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Cala Gonone (Dorgali). Un successo per la XXIX Edizione Cala Gonone Jazz Festival 2016

Spettacolo
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Grandi risultati ed enormi soddisfazioni per la 29esima edizione del Cala Gonone Jazz Festival. Il fine settimana ha visto tra i suoi ospiti alle Grotte del Bue Marino prima i fiati di Mauro Usai, i cui toni quasi fiabeschi –accompagnati da xilofono, tastiera e contrabbasso- si sono adattati in una perfetta soluzione all’ambiente circostante, evocando narrazioni fantastiche appena suggerite dalla leggiadria dei suoni. Di sabato, Baba Sissoko ha fatto il suo ritorno nell’auditorium millenario, riempiendo ogni sbocco e ogni irregolarità della roccia sedimentaria con l’ausilio del suo talking drum, il ngoni, il djembe e la batteria in solo, trasmettendo la sensazione che ogni brano venisse eseguito da un intero villaggio. Il nostro griot prediletto ha cercato complicità e collaborazione tra le donne, per le quali nutre un’enorme stima e un profondo rispetto come pilastri e fondatrici della società “l’uomo, invece, è capace di distruggere tutto”. Anche i più piccoli hanno potuto interagire e conoscere gli strumenti della tradizione maliana, cantando e meravigliandosi per i ritmi rapidi e travolgenti come solo i bambini sanno fare. All’Acquario due serate dedicate alla cultura con Massimo Bray venerdì “Culture Resistenti: i Percorsi del Bello” e Francesco Abate con Francesca Saba e Stefano Guzzetti in “Serenate per Madri e Battipanni”. L’ex ministro e attuale direttore editoriale dell’enciclopedia Treccani ha aperto un dialogo con Giuseppe Deiana sulla necessità di lottare per salvare la cultura, tutelarla e valorizzarla. In Sardegna, la natura incontaminata e i sentieri poco battuti hanno ispirato e nutrito il tema del viaggio, del turismo sostenibile e della riscoperta della bellezza paesaggistica trascurata da mete e life style inflazionati e svuotati da ogni contenuto culturale. Per Bray il festival è infuso di una grande forza che parte dal basso, senza tanti clamori, con determinazione e amore per la cultura e la diffusione di essa. Stesso posto e stessa serata per il sardissimo trio MUM (Massa-Uccheddu- Mascia) in un’esibizione che ha riunito diversi ambienti sonori in un meticciato che ha come background il jazz, la musica classica e l’etnica con la sperimentazione di sonorità elettroniche interessanti e innovative. Il sabato in Acquario ha invece ospitato un numero di persone sempre crescente grazie all’ensemble di Stefano Guzzetti (piano) insieme a Simone Soro, Giusy Dessì e Pierpaolo Pais. Le composizioni originali dal tocco classico hanno fatto da intermezzo alla narrazione e la recitazione del giornalista Francesco Abate e l’attrice Francesca Saba che hanno ricordato, divertito e commosso una platea emotivamente coinvolta in quella che è stata la cinquantesima presentazione di un successo editoriale senza precedenti per Abate, ossia “Mia madre e altre catastrofi”, in un produzione originale per il CGJF “Serenate per madri e battipanni”. Tra ricordi comuni a quella generazione dei nati negli anni ’60, Abate ha toccato la tematica dell’amore, della malattia, del conforto e delle schermaglie tra fratelli e genitori. Le serate in teatro, come le precedenti, sono state invase da grandi nomi del jazz ed eccellenti strumentisti. Il venerdì del Mauro Sigura 4et ha esplorato sonorità mediterranee dai toni caldi e avvolgenti via via più penetranti e impetuosi. Sabato Michael Blake, con un Guidi danzate ed euforico al piano, la batteria incalzante di Sferra e un intenso contrabbasso di Rehmer.

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