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Sant'Antioco. Nuove proposte della tradizione come volano turistico economico

Cronaca Locale
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La tradizione come crescita economica, lavorativa e turistica. A La tradizione come crescita economica, lavorativa e turistica. A Sant'Antioco qualcuno ci crede. C'è chi ha pensato un nuovo modo di proporre il pane, di fare promozione turistica e chi ha riscoperto l'arte dei liquori dopo quasi cento anni. Così dopo la prima esperienza dei primi anni del 1900  quando a Sant'Antioco  si produceva un amaro chiamato “Balsamo di Sant'Antioco” della ditta Fagnani Edmo, un riminese trapiantato a Sant'Antioco, è nato “Solky liquori”, un nuovo liquorificio che propone “sotto spirito” le essenze e i sapori dell'isola sulcitana. 06 22 liquoriL'idea è stata realizzata da due imprenditori locali Fabrizio Steri, 53 anni e Saverio Balia di 55 anni. Quest'ultimo oltre 10 anni fa aveva realizzato un laboratorio con impianto di realizzazione e imbottigliamento di liquori che però non ha mai utilizzato. L'idea si è materializzata lo scorso anno quando Fabrizio Steri e Saverio Balia si sono ricordati dell'Antico liquorificio cittadino che produceva il rinomato amaro. Così dall'idea si passati ai fatti. <una proposta che punta alla qualità- spiega Fabrizio Steri- grazie ad una terra che offre essenze clasiche quali il mirto e il fil'è ferru. liquoriPer il momento Solky liquori” nasce con una linea di quattro etichette che diventeranno a breve sette>. Quelli proposti sinora sono il “Mirtomoro”, il classico mirto; il “Limon verde” di limoni verdi, il “Nopale” realizzato con i fichi d'india e Mirteferru” dove il mirto si sposa con la grappa sarda. Liquori che a pochi mesi dalla presentazione sul mercato stanno ottenendo già un grande successo anche fuori dall'isola tanto che “Mirtomoro” ha già avuto una menzione speciale da “Sardinia food award” per il settore liquori. <Una scommessa che possiamo definire vincente – concludono Fabrizio Steri e Saverio Balia- avendo per  scelta voluto  dare il gusto del liquore fatto in casa. Al momento a lavoraci sono i due ideatori della scommessa ma quando entrerà a regime il liqurificio offrirà nuove opportunità di lavoro a qualche giovane che non sarà costretto così ad emigrare.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 Sant’Antioco. Nasce la prima Carta dei Pani in Sardegna. I Panifici Calabrò abbinano un pane ad ogni sapore del territorio (Pubblicato 1l 31 maggio 2017 e agggiornato il 22 giugno)

Una veste nuova per una tradizione antica.  A Sant’Antioco, nel Sud-Ovest della Sardegna è stato inaugurato il primo giugno scorso  il rinnovato locale dei Panifici Calabrò, situato nel centro della città. Nato come Panificio Meccanico nei primi anni del ‘900 e oggi gestito dalla quarta generazione della famiglia fondatrice, rivolge da sempre particolare attenzione al legame fra tradizione sarda e innovazione.06 22 pane A propoprre il pane in tutte le sue declinazioni e degustazioni sono le proprietarie dei panifici Calabrò. Marina 60 anni, Dolores 63 elena Calabròed Elena di 26 anni che rappresenta la continuità aziendale. Con la prima carta dei pani in Sardegna, ogni cliente potrà scegliere tra una lista di pani abbinati a prodotti del territorio, di alta qualità e secondo la stagionalità. Il pane diventa quindi il vero protagonista del menù in ogni momento della giornata: dalla colazione al pranzo e alla cena, dall’aperitivo al dopo cena.  “Il pane è l’elemento che da sempre ci identifica - racconta Marina Calabrò, amministratrice dell’azienda - per questo abbiamo deciso di valorizzarlo creando la Carta dei Pani. Un documento in cui ogni pane che produciamo è abbinato a prodotti del territorio, creando un vero e proprio viaggio attraverso i sapori dell’Isola”. 

Il progetto è frutto della collaborazione con personalità di spicco del settore food sardo: l’antropologa Alessandra Guigoni, con cui l’azienda ha redatto la carta dei pani; il bartender Antonio Varotto che per l’occasione ha creato il cocktail esclusivo “Sulky Tonic”; l’esperto di pizza in teglia Gabriele Valdes e la cuoca volante Chiara Cogotti che firma il menù.
Arazzo part“Il nostro locale principale è stato quindi trasformato per diventare la cornice in cui vivere una serie di esperienze alla scoperta del territorio. – aggiunge Dolores Calabrò, socia dell’azienda - L’identità della nostra Isola si rispecchia nel design degli spazi”. La ristrutturazione degli spazi è stata affidata all’Architetto Antioco Angelo Marongiu, mentre il progetto è stato curato dall’architetto Stefania Beltrame dello Studio Associato Beltrame Gelmetti di Milano, in collaborazione con l’azienda Spazio Genio. Le tessitrici Assuntina e Giuseppina Pes hanno invece realizzato un arazzo con disegni tipici dell’Isola di Sant’Antioco, impreziosito dal bisso marino del 1920.

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