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Thu, Apr
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L’INFINITO

Cultura
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L’INFINITO è una delle più belle liriche di Giacomo Leopardi, rileggetela e immaginate anche voi di andare col pensiero ‘oltre la siepe’ che vedete dalla vostra finestra.
Per Leopardi la siepe impedisce la vista dell'orizzonte, ma permette alla mente di immaginare spazi senza limite, silenzi profondi e pace assoluta. L'improvviso stormire del vento tra le fronde conduce il poeta (E come il vento / odo stormir tra queste piante) a cogliere l' universalità dell'infinito, superando la contingenza del presente. Con "infinito" il poeta si riferisce al futuro, che ci apparirà sempre come una dolcissima illusione che non abbandonerà mai l'uomo. La siepe, invece, è il muro che divide il presente dal futuro. Ogni uomo può tentare di cogliere l'infinito che procura un profondo benessere, ma anche un senso di sgomento (E il naufragar m'è dolce in questo mare).

Angelo Mascia

L'INFINITO
Sempre caro mi fu quest'ermo colle,
E questa siepe, che da tanta parte
Dell'ultimo orizzonte il guardo esclude.
Ma sedendo e mirando, interminati
Spazi di là da quella, e sovrumani
Silenzi, e profondissima quiete
Io nel pensier mi fingo; ove per poco
Il cor non si spaura. E come il vento
Odo stormir tra queste piante, io quello
Infinito silenzio a questa voce
Vo comparando: e mi sovvien l'eterno,
E le morte stagioni, e la presente
E viva, e il suon di lei. Così tra questa
Immensità s'annega il pensier mio:
E il naufragar m'è dolce in questo mare.

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