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Carbonia. 14 Febbraio 1938-14 Febbraio 2016. I ricordi di Antonello Pirotto

Cultura
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Chi non ha memoria del passato , non puo’ programmare con chiarezza il proprio futuro. La ricorrenza del 14 Febbraio , è ormai entrata nel quotidiano della gran parte delle persone , come una sorta di “ festivita ‘ consumistica “ , legata ad eventi lieti . Come se per ricordarsi chi chi si ama , questo debba essere scandito dal calendario , ma come si dice , “ se anche questo muove lavoro , ed economia , in particolare a determinate categorie del commercio, ben venga . In molti ricorderanno , quando il “ camioncino dei fiori “ sostava fuori dall’ Eurallumina “, alle ore 16,30 del 14 Febbraio , a correre in soccorso con questo servizio dei piu’ smemorati , evitando loro di rientrare a casa a mani vuote .. con le conseguenze del caso . Quel ragazzo , ricorda quei tempi , rimpiange i buoni affari fatti con le tute verdi e blu , che acquistavano i suoi prodotti floreali , e di certo non è di quelli che rinnegano .. e sputano su chi ha distribuito i suoi salari , per lo sviluppo di tutta la collettivita .
Ma il 14 Febbraio , almeno per me , e per chi ha conoscenza , della propria storia , delle proprie radici , da quando molti anni addietro ne sono venuto a conoscenza , di quando accadde in questa data del 1938 , a domani , 78 anni fa , è anche un giorno , legato al ricordo e alla commemorazione con grande rispetto di coloro che persero la vita in quella data a Carbonia . Una memoria che si rinfresca ogni giorno , perche mio luogo consueto di passaggio .
La data ufficiale dell’ inaugurazione di Carbonia conosciuta da tutti è quella del 18 Dicembre 1938 , ma in quella giornata si svolse la cerimonia voluta dal regime di allora , mentre la nascente Citta ‘ si poteva fregiare del titolo di “ Comune “ , gia dal Giugno 1937 ( nell’ occasione giunsero in quello che era un enorme cantiere , i Ministri Tahon de Revel e Lantini ) , quando subentro’ al precedente soggetto istituzionale , che era il Comune di Serbariu , la stessa Miniera prese il nome da quello che sino ad allora era il centro residenziale piu’ prossimo al nucleo principale per l’ estrazione del carbone , che nel “ bacino Sirai – Serbariu “, era gia’ stata avviata .
Quello che in quel momento era il Comune piu giovane del Regno d ‘ Italia , nasceva per soddisfare le necessita energetiche della nazione , per il fabbisogno autarchico , dell’ energia e di materie prime , e per questo occorrevano un enorme numero “ di braccia “ ( circa 15.000 adetti ), che andavano collocate a livello residenziale a “ bocca di miniera “ .
Da tutta Italia , arrivarono a migliaia , per affrancarsi dalla condizione di miseria che sopportavano nei loro paesi . Perche ‘ a parte la ristretta cerchia dei tecnici , dirigenti , funzionari del regime , la stragrande maggioranza di chi giunse , in molti casi senza sapere cosa fosse una miniera , a rischiare la vita , nelle viscere della terra , lo fece PER FAME , per sfamare le proprie famiglie .
Una delle regioni che era maggiormente rappresentata era l’ Abruzzo , nel 1938 , le fonti storiche parlano di 291 persone provenienti dalle varie province abruzzesi .
Cinque di loro erano arrivati da pochi giorni , qualcuno solo il 4 Febbraio , sicuramente furono sistemati , nei primi alloggi provvisori , subito abili arruolati per il lavoro nel sottosuolo .
E’ la mattina del 14 Febbraio 1938 , destinazione Pozzo 1 , la galleria a “ meno 150 metri “ si allaga improvvisamente , i cinque non riescono a raggiungere” la gabbia per la risalita “ , si rifugiano sulla sommita ‘ di una “rimonta( galleria in salita )” , ma quel fiume in piena rapidamente allaga ogni spazio , provano con tutte le loro forze a costruire una diga , per deviare l’ acqua , ma quell’ elemento e’ piu forte di loro .
Moriranno tutti e 5 , una fine terribile .
Arrivavano tutti dalla provincia di Chieti , nello specifico da Taranta Peligna , i due fratelli Amadio e Nicola Merlino , di 47 e 34 anni , Nicola Santarelli di 46 , Domenico Marinelli di 21 , il piu ‘ giovane di anni ne aveva appena 17 , era di Lama dei Peligni . Ludovico Silvestri .
I loro corpi furono recuperati solo il 23 Giugno ( 4 mesi dopo ) , si puo’ solo immaginare in quale stato , quando le pompe idrovore , riuscirono a far defluire tutta l’ acqua . di loro dei loro sogni , delle loro speranze , una vita diversa , rimasero delle piccole casse , con i loro pochi averi , indumenti ed effetti personali , che furono inviati ai familiari , che non poterono certo essere presenti ai funerali .
Furono i primi caduti nella oggi chiamata GRANDE MINIERA DI SERBARIU , ne seguirono altri 123 , media di 5 per ogni anno , eta ‘ media 37 anni , nessuna miniera sarda ha avuto tante vittime nello stesso arco di tempo nel periodo 1 Gennaio 1938 , 31 Dicembre 1963 , tra loro il 15 ottobre 1941 , presso il Pozzo Vecchio di Nuraxeddu , il piu’ giovane in assoluto , Salvatore Viola , classe 1927 , nativo di Siliqua , appena 14 anni , precipito ‘ nel pozzo ossevando la gabbia in risalita . Un bambino , che doveva gia ‘ essere uomo , e portare il pane a casa !!!! Onore a lui e alla sua giovane vita rubata . Non fosse successo , chissa ?? Avrebbe lottato per il passaggio all’ Enel , e oggi in questi momenti difficili starebbe aiutando come tanti altri suoi coetanei , ancora tra noi , figli e nipoti , con la sua meritata pensione .
Presi coscienza di questa storia , per molto tempo quasi dimenticata , nel 1999 , quando l’ Amministrazione comunale , in occasione delle celebrazioni per l’ inaugurazione della Citta ‘ , dedico ‘ uno spazio significativoil giusto e al ricordo di quel tragico evento .
Ma lo si deve a CGIL CISL UIL ( !!!!! ) unitariamente , che il 14 Febbraio 2002 , riportarono finalmente alla memoria collettiva , le figure di quei pionieri , a cui tutti , dovrebbero porgere il doveroso omaggio . Fecero in modo , che i Sindaci dei due Comuni abruzzesi di provenienza , Graziano Merlino ( omonimo di due caduti ) e Rocco Vielli , con le fasce tricolori , insieme al collega di Carbonia Salvatore Cherchi , i segretari delle tre sigle sindacali , Saba , Cro’ , e il compianto Sergio Usai , accompagnati da tantissimi cittadini , si raccogliessero , tutti insieme , presso il monumento in trachite , posto in corrispondenza del punto dove perirono . Altri monumenti simili sempre realizzati dall’ artista luigi Angius , sono visibili in altri punti di analoghe disgrazie ( vedi centro intermodale , ingresso strada CFADDA ) .
Le cronache di quella giornata , tratte dagli articoli dell’ Unione Sarda e La Nuova Sardegna ( Cambedda , Nurra , Mantega ) , riportano testimonianze toccanti , come quella del figlio di Nicola Santarelli , “ Non ho mai conosciuto mio padre ed ero sempre alla ricerca delle cause , quelle vere della sua morte . Quel giorno mia madre aspettava una sua lettera , arrivo’ invece l’ annuncio della sua morte . Vengo oggi a Carbonia , e sono felice perche rientro al mio paese di origine affidando le spoglie di mio padre alla comunita ‘ di questa Citta ‘ “ . Con la voce rotta dall’ emozione , “Cettina , figlia di Amadio Merlino , aveva 9 anni quando perse il padre , ha raccontato che suo padre era un piccolo e povero contadino , scelse Carbonia , per un motivo che oggi farebbe sorridere , ma che allora , in quegli anni rappresentava un dramma . Mori’ la mucca , che per la famiglia era la sola ricchezza , e una grande gelata distrusse il magro raccolto . Parti ‘ il 4 Febbraio , dopo dieci giorni la tragedia “.
Durante la benedizione della loro “ tomba comune “ , rimessa in condizioni piu’ decorose , nel “ vecchio cimitero di Serbariu “ , venne rimarcato , che quel sacrificio , almeno non fu invano , perche ‘ da quella disgrazia , scattarono i primi provvedimenti per la sicurezza in miniera , sino ad allora pressoche ‘ inesistenti . Non impedirono che se ne verificassero molti altri , ma senza il progressivo miglioramento , sarebbero state molte di piu’ .
Il tutto si concluse con un solenne impegno “il San Valentino , in Citta ‘ sara ‘ d’ ora in poi una giornata dedicata ai ricordi “.
Purtroppo non è cosi , il Cippo in Trachite , che “ dovrebbe “ preservarne la memoria “, è posto in un luogo ormai divenuto inaccessibile , sia dalla strada adiacente il centro intermodale , perche sotto il livello stradale , sia dall’ interno della Grande Miniera , percorrendo il binario ferroviario , la vegetazione ha fatto il suo corso , impadronendosi del passaggio . Nessun cartello indica , cosa sia , e perche ‘ , in quel luogo si trovi , quella che e’ comunque un opera artistica . Nel mese di Ottobre del 2015 , ho scritto e sollecitato , un intervento , ai rappresentanti dell’ istituzione locali, ricevendo verbali condivisioni ..ma nulla piu’ .. malgrado in quelle aree si siano succeduti diversi cantieri comunali , per pulizie e manutenzioni .
Dando anche disponibilità ‘ a collaborare per realizzare l’ iniziativa .
Mentre il “ Cimitero Monumentale , che viene aperto esclusivamente in occasione della commemorazione dei defunti , e almeno in quell’ occasione , pur sporadica , la tomba dei cinque minatori , viene pulita, omaggiata di fiori , e si svolge una cerimonia , in suffragio loro , e degli altri defunti , tumulati prima della costruzione del nuovo cimitero .
Perche ‘ questo racconto ??? primo per rendere un personale omaggio , in concomitanza del tragico anniversario , e so di non essere il solo , ma di condividere con tanti ( anche chi ha saputo da poco di questa vicenda ) , questo sentimento , per chi considero uno di casa , perche ‘ senza di loro e quelli come loro , oggi non ci sarei io , la mia famiglia , e tanti di noi , mi hanno lasciato un posto , che malgrado i problemi dove si puo’ vivere bene , una casa , il lavoro ,oggi precario , comunque per tanti anni eredita ‘ nettamente migliorativa , essendo l’ evoluzione della estrazione mineraria , e non posso permettere , che la mia generazione si arrenda e sia quella che mette la parola fine a tutti quei sacrifici .
Chi sento abbinare la parola “Carbone a pane avvelenato “, mi offende nell’animo , perchè oggi come ieri , vuol dire , lavoro e dignità , benessere per le proprie famiglie .
E non e’ vero che si e’ voluta esclusivamente la monocultura prima mineraria e poi industriale ,all’ ombra di quelle torri e ciminiere , si sono sviluppati commercio e artigianato , agricoltura , pastorizia e pesca , servizi , arte e cultura , professionalità dovute alla possibilita ‘ di studiare di generazioni di ingegneri , medici , tecnici di oggi settore , servizi importanti per le comunita ‘ . Troppo poco ?? ma non per colpa dei comparti estrattivi e industriali , le responsabilità ‘ sono di chi non ha voluto , saputo , dare maggiore sviluppo a quei settori , al turismo , allo sviluppo delle infrastrutture , a nessuno e’ stato puntato un fucile
( o costretto dalla fame , come i 5 minatori ) , per operare nell’ industria , a nessuno e’ stato imposto di abbandonare le campagne , il mare , e non rincorrere altre aspettative capacita ‘ e aspirazioni . E oggi come allora , vale la stessa regola , niente impedisce lo sviluppo dell’ altro , c’ è spazio e necessita ‘ di creare un economia integrata da tutti gli elementi validi per la crescita .
Poi perche ‘ vuole essere una riflessione , da condividere con chi avra ‘ la pazienza di leggere … affinche’ possa ognuno trovare spunti personali , collegati con il presente , l’ epoca e il momento storico che viviamo . Il lavoro ieri e oggi , i diritti conquistati con il sangue , e oggi messi in discussione , il rispetto per chi ci ha lasciato un eredita ‘ e la nostra capacita ‘ di resistenza nel difenderla , la fame , quella vera e quella millantata , il voltare le spalle alle proprie origini Parole , come EMIGRAZIONE , ACCOGLIENZA LOTTA , UNITA’ , antiche come la nostra storia , oggi che valore hanno ???? Oppure quelle abusate , rivoluzione , guerriero , combattente , eroe , leader , guerra , battaglia , ultimatum , che si associano , a populismo , demagogia , strumentalizzazione , divisione, e altro ancora , che chiunque vive ogni giorno , legge , guarda e sente , e puo’ integrare a piacimento .

Antonello Pirotto

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