Pesarese, millennial, Mara Oscar Cassiani è uno dei nomi che più sta girando in questo momento tra i festival e le rassegne di arti performative in Italia e non solo: negli ultimi tre anni l’abbiamo vista a Centrale Fies, Santarcangelo Festival, Civitanova Danza, Kunsten Festival des Arts, al Peggy Guggheneim, alla Quadriennale di Roma. Una delle protagoniste di questa ultima generazione di giovani di artisti e performer indipendenti che, formatasi in giro per l’Europa, comincia a rilasciare un po’ di ossigeno in Italia sperimentando con forme espressive finalmente più connesse al contesto contemporaneo.
L’artista sarà protagonista al Lazzaretto di Cagliari giovedì 30 e venerdì 31 marzo (ingresso gratuito) con la performance Spirit, ultimo atto del primo ciclo di residenze del progetto MUSE, svoltosi tra la Barbagia e Cagliari negli ultimi due mesi, che ha visto l'artista relazionarsi con il carnevale barbaricino e le sue maschere analizzando il rapporto che il carnevale intrattiene con le culture giovanili. Il progetto è realizzato da Compagnia B in partnership con il CESP di Nuoro e con il sostegno della Regione Sardegna e del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo. L’edizione 2017, a cura di Anna Destefanis, ruota intorno al carnevale barbaricino e vede coinvolti in residenza Mara Cassiani, Riccardo Giacconi e la compagnia Dewey Dell.
In Spirit il carnevale barbaricino s'intreccia attraverso la danza, il pogo e il voguing con le sottoculture giovanili. Il titolo si riferisce all’incarnazione attraverso il costume e il rito degli spiriti numi tutelari. In scena Maschere vernacolari incontrano nuove maschere generazionali.
Secondo l'artista entrambe le culture sia quelle folcloristiche identitarie che quelle giovanili aderiscono ad una necessità rituale dell’uomo, che lo lega alla sua matrice primaria fisica e spirituale e lo studio e la relazione tra queste culture è possibile attraverso la relazione tra beat e danza.
Il processo di lavoro che a condotto alla creazione della performance Spirit si è articolato anche attraverso un intenso scambio con il territorio e attraverso diversi laboratori di creazione. Dopo la collaborazione con il laboratorio sartoriale sostenibile Desacrè di Nuoro che ha portato alla creazione dei costumi di scena, nuovi costumi ibridi, che incrociano i costumi generazionali contemporanei con i costumi tradizionali del carnevale barbaricino.