Nella serata del 18 settembre 2017, presso la RSA Sant’Elia Nuxis, è stato presentato il libro “Destino Beffardo” di Alexas. Una presentazione emotivamente toccante. Un argomento ostico, il racconto di un percorso di vita costellato di violenze. Pedofilia, perpetrata da un familiare; alcool e droga, violenza e ottundimento rispetto al “non ascolto”; tentato suicidio, una violenza verso il se e la non accettazione dell’immagine che la società rimanda.
Nella oscurità, un figlio e dunque la luce. Tuttavia la personalità “problematica” di Alexas, ancora una volta la mette al muro. A causa del suo passato e del disturbo bipolare, viene considerata una “mamma irrecuperabile” e la sua luce, il bambino, viene dato in affidamento prima, e in seguito adottato. Alexas affronta giornalmente il dolore per il distacco, con tenacia si prepara al ritorno di quel bambino con la consapevolezza che sarà il tempo a stabilire la modalità per il nuovo incontro. Un vissuto che appare avulso da una realtà sociale, che invece è molto presente e giudicante. Pregiudizio e giudizio che determinano scelte che pregiudicano appunto, una visione verosimile di ciò che è Alexas verso l’esterno e verso l’interno. Tutto ciò genera un conflitto identitario che accompagna la donna verso il cambiamento.
In una frase “ho bisogno di cambiare, per questo ti racconto la mia vita”, la scrittrice è consapevole che nel racconto della sua esistenza riesca a separarsi dai vissuti e attraverso tale separazione e conseguente rielaborazione, realizzi una sorta di catarsi. Alexas durante la presentazione, dichiara di “non essersi perdonata” indicando ancora una volta di giudicare se stessa impietosamente. Ribadisce di “non essere stata” per il figlio “un’àncora” e dunque di averlo perso, assumendosi in toto la responsabilità del fallimento. Sostiene altresì se pur nella sua fragilità, di aver affrontato tutte le prove che la vita le ha presentato con coraggio.
I diversi contributi offerti dalla relatrice, l’avvocato Anastasia Fara, dalla assistente sociale Annalisa Maccioni, da dottor Raffaele Pittau, dal sindaco del Comune di Nuxis Piero Andrea Deias e dal vice sindaco Michele Fanutza, hanno messo in evidenza l’importanza della rete sociale nell’accoglimento del disagio. Un prendere in carico la Persona, non solo terapeuticamente, compito questo spettante alle istituzioni, bensì umanamente ed emotivamente dalla comunità.
In ultima analisi una nota relativa a una immagine grafica elaborata dalla studentessa Sofia Trogu e nata dalla lettura del libro che rimanda alla “Evoluzione”. Nel disegno si osserva una figura umana chiusa e avvolta in una cappa nera rappresentante l’ambiente esterno, via via che la figura si risolleva muta se e l’ambiente in uno scambio che origina e continua dall’interno verso l’esterno e viceversa, rimarcando l’importanza, nella costruzione e nel mantenimento del se, dell’ambiente circostante. L’auspicio è quello di poter leggere presto un nuovo lavoro di Alessandra Mei, in arte Alexas
Claudia Serra