NOTA! Questo sito utilizza i cookie e tecnologie simili.

Se non si modificano le impostazioni del browser, l'utente accetta.

Approvo
06
Tue, Dec
56 Nuovi articoli

I segretari generali Fulc: «Apprendiamo con soddisfazione l’avvio delle procedure per la costruzione della centrale di autoproduzione Eurallumina».

Politica Locale
Aspetto
Condividi

«E’ nostro dovere, oltre che una grande soddisfazione apprendere dalla Conferenza dei servizi per l’avvio delle procedure per la costruzione della centrale di autoproduzione dello stabilimento dell’Eurallumina, che iniziano a concretizzarsi i desideri, gli sforzi, e i sacrifici delle lavoratrici e dei lavoratori che da oltre sei anni lottano per la riapertura dello stabilimento fermato dalla Rusal nel marzo del 2009.» Lo scrivono, in una nota, i segretari generali della Fulc Francesco Garau, Nino D’Orso e Salvatore Sini. «La numerosa e preziosa presenza delle famiglie dei lavoratori, anche e soprattutto delle imprese d’appalto, nonché di tutte le Organizzazioni Sindacali territoriali e regionali - aggiungono i segretari generali della Fulc -, sanciscono la voglia di ridare dignità ad un territorio che da troppo tempo viene ricordato per il suo alto tasso di povertà. Riteniamo di dover sostenere con forza che è oltremodo sbagliato, per questo territorio, affermare che l’unica scelta che può essere fatta è quella tra la salute e il lavoro. La storia del Sulcis Iglesiente evidenzia le scelte fatte; nel Basso Sulcis si pratica l’agricoltura, nelle sue coste il turismo ne afferma la bellezza, nell’Iglesiente che sarà bonificato si affermerà la cultura mineraria in tutte le sue sfaccettature, a Portovesme dovrà proseguire l’attività industriale che è insita in quello scorcio di territorio che altri prima di questa generazione ha deciso dovesse radicarsi.» «La scelta dell’Eurallumina di autoprodurre l’energia con una centrale a carbone è l’unica percorribile, sia perché nulla aggiunge all’impianto in quanto già sono presenti delle caldaie ad olio combustibile, ma soprattutto perché in Sardegna le fonti energetiche rinnovabili sono oltre il limite massimo programmato, oltre che super incentivate con denaro pubblico (circa 20 milioni di euro all’anno provenienti dalle tasse pagate dai cittadini), e non garantirebbero una continuità produttiva costante allo stabilimento.
Ciò detto non significa che tutto deve essere concesso. Il nostro obiettivo è sempre stato e sempre sarà quello di sorvegliare che tutto sia fatto nel rispetto delle leggi che tutelano la salute pubblica e di chi giornalmente lavorerà negli impianti, ed in particolare – concludono Francesco Garau, Nino D’Orso e Salvatore Sini - vigileremo che l’Azienda e la Rusal mantengano sino in fondo gli impegni sottoscritti.»

Aggiungi commento


Codice di sicurezza
Aggiorna

Iscriviti!! E' Gratis

Iscriviti attraverso il nostro servizio di abbonamento gratuito di posta elettronica per ricevere le notifiche quando sono disponibili nuove informazioni.
Pubblicità