Cronaca dalle province. Operatività recenti delle stazioni dei Carabinieri
Uta, i carabinieri della locale Stazione hanno rintracciato e tratto in arresto un 50enne del luogo, disoccupato con precedenti denunce a carico, in ottemperanza all'ordinanza di sostituzione della misura cautelare dell’allontanamento dalla casa familiare e del divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla vittima, con la misura degli arresti domiciliari, emessa il 27 gennaio scorso dall’Ufficio GIP del Tribunale di Cagliari. L’uomo espierà momentaneamente la misura cautelare presso la propria abitazione dove è stato tradotto dai militari operanti. Se dovessero prevalere ancora gli atteggiamenti compulsivi in virtù dei quali, ha continuato a creare problemi e ansie alla moglie che ne ha dovuto subire la persecuzione, potrebbe non dover fare troppa strada per raggiungere il vicino carcere, accompagnatovi dai carabinieri. La normativa che gestisce queste situazioni, purtroppo frequenti, prevede un’ineluttabile ma efficace progressività che negli ultimi anni ha certamente salvato molte vite umane: “occhio non vede, cuore non duole”. Allontanare la persona molesta dall’ambito familiare è generalmente molto efficace, ma le misure adottate nei confronti di chi persiste nella propria devianza diventano sempre più afflittive, invasive. A documentare se l’aggressività, normalmente maschile, nei confronti della vittima abbia avuto un freno oppure no, sono normalmente i carabinieri che seguono la vicenda e la progressività degli atteggiamenti.
.
San Sperate. Ieri, a conclusione di indagini scaturite dalla denuncia-querela presentata da una 42enne del luogo, i carabinieri della locale Stazione hanno deferito in stato di libertà per il reato di truffa aggravata un 31enne napoletano, residente a Benevento, disoccupato, non nuovo a imprese simili. Questi, dopo aver ricevuto dalla denunciante la somma di euro 198,00 per l'acquisto di una playstation, posta in vendita sul sito "Ebay.it", ha omesso di spedire la merce, rendendosi successivamente irreperibile. La situazione è assolutamente classica ed i carabinieri sono andati a ricercare fondamentalmente due cose, dato che gli appigli utili erano due: a chi fosse intestata la carta magnetica ricaricabile su cui erano confluiti i danari e a chi fosse intestato l’indirizzo di posta elettronica sul quale sono avvenuti i contatti preliminari al pagamento. I carabinieri sono così risaliti a un IBAN e a una persona che potrebbe aver venduto più volte quella playstation, senza averla mai spedita a nessuno. Dispiace per la signora disoccupata, che aveva messo da parte quei soldini per fare un regalo al figlio, ma purtroppo il truffatore generico medio non si preoccupa troppo delle storie che stanno dietro a un ordine effettuato sul web.