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Villaperuccio. Le Domus de Janas di Montessu tra le candidate a patrimonio dell'Unesco: clamorosa notizia per "Le case delle Fate". Ok del ministero cultura

Cultura
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Anche le Domus de Janas di Montessu che si trovano nel comune di Villaperuccio, considerata la più grande necropoli meglio conservata di tutto il sud Sardegna, è tra le centinaia di necropoli nuragiche candidate a patrimonio dell'Unesco di cui Alghero e capofila. La necropoli di Montessu è composta da 40 tombe disposte lungo grandi pareti rocciose, secondo un ordine che pare essere non casuale, rispettando i punti cardinali in base al sorgere ed al tramonto del sole.
Le domus de Ianas sono luoghi Antichissimi utilizzati un millennio e mezzo circa, dalle popolazioni che vissero nell'isola sarda nel neolitico finale (3200-2800° a.c.) fino al Bronzo antico (1800-1600 a.c.). E' notizia dei giorni scorsi, per certi versi clamorosa, per "Le case delle Fate" che il Ministero della Cultura e la Commissione Italiana Unesco hanno dato l'ok al progetto. Ora le "Case delle Fate", che sono 3.500 in tutta l'isola, di cui 350 censite e almeno 250 decorate, sono nella lista delle candidate al riconoscimento Unesco 2021. Le Domus de Janas, le suggestive “Case delle Fate” disseminate in tutta la Sardegna, potrebbero diventare patrimonio dell’Umanità dell’Unesco. Un riconoscimento importantissimo per le testimonianze preistoriche di arte e architettura uniche al mondo dopo la valutazione positiva del ministero della Cultura e della Commissione nazionale italiana Unesco che hanno dato il loro benestare al progetto che, unico in Italia, offre uno spaccato ad ampio raggio della vita delle comunità dell'Isola tra 7000 e 5000 anni fa. Ora Domus de Janas, così come dolmen, menhir, grotte e villaggi preistorici sono nella “tentative list”, ovvero nella lista delle candidate al riconoscimento Unesco 2021. L'iter che ha condotto a questo primo risultato è stato portato avanti dal 2017 dal Centro Studi "Identità e Memoria" (CeSim/Aps) guidato dalla studiosa Giuseppa Tanda, massima esperta di Domus de Janas, assieme alla rete di 63 Comuni sardi di cui è capofila Alghero con la sua necropoli apogeica di Anghelu Ruju e le tombe rupestri di Santu Pedru. Un riconoscimento che se avvenisse avrebbe anche un altro importante risultato: “L'attenzione verso questi siti dislocati su tutto il territorio sardo, anche in zone a rischio di spopolamento, può essere di stimolo per la loro salvaguardia e attrarre il mondo verso la nostra identità culturale", come ha sottolineato Cristina Muntoni del Cesim. Sono Trentacinque i siti su cui si punta. Ma cosa sono le Domus de Janas? Le cosiddette Case delle Fate sono monumenti funerari, grotticelle artificiali scavate nella roccia, spesso impreziosite da bassorilievi con motivi autoctoni e pitture e incisioni che testimoniano intensi scambi con le altre civiltà del Mediterraneo. Scorrendo i nomi dei 35 siti preistorici si svela l'incanto di vestigia misteriose, uniche al mondo come, tra le altre, il monumento troncopiramidale di Monte d'Accoddi nel cuore della Nurra, la necropoli ipogeica di Anghelu Ruju e le tombe rupestri di Santu Pedru ad Alghero. Le Domus de Janas di Montessu, nel Sulcis, e quelle a prospetto di Anela nel Goceano, la Roccia dell'Elefante a Castelsardo, la Tombe dei Giganti di Lu Muri ad Arzachena, il complesso prenuragico del Parco Archeologico di Pranu Mutteddu a Goni, le officine dell'ossidiana sul Monte Arci. La Sardegna conta circa 3.500 Domus de Janas, di cui 350 censite e almeno 250 decorate: testimonianze di altissimo valore artistico con rari riscontri, come l'ipogeo preistorico di Hal Saflieni, a Malta, monumento già inserito nella lista del patrimonio mondiale dell'Unesco, dei riti funerari della Sardegna tra il V e la fine del III millennio a.C.". Nel frattempo, è ancora in istruttoria negli uffici del ministero della Cultura e in commissione nazionale Unesco, il progetto presentato dall'associazione La Sardegna verso l' Unesco che "Riguarda 'l'età d'oro dei nuraghi', ovvero quei sei secoli che coincidono con la fase di costruzione di questi monumenti unici al mondo”, dichiara Antonello Gregorini, consigliere dell'associazione. “Il nostro obiettivo è entrare nelle tentative list, forti delle delibere a favore del progetto da parte di 370 Comuni e della mozione approvata all'unanimità dal Consiglio regionale". Tito Siddi (Fonte Sardegna Press e altre varie di stampa)

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