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Cagliari. Al Ghetto Quattro intense giornate con tanti appuntamenti dedicati al binomio Bellezza e Rivoluzione.

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Al via giovedì 21 novembre al Ghetto di Cagliari l’edizione 2019 del festival organizzato da Luna Scarlatta con la direzione artistica di Mattea Lissia. Quattro intense giornate con tanti appuntamenti dedicati al binomio Bellezza e Rivoluzione.  Bellezza e Rivoluzione: quest'anno Pazza Idea, il festival di letteratura e culture digitali sulla contemporaneità, ha come tema centrale un binomio forte e difficile da affrontare, ma ricco di opportunità. Cosa manda avanti il mondo, è vero che la bellezza in tutte le sue forme può salvarlo, e che senza di lei, come scriveva Albert Camus, non può esserci rivoluzione?
Sono molteplici gli spunti che ci daranno la possibilità di esplorare la bellezza nelle sue innumerevoli forme e sfumature: letteraria, artistica, architettonica, relazionale.
Ancora una volta sarà il Centro comunale d’arte Il Ghetto, a ospitare la manifestazione.
Si comincia, giovedì 21 novembre alle ore 17, con una doppia inaugurazione. A partire dall’opening della mostra dell’illustratore Fabio Magnasciutti. Temperature è il titolo scelto per la raccolta delle sue vignette, che abbiamo visto negli ultimi anni su la Repubblica, l'Unità, il Fatto quotidiano, gli Altri, Linus e Left, in TV a “Che tempo che fa”, è la sintesi della poetica di questo artista del disegno: uno sguardo ironico e sempre insolito sugli eventi della vita, l’attualità, i sentimenti, con la forza e l’incisività che solo l’immagine può dare.
A seguire, dalle 17.30, un focus importante sulla fotografia con la mostra della e sulla fotografa Tina Modotti, attrice di teatro e cinema, pasionaria perseguitata, musa di grandi artisti come Pablo Neruda, modella dei pittori naturalisti messicani, figura controversa dalle molte vite. “Fotografa e Rivoluzionaria” è una retrospettiva del suo lavoro fotografico, perché la sua vera grande passione fu la fotografia, a dispetto delle sue mille doti artistiche. La mostra include i suoi ritratti, gli studi delle piante e la famosa serie “Donne di Tehuantepec”, oltre a materiale meno conosciuto; è un viaggio attraverso la sua vita dalle molteplici sfaccettature, un racconto di sé attraverso le città in cui ha vissuto. In collaborazione con il Museo d'Arte Contemporanea di Casacalenda. Le mostre resteranno allestite per tutta la durata del festival.

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