Lo stato della vertenza inerente gli “indennizzi per lo sgombero di specchi acquei” utilizzati per esercitazioni militari sta attraversando una fase di stanca dovuta ai continui cambiamenti negli interlocutori politici. I pescatori del sulcis – iglesiente, iscritti e simpatizzanti alla flai cgil, hanno organizzato nei giorni scorsi un’assemblea sindacale tenutasi presso la sede della camera del lavoro di carbonia, dove hanno discusso e analizzato tale situazione di precarietà che implica la continua ripresa della vertenza a causa di un conseguente immobilismo nella sua risoluzione. “Ci siamo stancati di aspettare” è la frase che hanno ripetuto i pescatori nel corso dei loro interventi insieme alla volontà di riprendere con forza l’iniziativa considerato che alcune situazioni stanno degenerando creando malcontento, divisioni e disparità quali ad esempio il mancato riconoscimento di una quota pari al 100% dell’indennizzo a tutti i pescatori del territorio dopo la sigla del “protocollo integrativo” del 8 settembre 2005. Nel protocollo del 2019 infatti l’indennizzo era diminuito del 30% e pertanto tutti ricevevano una quota pari al 70% in funzione del fatto che si poteva pescare durante le pause delle esercitazioni, in seguito al protocollo aggiuntivo del 2005 relativo alle marinerie di Teulada e Sant'Anna Arresi, si è venuta a creare una differenza dovuta al fatto che i comuni di Sant’Antioco, San Giovanni Suergiu, Masainas e Giba continuano a percepire il 70% mentre gli altri comuni percepiscono una quota pari al 100%. I pescatori del sulcis-iglesiente chiedono alle parti interessate la ripresa del confronto per la stipula di un accordo contenente modifiche e nuove regole che permettano di regolamentare il fenomeno delle migrazioni verso i comuni che erogano un indennizzo piu’ elevato e regole che permettano di selezionare nuovi addetti alla pesca . inoltre chiedono che sia previsto un riconoscimento aggiuntivo anche per le marinerie del golfo di Palmas.
In sintesi le problematiche da affrontare per importanza sono le seguenti:
1) rivisitazione del protocollo del 1999 nelle parti obsolete
2) riconoscimento di un aggiuntivo anche per le marinerie del golfo di Palmas
3) riconoscimento di un indennizzo pari al 100 % e non al 70%
4) intensificazione dei controlli per smascherare le imbarcazioni e i marittimi che non esercitano la pesca
5) riduzione dei tempi dell’istruttoria delle pratiche per la liquidazione degli indennizzi entro i primi mesi dell’anno successivo a quello delle esercitazioni.
In conclusione la protesta e aperto e la Flai Cgil insieme ai pescatori del sulcis-iglesiente annuncia che saranno messe in campo tutte le azioni necessarie per chiudere l’annosa vertenza.
Sulcis. I pescatori di nuovo sul piede di guerra per i fermi militari
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