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Iglesias. Week end culturale all’insegna della fotografia e della poesia con la promozione di autori emergenti.

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L'Associazione Culturale Prospettive presenta gli scatti firmati da Andrea Medde accompagnati dalle poesie di Tiziana Fraterrigo. Dall'9 al 18 dicembre sarà possibile visitare la mostra al mattino dalle 10 alle 12 e al pomeriggio dalle 17 alle 19.00. L’inaugurazione si terrà l’8 dicembre alle ore 18.00. Il 10 dicembre la serata verrà dedicata alle poesie di Gio Evan.
Giovanni Giancaspro con il suo “Sorprendermi Tour” farà tappa ad Iglesias dalle 18.30 nell’originale cornice dell’Istituto Minerario. Il palcoscenico sarà Il Museo dell'Arte Mineraria di Iglesias, per storia, affermazione e rivalutazione. Luogo carico di significato, impreziosito dall'amore e dedizione dei volontari. L'allestimento, curato dallo Studio di Architettura PiCo, guidato dall'Arch. Michele Pistis, ha reso la location luminosa e viva. Rilucente e piacevole.
FOTOGRAFI E POETI
Andrea Medde al suono artistico di Eddem propone, col nome fenicio della Sardegna, Kadoššène, una mostra fotografica che consacra con forza e bellezza i valori della terra sarda e del suo popolo. Tutti i simboli della vita vengono riprodotti con la cauta eleganza della fedeltà al proprio essere, l’io che si prolunga diventando mare, roccia, cielo fino alla tempesta contro il faro, quasi come l’abbraccio di una madre accogliente e rifugio certo.
Gio Evan, apolide e temerario ricercatore dei simboli dell’essenza dell’uomo, dall’amore alla condizione sociale attuale, scrive, legge, canta parole di una semplicità struggente, trovandone nuove, come anagrammi, e più vicine al sentire di tutti. La penna al collo per ogni virgola, gli esili gesti e l’assertivo inchino diventano strumento di comunicazione per tutto ciò che stiamo perdendo o abbiamo perso: sentimento. Poesie come carezze nell’aria rarefatta dell’intimità tra autore e pubblico.

Kadoššène di Tiziana Fraterrigo

Kadoššène è la costruzione di un cammino dedicato alla Sardegna attraverso immagini e parole con l'audacia di chi si appresta alle scoperte. “Kadoššène, femmina immobile e muta, senza l'arroganza di esserci ma faro eterno a dispetto di storiche illusioni e delusioni. Nessuno commenta questo tacito legame tra terra ed essere, passa come dogma da una mano all'altra nutrendo la consapevolezza di essere figli unici di distanze più spesso incolmabili. La volontá di riconoscere dominazioni che hanno tramandato sapere, idiomi e amore, dietro lunghe gonne tutte diverse e campanacci purificatori, in un abbraccio cristallino e salato. Voci dure e sofferenti sorreggono l'orgoglio di queste zolle bruciate dal maestrale sotto una macchia verde e profumata. Io parlo di ciò che afferro e porto nella mia penna da questa Sardegna. Di me saprete poco, ma vi racconterei dei viaggi tesi tra due isole con latitudini vicine quasi a baciarsi”.

I compagni di viaggio:

Andrea Medde, autore esordiente ed iglesiente, raffigura questo passaggio attraverso immagini composte da una forte intimitá, scruta l'essenza dell'anima passando dalle radici di un popolo per osannarla con eleganza, Si percepisce l'eco del dolore e del dissenso, il suo, il nostro, e la lotta che raggiunge la meta della determinazione.

Iganzio Frongia, uomo prima che poeta, lascia tracce e affermazioni commoventi con la saggezza del migliore compagno di viaggio.

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