NOTA! Questo sito utilizza i cookie e tecnologie simili.

Se non si modificano le impostazioni del browser, l'utente accetta.

Approvo
11
Sun, Dec
59 Nuovi articoli

Sant'Antioco. In aula consiliare il libro di Adelmo Cervi, "Io che conosco il tuo cuore"

Cultura
Aspetto
Condividi

L'associazione Il Calderone ha organizzato una doppia presentazione del libro di Adelmo Cervi, "Io che conosco il tuo cuore"- Si terrà a Sant'Antioco il 19 marzo 2016 alle 9 e alle ore 18 presso la sala del Consiglio comunale. La prima presentazione sarà riservata agli studenti delle classi V dell'IPIA mentre la seconda sarà aperta al pubblico.
Pubblicato da Edizioni Piemme, il libro narra le vicende di Aldo Cervi, padre di Adelmo e icona antifascista, e dei suoi sei fratelli trucidati il 28 dicembre 1943 a Reggio Emilia, in una delle più drammatiche pagine di storia della lunga lotta dell’antifascismo. Sarà presente l’autore.

Ai fratelli Cervi, alla loro Italia di (Salvatore Quasimodo)

In tutta la terra ridono uomini vili,
principi, poeti, che ripetono il mondo
in sogni, saggi di malizia e ladri
di sapienza. Anche nella mia patria ridono
sulla pietà, sul cuore paziente, la solitaria
malinconia dei poveri. E la mia terra è bella
d'uomini e d'alberi, di martirio, di figure
di pietra e di colore, d'antiche meditazioni.
Gli stranieri vi battono con dita di mercanti
il petto dei santi, le reliquie d'amore,
bevono vino e incenso alla forte luna
delle rive, su chitarre di re accordano
canti di vulcani. Da anni e anni
vi entrano in armi, scivolano dalle valli
lungo le pianure con gli animali e i fiumi.
Nella notte dolcissima Poliremo piange
qui ancora il suo occhio spento dal navigante
dell'isola lontana. E il ramo d'ulivo è sempre ardente.
Anche qui dividono in sogni la natura,
vestono la morte e ridono i nemici
familiari. Alcuni erano con me nel tempo
dei versi d'amore e solitudine, nei confusi
dolori di lente macine e di lacrime.
Nel mio cuore finì la loro storia
quando caddero gli alberi e le mura
tra furie e lamenti fraterni nella città lombarda.
Ma io scrivo ancora parole d'amore,
e anche questa è una lettera d'amore,
alla mia terra. Scrivo ai fratelli Cervi
non alle sette stelle dell'Orsa: ai sette emiliani
dei campi. Avevano nel cuore pochi libri,
morirono tirando dadi d'amore nel silenzio.
Non sapevano soldati filosofi poeti
di questo umanesimo di razza contadina.
L'amore la morte in una fossa di nebbia appena fonda.
Ogni terra vorrebbe i vostri nomi di forza, di pudore,
non per memoria, ma per i giorni che strisciano
tardi di storia, rapidi di macchine di sangue.

(Salvatore Quasimodo)

Aggiungi commento


Codice di sicurezza
Aggiorna

Iscriviti!! E' Gratis

Iscriviti attraverso il nostro servizio di abbonamento gratuito di posta elettronica per ricevere le notifiche quando sono disponibili nuove informazioni.
Pubblicità