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Cagliari. Operativita CC capoluogo e Provincia

Cronaca Regionale
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Operativita CC capoluogo e Provincia

I carabinieri di Monserrato depositeranno alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Cagliari un’informativa di reato inerente alla denuncia in stato di libertà per simulazione di reato, redatta a carico di un 68enne di Capoterra, pensionato, già noto agli uomini dell’Arma per pregresse vicende. La storia sembra paradossale ma è reale. A febbraio 2020 l’uomo aveva condotto la propria autovettura Nissan “Terrano”, non più marciante per problemi meccanici, presso un’officina di Monserrato. Dopo aver ricevuto un preventivo di riparazione che aveva ritenuto non conveniente in relazione al valore del mezzo, invece che recuperarla e rottamarla affrontando dei costi inevitabili, l’aveva semplicemente lasciata davanti all’officina. A nulla erano valse le ripetute richieste del meccanico affinché l’auto venisse portata via. Alla fine quella vecchia auto ferma per strada da troppo tempo aveva attratto l’attenzione dei vigili urbani che avevano costatato come il mezzo fosse privo di assicurazione. A seguito delle rimostranze del titolare dell’officina la vicenda giungeva ai carabinieri che da alcune verifiche in banca dati si rendevano conto del come di quel mezzo il proprietario avesse falsamente denunciato il furto ad opera d’ignoti il 26 settembre 2020 alla Stazione carabinieri di Cagliari Villanova. Aveva ritenuto così di scrollarsi di dosso ogni problema anche a rischio di gettare ombre e sospetti sull’artigiano che deteneva il mezzo in conto riparazione. L’audizione di diversi testimoni ha però consentito ai militari di ricostruire quanto accaduto e far emergere il comportamento spregiudicato del 68enne che si colloca ai limiti della calunnia.

A seguito di una denuncia/querela presentata presso la Stazione Carabinieri di Stampace, per conto del Comune di Cagliari da un dirigente di quell’ente locale, responsabile del servizio "Suape" (mercati attività produttive e turismo), i militari hanno sviluppato un’indagine che ha consentito loro di ricostruire una strana vicenda e che ha permesso di denunciare in stato di libertà alla locale Procura della Repubblica un 50enne insegnante, con precedenti denunce a carico, ex dipendente del Comune - settore “edilizia privata”, per i reati di falso materiale e indebito accesso ad un sistema informatico. In sostanza l’uomo, per fare un favore a un amico (a titolo gratuito o meno, questo non lo sappiamo), aveva utilizzato le proprie vecchie credenziali, quelle che gli consentivano di lavorare presso l’ufficio nel quale aveva operato in passato e che non erano state evidentemente disattivate per una banale dimenticanza, per sistemare una questione personale. In una data imprecisata e successiva alla cessazione del rapporto di impiego, si era introdotto arbitrariamente nel sistema informatico del medesimo ufficio, allo scopo di riprodurre arbitrariamente e poi fornire in copia all’interessato un atto di concessione edilizia datata 20 ottobre 2020, avente ad oggetto una "determinazione del dirigente", già definita in passato con esito negativo. Accertamenti successivi dell’ufficio avevano però permesso di rilevare delle incongruenze e l’imbroglio era saltato fuori.


È esperienza consolidata per i carabinieri in Sardegna che i cd “controlli agli ovili” possano costituire un’attività remunerativa sotto diversi profili, in particolare per quanto riguarda la ricerca di armi ma non soltanto. Un articolo del Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza (TULPS) (il 41), sin dagli anni trenta del secolo scorso, fornisce lo spunto e lo strumento per effettuare perquisizioni alla ricerca di armi sulla base di semplici indizi che spesso emergono dalle quotidiane attività dell’Arma. Si tratta di uno strumento operativo eccezionale che risale a molti anni fa ed è ancora valido. Normalmente tali attività vengono mirate nei confronti di chi in passato abbia avuto problemi con la legge, le “vecchie conoscenze” dei carabinieri. Così ieri a Senorbì militari della locale Stazione hanno denunciato in stato di libertà alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Cagliari per la coltivazione e la detenzione finalizzata allo spaccio di sostanze stupefacenti un 25enne del luogo, allevatore, censito in banca dati delle ff.pp.. I militari operanti, coadiuvati da colleghi della Stazione di Sant’Andrea Frius, a seguito di una perquisizione dell’azienda agricola del predetto, hanno rinvenuto nel cortile prospiciente l’immobile rurale 6 piante di marijuana dell’altezza media di circa 70cm, e materiale per il confezionamento (buste in cellophane per il sottovuoto) di sostanze stupefacenti, già utilizzato e recante residui della medesima sostanza. Se l’obbiettivo primario era stato quello di rinvenire armi, i carabinieri non si sono formalizzati nel rinvenire altro, il risultato è stato comunque positivo. Alle volte non sono necessarie particolari indagini per perseguire dei reati, basta solo un po’ di sana iniziativa e vecchie procedure.

A Guspini i carabinieri delle Stazioni di Guspini e Arbus nel corso di un normale servizio di controllo del territorio hanno tratto in arresto in flagranza, per il reato di detenzione finalizzata allo spaccio di sostanze stupefacenti, un 19enne del luogo. Alle precedenti ore 23:00 nella via San Nicolò di Guspini, a seguito di un intervento per schiamazzi notturni, il giovane era stato sottoposto dai militari a perquisizione personale e trovato in possesso di 16 involucri di carta contenenti complessivi grammi 10,10 di sostanza stupefacente del tipo “marijuana”. La conseguente e successiva perquisizione domiciliare ha consentito di rinvenire ulteriori 45 grammi di sostanza stupefacente dello stesso tipo, un bilancino di precisione, materiale per il confezionamento e la somma di euro 1.440,00, verosimile provento dell’attività di spaccio. Quanto rinvenuto è stato posto sotto sequestro ed è debitamente custodito in attesa di essere versato presso l’ufficio corpi di reato del Tribunale di Cagliari. L’arrestato è stato tradotto presso la propria abitazione in regime di arresti domiciliari, in attesa del rito direttissimo previsto nella mattinata odierna presso il palazzo di giustizia di Cagliari.

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