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Sant'Antioco. Ordinanza per salvaguardia spiagge, ambiente e pubblica incolumità. Sanzioni sino a 500 euro.

Politica Locale
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Un'Ordinanza sindacale per “Norme utilizzo spiagge”, che si affianca a quelle già in vigore di capitaneria di porto, Guardia Costiera e Regione, vieta per motivi di sicurezza il trasporto e utilizzo di pietre o materiali simili, compreso il loro adattamento ad “ancore” per ombrelloni. Il divieto, si legge nell'ordinanza nasce per ragioni di sicurezza, messa a rischio a causa di un’abitudine consolidata: quella di portare e utilizzare in spiaggia pietre al fine di ancorare gli ombrelloni (in commercio esistono strumenti appositi!). Non solo, infatti, le pietre costituiscono un pericolo per coloro che transitano a piedi in spiaggia e possono inavvertitamente urtarle, ma anche per i mezzi pulispiagge e per gli operai, i quali, prima di passare sulla spiaggia con i mezzi meccanici, devono prima occuparsi di ripulire gli spazi dalle pietre, al fine di evitare danni ai macchinari (progettati per raccogliere posidonia, non pietre!) perdendo tempo prezioso.
La nuova ordinanza, che prevede sanzioni sino a 500 euro per i trasgressori, sostituisce le precedenti sulle norme di comportamento in spiaggia e il loro utilizzo come il divieto di pasti pantagruelici in uso specialmente nei giorni di festa. Incaricate dell’esecuzione dell'ordinanza Il Comando di Polizia Municipale, i Carabinieri e tutte le Forze dell’Ordine sono incaricate dell’esecuzione della presente ordinanza sono demandate le Forze dell’ordine che saranno autorizzate a sanzionare chi trasgredirà anche a questa norma " che prima di tutto, spiega l'ordinanza, è una norma di buon senso. Ovviamente contro l'ordinanza sono ammissibili dei ricorsi come prescrive la legge: al Prefetto entro 30 gg, al TAR della Sardegna entro 60 gg, al Capo dello Stato entro 120 gg tutti decorrenti dalla data di notificazione o della piena conoscenza del presente provvedimento. L'ordinanza ha avuto un'eco multimediale in tutta italia e non sono poche testate ed agenzia di stampa che l'hanno ripresa e divulgata. A Sant'antioco l'ordinaza e la sua intrinseca corretta interpretazione hanno dato la stura a diversi giudizi dei cittadini e non solo con proteste evidenziate dai social. A fermare le protese a nulla è valsa la spiegazione del sindaco rilasciata agli organi di stampa e all'ansa. Infatti oltre alle consuete norme di igiene pubblica che vietano l'abbandono dei rifiuti e l'utilizzo di contenitori o sacchetti monouso non compostabili, vige il divieto di mangiare in spiaggia. La prescrizione, che non vieta lo spuntino leggero come consumare un panino o un pacchetto di crekers, riguarda i pranzi luculliani praticati, soprattutto nelle giornate festive, con assembramenti di persone sotto tende e ombrelloni con tanto di tavolini e sedie. "Abbiamo semplicemente ripescato le diciture dell'ordinanza balneare regionale - spiega Locci all'ANSA - Il tema è legato al fatto che non vogliamo l'assalto alla spiaggia: è logico che si sta mangiando un panino o un'insalata non ci sono problemi, diversa questione sono le tavolate imbandite. E noi vogliamo disincentivare e prevenire questa pratica. Come anche - aggiunge - la cattiva abitudine di portare e utilizzare in spiaggia pietre per ancorare gli ombrelloni in caso di vento. E' una questione di pulizia e di sicurezza. A Cala Sapone - denuncia il sindaco - esiste ancora il muro della vecchia tonnara del '700 che ogni anno viene saccheggiato per usare le pietre per ancorare gli ombrelloni. Tutto questo deve finire". (ANSA).

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