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Carbonia-Iglesias. Ospedali a rischio. Lettera della GGIL sulcitana all'Assessore regionale alla sanità

Politica Locale
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Lettera della GGIL sulcitana all'Assessore regionale alla sanità in merito al futuro degli ospedali di Iglesias e Carbonia per contenimento e lotta al COVID-19

La lettera

"Dai diversi interventi sulla stampa e dalle circolari emesse appare chiaro che la Direzione Medica di Presidio Ospedaliero Unico della Asl di Carbonia, non è dato sapere se su direttiva della ATS, intenda allestire, quali unità di contenimento e lotta al COVID-19 due reparti da realizzarsi: ad Iglesias, presso l’U.O CTO, attraverso il “sacrificio” di una parte dei reparti di Ostetricia e Medicina; a Carbonia, nel P.O. Sirai, attraverso l’accorpamento dei Servizi di Urologia e Chirurgia.
Nel merito, così come risulta chiaro, alla flessione di attività conseguente a queste modifiche, si vorrebbe far fronte collocando in ferie d’ufficio il personale che ci lavora. L’intervento di alcuni medici del territorio sulla stampa di questi gg. evidenziava l’esistenza, presso il Sirai di Carbonia di una apposita struttura, costruita negli anni ’90 che meglio si presterebbe, per ubicazione, dotazioni ed altro alla realizzazione di quanto si sta progettando per contrastare l’attuale pandemia senza penalizzare gli attuali reparti.
Anche a voler tacere sul fatto che restringere gli spazi a disposizione dei reparti porterebbe ad ammassare i pazienti in modo decisamente antitetico rispetto alla ratio delle disposizioni contenute nella normativa emessa per l’emergenza sanitaria, l’argomentazione dei sanitari in questione, per quanto logica, non collima con il ns pensiero.
Riteniamo dannoso verso la ns comunità e assolutamente controproducente persino dal punto di vista economico, pensare che un serio problema come quello della lotta al coronavirus possa trasformarsi in una occasione per tagliare ancora una volta i servizi per la ns comunità.
Riteniamo soprattutto irragionevole e dannoso accorpare la Ginecologia con l’Ostetricia, tagliando la metà dei posti letto, così come dannoso è sacrificare una ala di Medicina del CTO in ragione di una bassa occupazione di posti letto, così come accorpare le attività di Urologia e Chirurgia del Sirai in un unico locale.
La ns comunità, al pari di tutte le altre della Sardegna, aspira ad avere un numero di posti letto per attivi che lo stesso, DM 70/2015 individua come necessaria per garantire il diritto costituzionale alla salute (0,3 per ogni mille abitanti).
Invece negli anni abbiamo assistito ad un depauperamento dei servizi offerti alla collettività del Sulcis Iglesiente, e dei centri periferici in generale, che ha scaricato sui cittadini che per trovare soddisfazione ai loro problemi di salute sono costretti a viaggiare, i costi che il servizio sanitario nazionale non voleva sopportare sulla scorta di una razionalizzazione, che oggi, in una situazione di stress particolare causata dalla pandemia in atto, ha mostrato tutte le conseguenze.
Già da tempo, in un documento della Segreteria Regionale della CGIL, abbiamo indicato quale struttura che poteva utilmente essere dedicata ad affrontare il serio problema di lotta al COVID-19 il presidio ospedaliero del Santa Barbara di Iglesias che, senza eccessive modifiche potrebbe prestarsi alla finalità.
Questa opinione è stata condivisa ed espressa compiutamente dai Sindaci del territorio che sono la massima espressione sanitaria locale, oltre che sintesi della volontà popolare della comunità di riferimento.
La ns comunità ha bisogno assoluto che i servizi sanitari siano potenziati e che anche la lotta al COVID-19 non sia ancora una volta a scapito di altri servizi.
E’ pertanto auspicale, per nostro conto, che l’On. le Assessore riconsideri quanto prima i propositi di riorganizzazione sopra richiamati, rivalutando opportunamente sia le opinioni dei nostri sanitari, sia degli stessi dei Sindaci e delle forze sociali."

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