stato un anno devastante per l’economia e il lavoro. Alle parole confortanti del presidente Pigliaru, la UST CISL Sulcis Iglesiente risponde con un richiamo alla mobilitazione generale.

La volontà è quella di proseguire, ancor più determinati, con la promozione della mobilitazione popolare, prevista per gennaio 2016. Le assemblee organizzative, dell’8 a Portoscuso e del 12 a Sant’Antioco, si concluderanno il 15 gennaio ad Iglesias, presso il Centro culturale dalle ore 16.30.

In quell’occasione l’assemblea territoriale presieduta dalla UST CISL Sulcis Iglesiente, insieme ai sindaci, il Movimento delle Partite Iva, gli artigiani e i commercianti e le altre rappresentanze sociali e imprenditoriali del territorio, movimenti studenteschi e disoccupati, definiranno l’organizzazione e il percorso della Mobilitazione generale popolare prevista per fine gennaio.

Il 2015 è stato un anno nero per il Sulcis Iglesiente, 130mila abitanti, con oltre 35mila disoccupati e migliaia di lavoratori in regime di ammortizzatore sociale. Al disastro industriale causato dall’incapacità della classe politica, si somma l’esigua programmazione delle risorse europee disponibili.

Il rilancio di settori strategici come il turismo, la pesca, il commercio, l’agricoltura e l’artigianato sono un miraggio; le difficoltà nei collegamenti, marittimi e aerei, passeggeri e merci, con il resto della penisola creano un gap infrastrutturale ingente.

L’accordo tra Moby e Tirrenia “certificato” dall’antitrust rischia di rendere ancor più complessa la situazione, con il rischio che, chi pagherà le scelte sbagliate, saranno sempre gli abitanti dell’isola.

La definizione delle numerose le vertenze industriali ancora aperte: Eurallumina, Portal (ex ILA) ed Alcoa, a cui si sommano le infinite problematiche legate alla gestione di IGEA e ATI IFRAS sono diventate indifferibili.

Anche per questi motivi è necessario coinvolgere l’intero territorio, invitando ad una grande Mobilitazione generale popolare, direttamente proporzionale al persistente disagio sociale creato da chi ci amministra".

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