Si è riunita la Commissione Urbanistica per la discussione dello studio Comunale di assetto idrogeologico, nodo cruciale e propedeutico all’approvazione del Piano Urbanistico Comunale in adeguamento al PPR ed al PAI. Si trattava della seconda seduta della Commissione in quanto, per l’importanza del tema trattato "abbiamo ritenuto doveroso- scrivono in in un comunicato i consiglieri di opposizione Francesca Tronci, Federico Garau, Bruna Moi, Simone Saiu, Alberto Cacciarru, Valentina Pistis, Arianna Cortese e Luigi Biggio- approfondire la discussione alla presenza dei tecnici di “Criteria” della società incaricata dall’Amministrazione per lo studio. Fin dal primo momento non abbiamo condiviso la valutazione dei tecnici che hanno qualificato come zone ad alto rischio idreogelogico (Hi4) una vasta area che attraversa ed interessa il cuore pulsante della città, passando da Sant’Antonio, attraversando la via Eleonora e biforcandosi all’altezza del Banco di Sardegna in due canali che percorrono parallelamente la via Garibaldi e la via Valverde, per ricongiungersi, superata la via Capuccini, in corrispondenza della rotonda della Conad e confluire nel “Riu Su Spurgu” che costeggia il Viale Alberato. Cosa significa qualificare questa vasta area come Hi4? Significa “ingessare” (per chissà quanti anni) la città e l’edilizia già in ginocchio per via della Pandemia e della crisi economica. Saranno consentiti, infatti, soltanto piccoli interventi di manutenzione, ordinaria e straordinaria, e il risanamento conservativo degli edifici. La demolizione e la ricostruzione è ammesso solamente nel caso, secondo l'art. 27, comma 2, lettera. E, a condizione che si dimostri la riduzione della vulnerabilità, il non aumento del carico antropico e senza aumento della superficie abitabile.. Si tratta di una scelta obbligata? Le risposte date ieri dai tecnici ci hanno fatto capire che si tratta di una scelta politica. I tecnici, infatti, non hanno saputo dire se sia una decisione dettata da norme imperative e vincolanti ma hanno dichiarato che si tratta di una loro valutazione alla luce dei calcoli in loro possesso in quanto – testuali parole2 – “hanno firmato lo studio e se ne assumono la responsabilità”. Ciò che ci ha lasciato maggiormente perplessi è che quelle zone, sia per la pendenza di via Eleonora e via Garibaldi che per la portata delle opere idrauliche realizzate nel sottosuolo non hanno mai creato problemi. Le zone dove la città si allaga sono ben altre e sarebbe interessante capire per quale motivo queste sono state estromesso dalla mappatura. In particolare, ci ha destato perplessità l’interpretazione data dai tecnici (e dall’Amministrazione che ha sposato in pieno lo studio) dell’art. 8 della Deliberazione Regione Sardegna n. 1 del -03.10.2019 (aggiornamenti sul PAI) secondo cui, i Comuni, con le procedure delle varianti al PAI, assumono e valutano le indicazioni di appositi studi comunali di assetto idrogeologico concernenti la pericolosità e il rischio idraulico, in riferimento ai soli elementi idrici appartenenti al reticolo idrografico regionale. Ed è proprio questo il punto: nelle mappe regionali non viene indicato il fiume sotterraneo perimetrato dai tecnici nel loro studio. Quest ultimo svolto, a nostro avviso, in scala troppo grande per un analisi di dettaglio come quello che sono stati chiamati a svolgere. A nostro avviso, si sarebbero dovute trovare le risorse, invero non ingenti, per migliorare le opere idrauliche esistenti prima dell’approvazione del piano. Adesso, soltanto imprenditori particolarmente facoltosi potranno permettersi di sostenere i costi per gli oneri di urbanizzazione nella zona Hi4, con danni enormi per l’economia locale. Purtroppo, salvo ripensamenti dell’ultimo minuto, il punto è già all’ordine del giorno del prossimo consiglio comunale di venerdì 21 maggio. Ricordiamo a tutti i soggetti interessati che dall’approvazione decorrono i trenta giorni per le Osservazioni critiche".
Iglesias. Riunione della Commissione Urbanistica comunale. Nota critica di otto consiglieri
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