cronache della provincia
Brutta bestia la gelosia, specie quando si estrinseca in comportamenti che costituiscono reato. Quando una moglie decide di voler rompere, di intraprendere la strada della separazione, ed il marito non si capacita di quanto stia accadendo, del perché lei voglia andare via o sia già andata via, all’uomo abbandonato viene da pensare ad un possibile terzo incomodo e magari vorrebbe anche conoscerne l’identità. È accaduto a Villacidro, una 24enne è stata ieri informata dal proprio meccanico dal quale aveva portato la macchina per un tagliando, che questi aveva trovato sotto la ruota posteriore sinistra del mezzo, un dispositivo GPS per il tracciamento degli spostamenti dell’auto, completo di SIM card per il collegamento a internet. Verosimilmente l’apparato trasmetteva la posizione di lei in diretta. Naturalmente lei ha sospettato del marito, un 40enne allevatore dal quale è in fase di separazione ed è corsa dai carabinieri. Non avendo la prova di chi possa aver interesse a conoscere i suoi spostamenti, ha presentato una querela contro ignoti per “interferenze illecite nella vita privata” che i carabinieri hanno subito trasmesso alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Cagliari. In realtà il fatto che lei possa aver intrapreso una nuova storia con qualcuno non incide in alcun modo sulla separazione, ma essere monitorata da un privato costituisce reato e dà molto fastidio. Ora i militari cercheranno di risalire all’autore del “monitoraggio illecito”, forse la carta SIM rinvenuta potrà aiutarli in tal senso, magari l’aspirante spia ha commesso un errore. Staremo a vedere. Al momento però prove contro il marito non ce ne sono.
Situazioni familiari insostenibili finiscono quasi sempre nelle caserme dei carabinieri. È accaduto anche a Monserrato, a seguito di una circostanziata e puntuale denuncia/querela presentata da una madre 76enne. Il figlio 52enne vive ancora con lei e si è portato a casa una coetanea, la sua compagna. I due fidanzati vorrebbero la loro indipendenza, il loro ambito riservato, ma a casa ci sta la madre di lui, a buon diritto visto che si tratta di casa sua. Queste tensioni, continue richieste di denaro accompagnate da maltrattamenti e continue ingiurie hanno portato l’anziana donna alla disperazione, a preoccuparsi anche della propria incolumità, sentendosi d’intralcio alla felicità del figlio che pure gode di una propria pensione, e della sua compagna che invece è disoccupata. Naturalmente i carabinieri hanno inviato un’informativa di reato alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Cagliari che ha presto ottenuto dal locale Ufficio GIP un primo inevitabile provvedimento. Così stamattina, in relazione al reato di maltrattamenti in famiglia, i carabinieri della Stazione di Monserrato hanno notificato ai due compagni 52enni l’ordinanza di applicazione della misura cautelare dell’allontanamento dalla casa familiare e del divieto di avvicinamento ai luoghi abitualmente frequentati dalla persona offesa. I due innamorati hanno finalmente dato seguito alla loro aspirazione all’indipendenza, ma lontano dalla casa della loro vittima e dal continuo foraggiamento di lei. Dovranno trovarsi una sistemazione e i necessari mezzi di sostentamento altrove. Un’eventuale inosservanza delle prescrizioni dell’autorità giudiziaria e il perseverare nelle condotte persecutorie potrebbero condurli presto agli arresti domiciliari e facilmente anche al carcere, naturalmente in celle separate.
È soltanto l’ennesimo litigio ma questa volta le cose sono andate un po’ peggio del solito. Molte volte in passato, a tutte le ore del giorno e della notte, i carabinieri sono dovuti intervenire su richiesta dei vicini. Così, proprio stanotte a Quartu Sant’Elena, i carabinieri della Sezione Radiomobile della locale Compagnia hanno dovuto denunciare alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Cagliari per lesioni personali un 77enne pensionato del luogo, resosi protagonista già in passato di situazioni poco gradevoli. I militari operanti hanno così accertato che l’uomo, poco prima del loro intervento, al culmine di una lite per futili motivi, aveva minacciato di gravi ripercussioni il 46enne figlio convivente, disoccupato, procurandogli con un coltello da cucina lesioni alla mano destra, al momento non refertate. Il coltello, avente lama di cm. 11, è stato posto sotto sequestro probatorio penale e debitamente custodito in attesa di essere depositato presso l’ufficio corpi di reato del Tribunale di Cagliari. Padre e figlio avevano avuto una colluttazione e nel corso della poco edificante disfida, nel confusionario corpo a corpo l’anziano aveva ferito leggermente il figlio ad una mano.
Viene davvero da chiedersi come ci si possa cascare, come si possa essere così ingenui. Certo la truffa che andiamo a descrivere sembra abbastanza nuova, ma in realtà si tratta di una variante rispetto al filone principale, quello di agganciare qualcuno che va cercando affari nel mare indistinto del web e giocare con le sue aspirazioni, i suoi sogni. Così, un 21enne giardiniere di Castiadas, ricercando un finanziamento a tasso favorevole per ristrutturare casa, aveva rinvenuto l’offerta di una finanziaria che gli avrebbe praticato un TAEG davvero speciale, il migliore che si potesse reperire sul mercato. Il ragazzo cominciava così a trattare con una sedicente “Angelica”, agente di un preteso “Servizio Gruppo Prestiti Online” ed apprendeva che il meccanismo sarebbe stato quello di pagare prima gli interessi e poi restituire il capitale. In genere è sempre così, l’unica “trascurabile” variante sarebbe stata quella di dover pagare gli interessi prima dell’erogazione del finanziamento, che sarebbe poi giunto nell’arco di due o tre giorni. A questo punto in tanti si sarebbero insospettiti, non avendo piena contezza di chi fosse l’interlocutore, la fiducia è una cosa seria, come sappiamo. Il ragazzo invece si lasciava convincere ed inviava 6 (sei) ricariche ad una carta prepagata Postepay per un importo complessivo di euro 3.310,27 (tremilatrecentodieci/27) al fine di poter conseguire il prestito. Inutile dire che il finanziamento non è poi mai arrivano e che il truffato, come tutti i suoi predecessori, è rimasto con le pive nel sacco ed il conto alleggerito. A questo punto si è recato presso la locale Stazione Carabinieri dove ha formalizzato una dettagliatissima denuncia/querela. Andando a seguire il flusso del denaro i militari sono riusciti a ricostruire l’illecito arricchimento di un conto che fa capo ad un 23enne bolognese di origine marocchina ma nato in Italia. Denunciato dai carabinieri per truffa aggravata, avrà un processo a Cagliari.