Appare chiaro a tutti e in particolare ai pazienti che ne subiscono le conseguenze, la necessità di una riorganizzazione radicale del sistema sanitario compreso quello ospedaliero,nel sulcis iglesiente; è necessario ripensare l’infrastruttura ospedaliera,i relativi siti sia amministrativi che ambulatoriali,il personale sanitario, necessario per dare una risposta di qualità alla numerosa utenza che necessità assistenza.
Stiamo parlando di un bacino di circa 128.000 utenti , che nel periodo estivo in particolare nelle località turistiche raddoppia.
Dopo la triste emergenza del corona virus la situazione negli ospedali del sulcis iglesiente si è ulteriormente aggravata.
CORONA VIRUS
Oggi la criticità legata al contagio ,pur essendosi notevolmente attenuata non è terminata e quindi questo è il momento che la sanità dovrebbe utilizzare al meglio, per programmare l’assistenza più idonea contro questo virus ,che è in circolo e può essere più pericoloso nel periodo estivo, per la presenza dei turisti che vengono nell’isola dal continente e dal resto dell’Europa.
In risposta a questa pressante criticità, l’ATS ha deciso che nel sulcis non si fanno tamponi;
questo significa, nel caso di sospetti infetti, trattenere il paziente in reparto o in pronto soccorso almeno 24 ore in attesa del responso, mentre con tamponi in loco e attrezzatura in grado di
processarli (esiste in laboratorio personale addestrato) in due ore si potrebbe fare la diagnosi.
La ASL di Carbonia è l’unica in sardegna che per decisione dell’ATS non esegue i tamponi.
La fondazione del banco di Sardegna ha effettuato una donazione alla ASL, sufficiente per l’acquisto delle apparecchiature necessarie per processare i tamponi,a distanza di due mesi le apparecchiature in argomento non sono state neppure ordinate.
PERSONALE
Esiste carenza di personale sanitario o mal distribuito in tutti i reparti e in particolare in radiologia,cardiologia,chirurgia e ortopedia.
RADIOLOGIA
Mancano radiologi ,quelli attualmente in servizio non riescono neanche a soddisfare le numerose richieste di tac ,risonanza magnetica,ecografie,mammografia;
MEDICINA NUCLEARE
Medicina nucleare è stata chiusa dal 2015 circa ,per cui i pazienti oncologici e in particolare quelli da monitorare ,devono partire per Cagliari anche per piccoli ma importanti esami di 10 minuti con conseguenti costi,disagi,ritardi sull’esito dei controlli, per malati di questa gravità.
CHIRURGIA
Le liste di attesa sono in continuo aumento e di conseguenza aumenta la mobilità passiva:
due blocchi di sala operatoria CTO e SIRAI,organizzati con attrezzature ultramoderne e all’avanguardia,sono utilizzati al di sotto delle loro potenzialità sia per carenza di personale sia per l’indisponibilità del reparto di anatomia patologica ,chiuso da
un anno,perché devono essere completati piccoli lavori, ma indispensabili per mettere il reparto a norma.
EMODINAMICA
Vietato avere infarti dopo le ore 16: in assenza di personale sufficiente,il reparto presta servizio solo la mattina sino alle 16 poi, per qualsiasi urgenza, dal pronto soccorso si parte per cagliari per il viaggio della speranza per chi ha la fortuna di arrivare.
L'analisi di questi fatti e di queste gravi inadempienze, che pesano tutte fortemente sulla comunità del sulcis iglesiente, fa nascere un fondato sospetto che ci sia un progetto velato per smobilitare la sanità nel territorio ,lasciando ad una residuale organizzazione di attività ambulatoriale, il compito di rispondere alle necessità di un bacino di 128.000 utenti.
Giacomo Guadagnini