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Carbonia. Danza. Cedac, domani a Carbonia le “odissee” del mito e del presente nell’ “Odissey Ballet” di Mvula Sungani

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Una “storia d’amore mediterranea”, così viene definita “Odyssey Ballet”: domani alle 20.45 approderà al Teatro Centrale di Carbonia, ultimo spettacolo di danza del cartellone 2018 firmato dal Cedac e patrocinato dall’amministrazione comunale. Sotto i riflettori l’étoile Emanuela Bianchini e i solisti della compagnia Mvula Sungani Physical Dance per una rilettura in chiave femminile delle avventure di Ulisse. Tra realtà e mito, “Odyssey Ballet”, creato dal coreografo italo-africano Mvula Sungani, immagina l’autrice come una donna in attesa del ritorno dell’amato, intenta a fantasticare sulle peripezie del viaggio dell’eroe greco e sugli incontri con dèe e regine, ninfe e principesse e con mostri e creature leggendarie. Odyssey Ballet di Mvula SunganiUn gioco di specchi tra l’epica antica e la moderna tragedia dei migranti, in fuga da guerre, carestie e persecuzioni con il sogno di un futuro migliore. «“Odyssey Ballet” – questa la presentazione dell’autore – s’ispira ad uno dei poemi fondanti della letteratura occidentale, tradizionalmente attribuito al cieco aedo, cantore delle gesta di re e guerrieri alla conquista di Troia e del periglioso viaggio di Ulisse verso la sua “petrosa” Itaca tra i capricci degli dei e l’imperscrutabilità del fato, per raccontare il dramma di coloro che abbandonano la patria e i propri cari in cerca di fortuna e di chi, madri e spose, sorelle e fratelli, genitori e figli, ne attende a casa il ritorno tra angoscia e speranza. Un moderno balletto, costruito come un racconto per quadri, con una rigorosa partitura per corpi in movimento in cui l’eleganza della danza classica e l’espressività e la libertà della danza contemporanea si fondono ai caratteri dei diversi balli tradizionali, ma anche alle tecniche circensi e alle arti marziali secondo la cifra energica e sensuale della Mvula Sungani Physical Dance».

Sulle tracce del poeta vittoriano Samuel Butler, per il quale le sottili analisi psicologiche e la conoscenza dell’universo femminile presenti nei versi suggerivano l’esistenza di una poetessa, forse siciliana, all’origine dell’Odissea, Mvula Sungani crea il suo “Odyssey Ballet” privilegiando il punto di vista dell’autrice, donna innamorata e fedele, irresistibile seduttrice, tenera e ardente, custode del focolare e degli affetti. Sull’evocativa colonna sonora curata ed eseguita da Alessandro Mancuso e Riccardo Medile, tra musiche popolari e brani originali, le (dis)avventure del sovrano d’Itaca e gli incontri con il Ciclope e altre figure mitologiche, che diventano le «maschere delle incertezze del futuro», fanno da contrappunto alle malìe di Circe e all’amore di Calipso, alla giovinezza di Nausicaa e alla pazienza di Penelope: tutte le figure femminili che rappresentano altrettante sfaccettature dell’ipotetica autrice, proiezioni della sua complessa personalità e dei suoi cangianti stati d’animo.

Un’opera visionaria e coinvolgente, ricca di simbolismi, quella del coreografo di origini senegalesi, che affronta con taglio quasi cinematografico un tema cruciale come l’integrazione e l’incontro con l’altro in un’epoca caratterizzata da intensi e inarrestabili flussi migratori: nel mondo greco antico l’ospite era sacro, come dimostra l’accoglienza riservata ad Ulisse nella terra dei Feaci, di contro alla ferocia del Ciclope, ma soprattutto a fronte della xenofobia verso gli stranieri che giungono sulle nostre coste al termine di moderne, spesso terribili, “odissee”.

Giovanni Di Pasquale

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