Il Teatro del Sottosuolo e i Botti du Shcoggiu insieme per il progetto dedicato alle Giornate della Memoria, “Anime Resilienti”. «Due vite – così i promotori illustrano il lavoro – travolte dal grande sterminio dell’Olocausto. Modesto Melis, sardo, nato a Gairo, vissuto e morto a Carbonia nel 2017, deportato a Mauthausen con l’accusa di collaborare con i partigiani. Non morirà nel campo di concentramento e dedicherà la sua vita a raccontare ai giovani la sua esperienza di sopravvissuto. Etty Hillesum ebrea olandese, aveva trent’anni quando è morta ad Auschwitz nel 1943. Ha lasciato un Diario che hanno pubblicato solo nel 1981. Erano pagine scandalose perché parlavano di pace, amore e di perdono. Due storie e molte differenze, come dice Etty Hillesum, “… se si va tra la gente, ci si rende conto che là dove ci sono gli uomini c’è anche vita e che questa vici si ripresenta nelle sue mille sfumature, con un sorriso e con una lacrima”.
Pur condividendo il destino comune Etty e Modesto riportano emozioni differenti ma raccontano a noi tutti, perché hanno preso la loro storia sulle spalle e l’hanno condivisa con il maggior numero di persone possibile. Era un loro talento».
Sul palcoscenico Chiara Giuliani, Sabrina Barlini e Susanna Mannelli, regia di Susanna Mannelli. Musiche e canti a cura di Angelina Figus con la partecipazione del Coro del Centro Studi Musicali di Carbonia.
Lo spettacolo, realizzato con il contributo della regione, è stato rappresento il 24 febbraio a Carloforte al Teatro Mutua per le scuole medie e superiori, in collaborazione e con il patrocinio del comune; replicherà domani ad Iglesias, al Teatro Electra alle ore 19 ingresso gratuito, in collaborazione e con il patrocinio del comune; il 29 febbraio sarà invece ad Assemini, al Teatro del Centro Giovani, in corso Europa alle ore 20, con ingresso gratuito, in collaborazione e con il patrocinio del comune; il 30 febbraio verrà rappresentato all’Istituto IPIA di Sant’Antioco in collaborazione con l’Istituto IPIA “Emanuela Loi” di Sant’Antioco e Carbonia.
Giovanni Di Pasquale