Rileviamo, si legge in una nota della Cgil territoriale, che a distanza ormai di alcuni mesi, forti criticità organizzative nelle vaccinazioni e nella disomogeneità con la quale si sta procedendo alle stesse che creano difficoltà e smarrimento negli utenti: sia nelle procedure di prenotazione che nelle inoculazioni. Abbiamo forti perplessità su quali criteri e quale tempistica sia stata individuata dalla Regione, per attivare in modo capillare ed efficace sul territorio i punti vaccinali territoriali, così come richiesto da molti Sindaci In questo senso corre l’obbligo chiedere, visto lo scoramento e smarrimento che vivono i
cittadini, se la Regione e le Aziende Sanitarie Locali, abbiano predisposto un calendario aggiornato delle vaccinazioni dei cittadini fragili e vulnerabili; se altresì sia stato predisposto un sistema di chiamate e/o di prenotazione per i cittadini con esenzione per patologia; se, considerata l’urgenza, sono noti i tempi di attivazione di tale sistema e quali le ragioni del grave ritardo rispetto alle vaccinazioni domiciliari dei soggetti non autosufficienti e/o impossibilitati a raggiungere i cosiddetti hub”. All’interminabile attesa per avere a disposizione i vaccini e poter così contrastare efficacemente gli effetti drammatici della pandemia si aggiungono le lunghe attese e la sofferenza della campagna di somministrazione, che coinvolge in particolar modo gli anziani e i portatori di patologie gravi, dovuto ai ritardi, alle lunghe code e ai disagi nel dover raggiungere i pochi centri destinati a tale scopo. Nel merito, appare ingiustificato che nei pochi centri di prenotazione territoriali, vengano meno le procedure di registrazione degli utenti che spesso, quando riescono ad accedere si ritrovano RESPINTI, a causa della mancanza dei vaccini e costretti quindi a ripetere per altri giorni la trafila in coda, senza alcuna certezze di essere REGISTRATI e chiamati nei tempi programmati per essere finalmente vaccinati! La Regione e la nostra ASL, dimostrano, purtroppo una incapacità programmatica e organizzativa nel somministrare anche le modeste quantità assegnate. Si evidenzia, inoltre, l’assenza totale del coinvolgimento dei Medici di Famiglia nella loro fattiva collaborazione per le vaccinazioni, di sistemi adeguati di comunicazione e informazione
dei cittadini in tutte le fasi di prenotazione nei centri, sulla reale disponibilità dei vaccini, per un serio e concreto sostegno alla vaccinazione nei confronti delle categorie più esposte. Altra preoccupazione, infine, è come la Regione intenda affrontare, non solo la presente campagna vaccinale ma anche quelle future, in considerazione del fatto che tra i circa 206 progetti del Piano Regionale di Ripresa e Resilienza trasmesso a suo tempo al Governo Italiano erano previsti, nella missione 6 – Sanità - complessivamente 244.500.000 Euro (quello nuovo, se ne esiste un altro, non è dato conoscere) nessuno dei quali destinati al rafforzamento dei servizi sanitari territoriali
Carbonia. Cgil denuncia: caos delle vaccinazioni nel Sulcis Iglesiente e Medio Campidano
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