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Sant'Antioco. Il porto commerciale oggi compie 80 anni. Era stato inaugurato in piena era fascista il 9 giugno del 1937

Cronaca Locale
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Compie oggi 80 anni e li dimostra tutti. E' il porto commerciale di Sant'Antioco, ormai diventato solo un'ombra del vecchio splendore. Abbandonato a se stesso sembra non riesca a risollevarsi. Recentemente poi gli è stato persino tolto anche quel poco di ossigeno di un finanziamento che sarebbe dovuto servire alla sua riconversione privilegiando il suo rilancio con una anacronistica e invisa circonvallazione. A farlo rantolare oggi gli rimane solo l'attracco di qualche nave militare e  piccoli cabottaggi per l'imbarco del sale.  Era il 9 giugno del 1937 quando gli onorevoli Ferruccio Lantini ministro delle corporazioni, Paolo Tahon di Revel ministro delle finanze e tesoro e Giuseppe Valle sottosegretario all’aeronautica, accompagnati dal podestà di Sant'Antioco Andrea Aste, segretario del fascio Giovannino Biggio, il Prefetto Tito Canovai e con la benedizione del vescovo Giovanni Pirastru, sbarcarono dalla nave che aveva attraccato sulla banchina nuova di zecca del Porto di Sant'Antioco. Erano giunti a Sant'Antioco proprio per l'inaugurazione del Porto di Ponti, che oggi festeggia 80 anni, voluto e realizzato dal governo fascista. Sulla banchina su una piramide di carbone tra le due potenti nuove gru a significare l'operatività dei lavoratori la scritta: “Dormiamo poggiando al testa sullo zaino sempre pronti al lavoro”. Il nuovo porto sarebbe servito per l'imbarco del carbone che tra qualche mese sarebbe giunto in banchina grazie alla costruenda strada ferrata che avrebbe congiunto le miniere di carbone al nuovo punto di imbarco che sino ad allora avveniva a mezzo di natanti che trasportavano il materiale verso grosse navi mercantili ancorate al largo a più di 2 miglia dalla esistente banchina che consentiva l’attracco solo ad imbarcazioni di piccolo tonnellaggio.  Proprio grazie alla costruzione del nuovo scalo, costato  complessive 1.765.000 lire, il porto balzò dagli ultimi posti in cui si trovava sino ad allora al primo posto nel 1940 per movimentazione delle merci. “Il giorno la popolazione accorse in gran massa vista l’importanza dell’avvenimento, raccontano le cronache del tempo, la realizzazione del porto generò una ventata di ottimismo e di speranza in un fulgido futuro mentre all’orizzonte ancora non si intravedevano le cupe e minacciose nubi della guerra”. L'inaugurazione del nuovo scalo commerciale  portò a Sant'Antioco richezza ed economia grazie anche alle nuove attività ad esso collegate. L'avvenimento è ricordato ancora da Virginio Locci, l'ex sindaco di Sant'Antioco, che all'epoca aveva 10 anni. <Tappezzarono il paese di manifesti- racconta Virginio Locci- nacque la compagnia portuale che assunse un centinaio di disoccupati, specialmente tra quelli che abitavano nelle grotte e che la gente chiamava “Gruttai". Dopo il lavoro- continua l'ex sindaco- si sedevano a consumare nei tavolini del Corso e con i soldi guadagnati comprarono degli apparecchi radio che mogli e figlie facevano suonare a tutto volume tutto il giorno nelle povere abitazioni delle grotte>.  

Foto fornita gentilmente dall'archivio storico di Sant'Antioco in occasione della mostra fotografica dei cento anni di storia cittadina

 

L'articolo è stato scritto dal giornalista Tito Siddi per l'unione  Sarda oggi in edicola. Domani   la pagina storica del quotidiano del 1937 che raccontò l'evento sarà in regalo oltre che a Carbonia anche a Sant'Antioco e Calasetta

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