Sembra una storia tratta dal libro Cuore. Ma invece di essere un racconto nato dalla penna di Edmondo De Amicis, è una storia vera e commovente dei nostri tempi. Si chiamava Luciano Calabrò prima di diventare Robert Mckinon. Era stato adottato da una famiglia americana all'età di 7 anni. Dopo l'adozione dal brefotrofio provinciale di Cagliari fi portato a vivere in Colorado, senza aver mai più avuto contatti con la famiglia d'origine. Nei giorni scorsi è ritornato in Sardegna per ritrovate la famiglia che ormai riteneva perduta per sempre. Tutto ha inizio a Sant'Antioco dove nel periodo di lockdown, dovuto alla pandemia, una nipote che si chiama Veronica Campus e che vive nella cittadina sulcitana inizia una ricerca sui social nel tentativo di ritrovare lo zio di nome Luciano di cui aveva sentito l'esistenza dalla madre e dalle zie. Prima Veronica si rivolge alle istituzioni ma la sua richiesta non ha riscontri. Veronica non si arrende ed inizia a postare il suo appello nella grande rete di internet. Dopo qualche mese di tentativi, contatta Jon Pierre Battersby campitelli, presidente dell'associazione Italiadopotion che è riuscito ad appurare che Luciano Calabrò era stato adottato e risiede a Pueblo in Colorado. E' la svolta nelle ricerche. <A quel punto mi sono iscritta a tanti gruppi di Pueblo- racconta Veronica- e ho postato il mio appello in uno di questi>. Il desiderio di trovare lo zio finalmente la premia. <Infatti in uno di questi gruppi - continua Veronica Campus- mi ha risposto una signora di nome Rosalie dicendomi che il marito da piccolo giocava con un bambino adottato che veniva dalla Sardegna e che si chiamava Robert Mckinon. Veronica Campus scopre così che nel 1957 un bambino che si trovava nel brefotrofio provinciale di Cagliari era stato adottato da una famiglia americana. Riesce a scoprire il numero di telefono della famiglia americana che aveva adottato suo zio. Attraverso video chiamate iniziano a conoscersi e farsi promesse di conoscersi di persona. Risale all'inizio del 2021 il primo incontro in videochiamata Sardegna-Arizona, fino alla decisione di Robert di tornare quest'anno nella terra che gli ha dato i natali. Così nei giorni scorsi Robert McKinnon, il nome che gli è stato dato dai genitori adottivi che alla nascita era stato battezzato col nome di Luciano Calabrò, originario di Masainas nel Sulcis, è tornato nella sua Sardegna. Vi è tornato dopo 65 anni, accompagnato dalla moglie Shonna e dalle figlie Ilene e Jerelyn per abbracciare la nipote Veronica Campus, di Sant'Antioco, colei che è riuscita a trovarlo dopo tante ricerche, i fratelli che vivono in diversi paesi del Sulcis che non ha potuto incontrare ma che ha promesso che ritornerà per conoscerli, e le sorelle che vivono una a Matzaccara e l'altra a Cagliari. "Ho sempre sentito parlare di zio Luciano, per questo durante la pandemia ho deciso di cominciare a cercarlo - ha confidato la nipote - e ritrovarlo è stato bellissimo, mi dispiace solo che suo padre, scomparso 10 anni fa, non abbia fatto in tempo a conoscerlo". La madre, vedova e con cinque figli nati da un precedente matrimonio, morì sette mesi dopo averlo dato alla luce e il padre scelse di affidare il neonato al brefotrofio. Fu adottato nel 1957 a sette anni, dopo aver vissuto nell'istituto di Cagliari poi a Oristano ed Arborea per poi ritornare a Cagliari dove fu adottato dai coniugi Eva e Henry Daniel McKinnon desiderosi di dare un fratellino al loro primo figlio adottivo Dan. Trovarono Luciano attraverso un annuncio su un giornale cattolico e fu Dan a scegliere personalmente il suo futuro fratello tra le foto dei bambini pubblicate. A Trinidad Luciano è diventato Robert. Dopo gli studi si è trasferito a Denver, dove per 37 anni ha lavorato come capotreno delle ferrovie. Da quando è in pensione vive a Pueblo in Colorado . Ovviamente non poteva mancare una visita a Cagliari in quella struttura che lo aveva accolto bambino. Robert, negli uffici della Città Metropolitana di Cagliari, che adesso ha sede proprio negli spazi dell'ex brefotrofio - ha incontrato il sindaco di Cagliari Paolo Truzzu e il direttore generale dell'ente Stefano Mameli. "E' un enorme piacere averlo qui oggi simbolicamente in quella che fu la sua seconda casa, e spero che tornerà presto a trovarci", ha detto il primo cittadino del capoluogo sardo Paolo Truzzu. "Ringrazio tutti voi per questa calorosa accoglienza e per avermi dato l'opportunità di tornare nel luogo in cui tutto ha avuto inizio", ha detto Robert. "Voglio ringraziare anche mia nipote Veronica, per aver tenuto vivo il sogno, e le mie due figlie che mi hanno aiutato a ritrovare tutto questo, sono felice e non smetterò mai di esserlo". Robert ha cercato per anni di ritrovare la sua famiglia di origine, ma senza successo, nonostante fosse a conoscenza sia delle radici sarde che del proprio nome originario.
Sant'Antioco. Come un racconto del libro Cuore. Adottato negli Usa ritrova la famiglia d'origine dopo 65 anni
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