Villaputzu, i carabinieri della locale Stazione, a conclusione delle indagini scaturite dalla denuncia querela presentata dal 46enne gestore del supermercato Group-86, affiliato alla catena “md”, hanno deferito in stato di libertà alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Cagliari due donne ritenute responsabili del furto perpetrato in data 18.03.2021 presso quell’esercizio commerciale. Si tratta di una 20enne di Dalmine (BG) e di una 24enne di Martinengo (BG). Le ragazze avevano sottratto dal centro commerciale oggettistica varia, tra cui una caffettiera a induzione per piani cucina elettrici e dei cosmetici, superando poi la linea delle casse dalla corsia dedicata a chi non ha fatto acquisti, naturalmente senza pagare il conto. Dalla visione delle immagini video/registrate dal sistema interno di telecamere, l’unica cosa che potevano osservare i carabinieri intervenuti e i gestori dell’esercizio pubblico, era che quelle due ragazze non dovevano essere del luogo. Ascoltando poi a verbale alcuni testimoni, uno di questi tirava fuori un discorso interessante: quella mattina nel parcheggio del supermercato egli aveva notato un “Suv” di colore blu elettrico di modello inusuale. Il discorso si era fatto interessante perché i carabinieri ricordavano di averne osservato uno, simile alla descrizione ricevuta, a Porto Corallo, durante i loro giri di perlustrazione. Approfondivano il discorso quindi proprio in quella località balneare, rintracciando i proprietari dell’auto. Si trattava di due uomini, padre e figlio della Provincia di Bergamo che, approfittando della “zona bianca” in cui si trovava la Sardegna qualche tempo fa, avevano affittato una villetta a prezzi molto competitivi e si erano trasferiti nell’isola, con le relative fidanzate che, facendo le procacciatrici di contratti per la distribuzione dell’energia elettrica, potevano proseguire la loro professione anche in Sardegna. La refurtiva è stata così rintracciata e in parte recuperata e le due fanciulle denunciate alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Cagliari.
Ieri alle ore 22.35 circa, in via Cagliari a Dolianova, un equipaggio del Radiomobile della locale Compagnia, a seguito di perquisizione personale e veicolare, ha segnalato alla Prefettura di Cagliari quale assuntore di sostanze stupefacenti il conducente di una Mercedes classe A. Si tratta di un cameriere 33enne, residente a Monserrato, incensurato, al quale è stata contestualmente ritirata la patente di guida, in quanto trovato in possesso di 0,3 gr di sostanza stupefacente, verosimilmente del tipo cocaina, custodita in un piccolo involucro di cellophane e sottoposta a sequestro amministrativo. Il giovane ha ammesso di farne uso. Lo stupefacente sarà inviato presso il laboratorio analisi dell’Agenzia delle Dogane di Cagliari per le necessarie verifiche. L’uomo è stato anche sanzionato per la violazione delle norme anti-covid perché aveva violato il coprifuoco imposto dalle ore 22.00 alle ore 05.00 del giorno seguente, senza idonea giustificazione, uscendo tra l’altro dal Comune di residenza.
A conclusione di attività d’indagine conseguente alla denuncia querela presentata da un 71enne nato e residente a Ortacesus, i Carabinieri di Senorbì hanno denunciato alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Cagliari per il reato di tentata truffa aggravata, un 37enne nato a Biancavilla (CT) ma residente ad Adrano (CT), gravato da numerose precedenti analoghe denunce e in atto sottoposto a misure di prevenzione personale, in relazione alla sua nota pericolosità sociale. Nello specifico, il 23 marzo scorso sulla SS128 il secondo aveva tentato di truffare il primo, simulando il danneggiamento dello specchietto della propria autovettura e facendo credere alla vittima che l'evento fosse da attribuirsi a sue responsabilità. In sostanza al passaggio della Yaris della vittima predestinata, scelta forse in quanto anziana, il truffatore in pectore aveva lanciato un sassolino sulla carrozzeria dell’auto in transito. Il 71enne si era fermato ed era stato raggiunto dal catanese che aveva lamentato presunti danni subito dallo specchietto retrovisore della propria Fiat Punto, parcheggiata a bordo strada. Sarebbe stato il malaccorto utente della strada ad avergli procurato il danno per la riparazione del quale chiedeva sull’unghia la somma di cento euro. L’anziano non cadeva nella trappola e anzi contestava vigorosamente l’impostore che non poteva far altro che allontanarsi. La vittima prescelta (male) non si accontentava di gioire dello scampato pericolo, ma si recava dai carabinieri ai quali faceva un’accurata denuncia, nella quale inseriva anche il numero di targa dell’auto del protagonista dello sfortunato raggiro. Lo riconosceva poi con certezza, avendolo ben visto in volto, in un albo fotografico che i carabinieri sottoponevano alla sua attenzione. Se il truffatore andava cercando un fesso da gabbare, nella circostanza non aveva proprio avuto occhio clinico. In quanto a “occhio” il suo occasionale interlocutore gli faceva davvero barba e capelli. La truffa dello specchietto, diffusa in altre località del territorio nazionale, non è usuale da noi e l’esordio per quel forestiero non è stato molto incoraggiante.
Con un allaccio abusivo molto rudimentale, ma efficace, era riuscito ad allacciarsi alla rete idrica di Abbanoa, così da poter fruire gratuitamente del servizio di distribuzione regionale dell’acqua. Nei loro periodici controlli però, gli operatori di quella società avevano potuto notare l’anomalia e l’avevano segnalata alla loro direzione che, attraverso un proprio rappresentante a ciò delegato, il responsabile dell’ufficio ispettivo, ha formalizzato una denuncia querela per furto aggravato ai carabinieri di Dolianova. Il responsabile della sottrazione è un 60enne di Escalaplano, residente a Dolianova e già conosciuto per precedenti denunce a carico. Ora l’anomalia è stata rimossa e il responsabile della stessa è stato segnalato alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Cagliari. Avrà un processo prossimamente.
Ieri sera a Sardara, a conclusione di alcuni speditivi accertamenti, i carabinieri della locale Stazione hanno proceduto alla contestazione della relativa sanzione da 400 euro, prevista dalla normativa per il contenimento della pandemia in corso, una 56enne commerciante del luogo. La donna, titolare di un noto bar del paese, alle ore 18:30 circa di ieri, aveva consentito la consumazione di bevande e cibo a numerosi avventori nelle adiacenze del proprio esercizio pubblico, peraltro unendosi agli stessi nella fase del mangiare e bere.
Ieri alle ore 22.35 circa, in via Cagliari a Dolianova, un equipaggio del Radiomobile della locale Compagnia, a seguito di perquisizione personale e veicolare, ha segnalato alla Prefettura di Cagliari quale assuntore di sostanze stupefacenti il conducente di una Mercedes classe A. Si tratta di un cameriere 33enne, residente a Monserrato, incensurato, al quale è stata contestualmente ritirata la patente di guida, in quanto trovato in possesso di 0,3 gr di sostanza stupefacente, verosimilmente del tipo cocaina, custodita in un piccolo involucro di cellophane e sottoposta a sequestro amministrativo. Il giovane ha ammesso di farne uso. Lo stupefacente sarà inviato presso il laboratorio analisi dell’Agenzia delle Dogane di Cagliari per le necessarie verifiche. L’uomo è stato anche sanzionato per la violazione delle norme anti-covid perché aveva violato il coprifuoco imposto dalle ore 22.00 alle ore 05.00 del giorno seguente, senza idonea giustificazione, uscendo tra l’altro dal Comune di residenza.
A Senorbì, i carabinieri della locale Stazione, a conclusione di un’attività d’indagine scaturita dalla querela presentata da una 47enne casalinga del luogo, coniugata, senza pregiudizi di polizia, hanno deferito in stato di libertà alla Procura della Repubblica preso il Tribunale di Cagliari, per truffa aggravata, il 34enne amministratore unico di una società con sede operativa ad Anzio (Roma) e sede legale a Roma. L’uomo è gravato da precedenti denunce per truffa, molte. I militari operanti hanno accertato che la società in questione, mediante un’apposita piattaforma on line, pubblicizzava la vendita di telefoni cellulari e accessori, sulla quale la denunciante aveva acquistato uno smartphone Apple Iphone 11, pagandolo 579,90 euro, senza ricevere la merce o il rimborso da parte della citata società, che si rendeva indisponibile a collaborare. I carabinieri hanno in breve potuto verificare come i soggetti truffati in tutta Italia, in modo perfettamente analogo, siano davvero moltissimi. Fra i tanti processi quell’uomo ne avrà uno a Cagliari. Cercare occasioni a casaccio sul web è veramente pericoloso.
Non chiudere una porta blindata ma accostarla semplicemente è davvero pericoloso. Per spostare il nottolino che la chiude, basta inserire una carta magnetica o un oggetto robusto e sottile nell’interstizio fra porta e telaio all’altezza della serratura ed il gioco è fatto. È stato forse così che un 34enne nuorese in trasferta a Cagliari, con precedenti denunce a carico, ha potuto aprire la porta di un appartamento di Via Piovella per potervi poi compiere un furto particolarmente invasivo. Non si è limitato a rubare ma, nella foga predatoria e per l’esigenza di fare presto, ha messo a soqquadro tutto, danneggiando suppellettili e mobilio. Ha anche portato via due mazzi di chiavi, uno inerente ad una seconda casa dei proprietari dell’appartamento, l’altro relativo all’Audi A3 del padrone di casa, un suo coetaneo di Desulo. Scese di corsa le scale col proprio bottino e montato sull’auto da rubare, l’incursore ha incrociato ancora dentro il cortile condominiale la sua vittima e a tal punto è iniziato il derby nuorese. Il proprietario dell’auto si è catapultato all’interno della stessa e ha intrapreso una colluttazione col ladro, mettendolo in fuga. Ha chiamato poi il numero di emergenza 112 e in pochi attimi sono sopraggiunti due equipaggi del Radiomobile dei carabinieri della Compagnia di Cagliari che, seguendo le indicazioni di alcuni passanti, si sono diretti nel seminterrato di un edificio abbandonato di Via Quintino Sella. Giocando a rimpiattino con gli inseguitori l’uomo era entrato in un locale tecnico e si era nascosto in prossimità di una vecchia caldaia dismessa, accucciandosi su un muro e tirandosi addosso due pedane in legno, quale camuffamento. Non è sfuggito però all’attenta ricerca dei militari che in breve lo hanno trovato ed ammanettato, imputandogli il delitto di rapina impropria, derivante dal furto e dalla successiva colluttazione con la propria vittima. A seguito dell’ispezione dell’autovettura, è stata rinvenuta una borsa, di proprietà della moglie della vittima, contenente la somma complessiva di denaro pari a 423 euro, un hard disk ed una collana, il tutto asportato dall’abitazione. Inoltre, a seguito di perquisizione personale eseguita nei confronti dell’autore del reato, è stata rinvenuta la somma di 304,70 euro chiusa in una busta, si tratta di denaro regalato dai parenti al neonato figlio dei padroni di casa, nonché oggetti vari di proprietà della vittima. I carabinieri lo hanno arrestato e condotto a Uta, dove attenderà il proprio processo.