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Cagliari - Exmà, tre mostre dal 22 gennaio al 22 febbraio

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Tre nuove mostre apriranno la stagione espositiva 2015 del Centro comunale d’arte e cultura Exmà e avranno protagonisti quasi cinquanta artisti prevalentemente nazionali chiamati a “occupare”, contemporaneamente, l’intero spazio di via San Lucifero.  L’appuntamento è per giovedì 22 gennaio a partire dalle ore 17 con la presentazione delle tre mostre e a seguire, ore 18, l’apertura al pubblico.
Nel corso dell’inaugurazione si terranno due performance: la prima, dal titolo WunderWoman in WonderKammer vedrà protagonista, con il disegno sonoro di Simon Balestrazzi, l’artista Franco Casu (ore 19 Sala delle Volte), mentre alle ore 20 nella Sala della Terrazza No human place eseguita dal videomaker Matteo Campulla.
 
Per un mese tutto lo spazio espositivo del Centro di Via San Lucifero sarà “invaso” dall’arte contemporanea declinata in diverse modalità, dalla pittura alla scultura, attraverso la fotografia le installazioni e le performance.
 
La Sala delle Volte, per l’occasione completamente dipinta di nero, ospiterà Darkkammer un progetto curato da Roberta Vanali e Efisio Carbone che ricostruisce una wunderkammer (camera delle meraviglie) contemporanea attraverso l’interpretazione di 40 artisti. Erica Olmetto è invece la curatrice della collettiva allestita nella sala della Terrazza Post Organico: The Day After in cui 4 artisti sviluppano la tematica dell’estinzione delle risorse naturali e la conseguente trasformazione del territorio Infine nella sala della Torretta Qualcuno, nessuno, sette miliardi, esposizione personale delle opere dI Mauro Serra.
 
 
 
Tutte le mostre sono realizzate in collaborazione con il Consorzio Camù e saranno visitabili sino al 22 febbraio, con orario di ingresso dalle 9 alle 20 (chiuso il lunedì). Sponsor dell’iniziativa sono le Cantine Meloni, l’azienda Sa Marigosa, Soul Style e il Ristorante Lo Zodiaco.
DARKKAMMER 
Progetto a cura di Efisio Carbone e Roberta Vanali con l’allestimento di Silvia Ledda, che mira a ricostruire una wunderkammer (camera delle meraviglie) contemporanea, caratterizzata dall’eterogeneità dei medium espressivi (pittura, scultura, fotografia, installazione, video, grafica, calcografia, performance) attraverso l’interpretazione di 40 artisti, con differenti background di appartenenza, selezionati tra il territorio sardo e il resto della penisola. 
“Ricostruire l’universo in una stanza” (Lugli, 1983), era l’obiettivo delle Wunderkammer e delle Kunstkammer (camere delle meraviglie e gabinetti delle meraviglie) che nel XVI secolo prendono avvio grazie alle collezioni delle casate nobiliari e che possono essere considerate il primo passo verso l’istituzione dei musei. Tutto ciò che era inusuale nell’ambito del collezionismo dell’epoca, ovvero oggetti, piante e animali rari (naturalia) nonché parti provenienti da essi come piume, corna, zanne ma anche feti, animali e uomini deformi, gemme, pietre e strumentazioni scientifiche. Ne facevano parte anche scritti, dipinti, sculture e manufatti (artificialia) oltre ai famous hoaxes, ovvero falsi appositamente costruiti dall’uomo. Tutti questi reperti andavano a costituire i mirabilia, meraviglie talvolta raccapriccianti con l’obiettivo di ispirare curiosità e stupore.
Espongono: Adriano Annino, Silvia Argiolas, Antonio Bardino, Leonardo Boscani, Matteo Campulla, Piercarlo Carella, Franco Casu, Loredana Catania, Vanni Cuoghi, Elisa Desortes, Jacopo Dimastrogiovanni, Roberto Falchi, Marina Faggioli, Elisabetta Falqui, Nicola Filia, Andrea Fiorino, Matteo Galvano, Elisa Girelloni, Simone Loi, Monica Lugas, Pablo Lopez Luz, Makoto (Codice Bianco), Massimiliano Martino Degli Esposti, Dario Molinaro, Riccardo Muroni, Marcello Nocera, Andrea Nurcis, Giovanni Manunta Pastorello, Massimiliano Picconi, Gui Pondé, Francesca Randi, Laura Saddi, Fabio Saiu, Giuliano Sale, Valentina Sani, Matteo Sanna, Josephine Sassu, Chiara Seghene, Daniele Serra, Manuela Toselli.
 
POST ORGANICO: THE DAY AFTER
La rassegna d’arte contemporanea Post Organico: The Day After è curata da Erica Olmetto ed organizzata dall’Associazione DeheArt con ApgS (Associazione per il parco geominerario storico ambientale della Sardegna) e il Museo Geopunto di Iglesias. I 4 artisti coinvolti: Matteo Campulla, Federico Cozzucoli, Simone Giovagnorio e Alessandro Muscas sviluppano, ognuno col proprio linguaggio, la tematica dell’estinzione delle risorse naturali e la conseguente trasformazione del territorio, in primo luogo del Sulcis Iglesiente, area intensivamente sfruttata e trasformata dall’ingente attività mineraria, dal tempo dei Fenici fino agli anni Ottanta.
Il continuo succedersi delle lavorazioni minerarie ha portato a una sovrapproduzione di scorie che ha reso quasi arido e sterile il paesaggio e, in altri casi, in modo insolito, ha invece creato nuovi germogli di vita. L’uomo contro la natura, ma anche la natura contro l’uomo, quando gli agenti atmosferici e gli aerosol marini in ambienti costieri proseguono la loro azione di inesorabile distruzione dei materiali artificiali. Una lotta continua tra costruito antropico e paesaggio naturale. 
Partendo da un simile contesto, gli artisti rifletteranno e sperimenteranno sull’argomento utilizzando supporti fotografici e digitali. Il progetto guiderà la loro immaginazione verso un futuro neanche troppo lontano, in cui il genere umano dovrà sopravvivere senza le risorse primarie e adattarsi al nuovo ambiente. 
Le ipotesi di ricostruzione del mondo senza le proprie risorse possono essere diverse, così come molteplici gli scenari che si aprono in un contesto dove si assiste alla distruzione della natura, la trasformazione del paesaggio di fronte alla diffusione di fenomeni di salinizzazione e desertificazione. I luoghi non più distinguibili saranno sostituiti da chilometri di lande desolate, le case da container improvvisati e le fabbriche ormai dismesse metteranno a disposizione dei pochi sopravvissuti i pezzi meccanici degli ingranaggi non più funzionanti. 
Il richiamo al Post Organico, movimento artistico degli anni Ottanta, è dettato dall’evidente riferimento al concetto di fusione della macchina, prodotto artificiale creato dall'uomo, con gli elementi organici. Il prodotto non è inteso solo come ibrido corpo umano, con funzioni vitali/macchina in continua simbiosi su cui si sviluppavano le riflessioni dei primi artisti del movimento, ma anche come fusione del paesaggio naturale con quello artificiale, che genera un processo di metamorfosi costante.
 
QUALCUNO, NESSUNO, SETTE MILIARDI. 
In questa esposizione personale delle sue opere ed installazioni, Mauro Serra, offre una vasta panoramica sui molteplici aspetti dell’antropizzazione, con un impatto visivo fortemente caratterizzato dall’utilizzo di scelte compositive e materiali inediti in grado di interagire con gli osservatori e con il luogo di collocazione. 
Le opere esposte esulano da una qualsivoglia inquadratura stilistica, spaziando tra i diversi settori delle Belle Arti, delle Scienze e facendo venir meno il concetto stesso di limite.
 
 

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