Dalle prime ore del mattino di ieri un'imponente operazione dei carabinieri del Comando provinciale di Cagliari ha smantellato un gruppo criminale specializzato negli assalti ai portavalori e ai caveau. Ventisette le persone arrestate, decine le perquisizioni in diverse zone della Sardegna eseguite dai militari dell'Arma in cerca di armi e droga. Da quanto si appreso, il gruppo criminale era composto da sardi che con la collaborazione di criminali nella penisola, collegati al clan camorristico Di Lauro, aveva la possibilità di mettere a segno assalti a portavalori non solo in Sardegna, ma anche in Toscana, Lazio e altre regioni. L'operazione chiamata “Maddalena”
si è svolta nelle province di Cagliari, Nuoro, Oristano, Sassari, Livorno, Grosseto, Roma, Caserta e Napoli, nonché nel territorio della Corsica. Carabinieri del Comando Provinciale di Cagliari, coadiuvati da personale dei reparti territorialmente competenti, con l’ausilio di squadre e unità cinofile antidroga e anti-esplosivo dello Squadrone eliportato Cacciatori di Sardegna, hanno eseguito 32 misure cautelari personali, di cui 20 in carcere e 12 ai domiciliari, nei confronti di altrettanti persone, disposte dalla Direzione Distrettuale Antimafia della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Cagliari. I reati contestati agli indagati, italiani e stranieri (due corsi), sono quelli di associazione per delinquere finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti, al traffico internazionale e alla detenzione di armi comuni da sparo, da guerra e clandestine, all’organizzazione di reati gravi contro il patrimonio (rapine e assalti a caveaux e furgoni), smercio di banconote false e riciclaggio di mezzi e denaro. Le operazioni sono state eseguite all’alba di ieri, con l’impiego di un elicottero dell’11° NEC di Cagliari- Elmas.
I provvedimenti coercitivi scaturiscono dall’esito dell’attività investigativa finalizzata all’azione di contrasto ai reati contro il patrimonio, denominata “Maddalena”, condotta tra il 2018 e il 2020 dai carabinieri del Comando Provinciale di Cagliari coadiuvati dal Comando Provinciale di Livorno, sotto il coordinamento delle rispettive DDA delle Procure di Cagliari e Firenze.
Il complesso lavoro investigativo prende il via a settembre 2018 con una serie di controlli mirati su alcuni ovili della giurisdizione della Compagnia di Carbonia che hanno consentito ai carabinieri di scoprire all’interno di un ovile dell’allevatore di Santadi, U.S. l’esistenza di un furgone Iveco Daily rubato a Nuoro il 12 ottobre 2017, insieme ad altri due mezzi, uno dei quali risultava essere stato utilizzato per un tentativo di rapina ad un portavalori a Castiadas nel gennaio 2018.
Questo particolare, ha fatto sorgere il sospetto di un suo coinvolgimento nelle rapine, tanto che, ben presto, da attività di osservazione e controlli sul territorio, si è sviluppato un filone di indagini che ha consentito di far emergere l’esistenza di una rete criminale dedita al traffico internazionale di stupefacenti, principalmente cocaina e marijuana, al traffico di armi ed esplosivi, alle rapine e al riciclaggio di capitali illeciti. In tale quadro investigativo, gli inquirenti, attraverso servizi di osservazione dei movimenti dell’allevatore, hanno documentato frequenti incontri riservati tra questi e tale G. M., 56enne di Loculi, quest’ultimo a capo di un’organizzazione per il traffico internazionale di armi e di stupefacenti con la Corsica, nonché di una rete di rapporti finalizzata a reati contro il patrimonio, principalmente rapine a sedi della Mondialpol e assalti a furgoni portavalori in Italia e all’estero.
Il traffico degli stupefacenti, delle armi e degli esplosivi avveniva sull’asse Sardegna-Corsica, laddove la droga e gli esplosivi sardi venivano ceduti in cambio di armi. Nell’isola francese venivano commercializzati variabili quantitativi di droga: sono stati registrati complessivamente 82 kg di marijuana, 10 kg di hashish e 5 kg di cocaina. In questo ambito le indagini sono state svolte in cooperazione internazionale con la costituzione, presso Eurojust, a giugno 2019 all’Aja, di una Squadra Investigativa Comune tra i Carabinieri di Carbonia e la Police Nationale di Ajaccio, coordinata rispettivamente dalla DDA della Procura della Repubblica di Cagliari e dalla JIRS (Juridictions Interrégionales Spécialisées) di Marsiglia. Detto coordinamento è stato seguito, stante la complessità dell’attività, direttamente dalla Direzione Nazionale Antimafia presso la Procura Generale della Corte Suprema di Roma.
G.M. nei rapporti illeciti con la Corsica, si avvaleva della collaborazione di F. L. 49enne di Ala dei Sardi che, insieme al figlio e alla compagna, si occupava della custodia, trasporto e commercializzazione della cocaina, hashish e marijuana, utilizzando la propria abitazione sull’isola francese. inoltre costui si occupava di reperire lo stupefacente in Sardegna, mentre il socio lo trasportava in Corsica dove con un sardo emigrato in Francia, aveva costituito una rete di spaccio: i due tagliavano la sostanza, la vendevano e periodicamente consegnavano il ricavato in una sorta di rapporto bancario. Alcuni di questi pagamenti sono stati documentati nelle indagini, 60.000 euro a luglio 2019, 20.000 euro a febbraio 2020.
Gli investigatori hanno scoperto che Mercurio si riforniva di stupefacente anche nel Lazio dove con Spano Antonio 31enne di Olbia, suo uomo di fiducia, aveva aperto un canale per l’acquisto di un grosso quantitativo di cocaina da un trafficante e in una occasione lo avevano incontrato a Fiumicino a luglio 2019. La cocaina acquistata nel Lazio, circa 2kg, era d ottima qualità e fu commercializzata in Corsica. La stessa tipologia di droga veniva venduta anche in Sardegna, in Gallura e nel sud Sardegna, presso l’ovile di Santadi, dove l’organizzazione aveva un’altra base logistica per il commercio della droga e per la commissione dei reati contro il patrimonio. Nel Sulcis Secci teneva i contatti con Mercurio attraverso schede telefoniche segrete dedicate, trafficava droga con Serventi Pietro Paolo e aveva una propria rete di relazioni per il commercio illecito con una coppia di Villaperuccio.
A riscontro di tali attività illecite, il 15 febbraio 2020, a Ghilarza, è stato arrestato in flagranza di reato, R. S. che aveva acquistato 527 grammi di cocaina il 9 luglio 2020 N. L. è stato bloccato dai carabinieri di Carbonia e tratto in arresto con 2 kg di cocaina, che aveva ricevuto dalla coppia di Villaperuccio che
, a loro volta, avevano acquistato a Cagliari in via Bosco Cappuccio, noto luogo di spaccio.
Gli accordi tra i due sardi trapiantati in Corsica e il loculese non si risolvevano nella fornitura di stupefacenti, ma comprendevano l’organizzazione di rapine e soprattutto la fornitura di armi strumentali alla commissione di delitti contro il patrimonio, in Italia e in Corsica.
Le armi che la banda aveva la disponibilità provenivano tutte dalla Corsica procurandole da un corso dedito alla commissione di furti in abitazione che aveva fruttato il furto di pistola. Le indagini hanno evidenziato anche la possibilità di un assalto ad un furgone blindato a Figari. I capi dlla banda preparavano rapine a sedi della Mondialpol, in Toscana a Cecina e in Sardegna a Elmas, erano in trattativa con esponenti della criminalità campana in grado di reperire con facilità mezzi pesanti di provenienza illecita da utilizzare per l’assalto alle sedi Mondialpol (camion, escavatore, ruspa).