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Carbonia. Durissimo attacco dell’Unione dei Comuni del Sulcis al governatore Pigliaru

Politica Locale
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L’Unione dei Comuni del Sulcis attacca il governatore Francesco Pigliaru sul Piano Sulcis: «Non intendiamo tollerare scelte che non siano condivise dal territorio». Il 9 ottobre l’assemblea dell’Unione dei Comuni del Sulcis si è riunita (presenti tutti i sindaci che ne fanno parte, eccetto il rappresentante del comune di Carbonia) per occuparsi di gestione dei servizi in unione, tra i quali: piano della Protezione Civile, SUAP, Polizia Municipale. Al termine dei lavori, su richiesta di alcuni sindaci, l’assemblea si è occupata dello “stato di attuazione del Piano Sulcis”, con le novità della Giunta RAS in ordine agli investimenti strutturali, riguardanti viabilità, agricoltura e le ricadute economiche nel territorio del Sulcis.

«Vale la pena ricordarlo – sottolinea l’Unione dei Comuni del Sulcis -, in data 13/11/2012 si stipulò un protocollo d’intesa tra governo e rappresentanti del Sulcis Iglesiente alla Grande Miniera di Serbariu; a tale protocollo presero parte e lo sottoscrissero, anche se con perplessità, dati i dubbi sul contenuto, i Sindaci del territorio; sottoscrizione giustificata dalla speranza ed il fine di poter incidere concretamente nello sviluppo del loro territorio, fortemente minato da una crisi socio-economica che pareva non aver più alcuna possibilità di svolta. Il governo e la RAS promisero rilevanti investimenti e, soprattutto, un nuovo modo di rapportarsi tra Stato, Regione e Comuni-Territorio da sintetizzarsi in un unico concetto: “la concertazione”.»

«Il risultato del nuovo modo di concepire lo sviluppo – aggiunge l’Unione dei Comuni del Sulcis – è stato quello di imporre un coordinatore, di istituire un sito RAS dedicato, nonché promettere l’esecuzione dei primi progetti esecutivi entro tre mesi dalla stipula del protocollo. Da allora i ritardi all’esecuzione del Piano sono allarmanti; eppure una qualsiasi persona può leggere nel sito RAS che “tale piano registra importanti progressi”; gli importanti progressi sono due anni di parole che non possono essere responsabilità della precedente giunta, anche quello, ma soprattutto dell’attuale; gli importanti progressi sono visibili solo alla Giunta regionale ed al coordinatore, ma i territori compresi nel Basso Sulcis certamente non hanno visto, né ricevuto alcun rilevante beneficio da tali promesse-parole, salvo quelli della fiscalità di vantaggio, null’altro. Ad oggi non esiste un solo cantiere avviato.»

«Per chiarire contenuti e concetti: i dati relativi alla disoccupazione nel Sulcis sono peggiorati; Alcoa ha definitivamente chiuso; Carbosulcis sta chiudendo; Eurallumina pare stia avviando solo corsi e non produzione; ILA, silenzio; i sindaci sono diventati sempre di più delle semplici comparse per la RAS, sui quali scaricare responsabilità. Ci si chiede, ove siano finite le risorse per l’interconnessione tra i bacini, elemento concreto per lo sviluppo agricolo del Basso Sulcis; 50milioni era l’intervento previsto: oggi la risorsa disponibile è scesa ad 1milione; bando 99 IDEAS, si parla ancora di ideare, non di dare esecuzione a progetti concreti che diano risposte alla fame di occupazione e di sviluppo integrato.

E, infine, non ultima, la delibera Giunta RAS n. 47/13 del 29/09/2015, che a conferma di quanto sopra e degli interventi strutturali; ha deliberato come ulteriore rimodulazione, i c.d. interventi strutturali sulla viabilità, competenza assessorato dei Lavori pubblici, ove gli interventi di adeguamento SS 195, strada di collegamento San Giovanni Suergiu-Giba (SS 195), messa in sicurezza Strada Giba-Nuxis-SS 293, hanno visto decurtare i finanziamenti già previsti dal Piano Sulcis, concordati con tutti i Comuni del Territorio, dai € 30milioni, agli attuali 16milioni. Questo rappresenterebbe e sarebbe, a detta della Giunta Pigliaru, la manovra di sviluppo del territorio del Basso Sulcis. Eppure Invitalia nel capitolo Sulcis: infrastrutture e accessibilità, parlava di criticità (2/2) il massimo proprio nel Sulcis, una velocità media di percorrenza sulla strada sulcitana a 60 kmh. Dove sia possibile lo sviluppo con tali criticità nella viabilità non è facile comprendere.

La delibera della Giunta nella premessa, chiarisce come la RAS, preso atto del protocollo d’intesa siglato in data 13/11/2012, Piano Straordinario del Sulcis, che aveva lo scopo di definire obiettivi e condizioni di sviluppo nel Sulcis; ne prende encomiabilmente atto, che adotta un atto in palese violazione dello stesso, perché ci si chiede dove è stata la dovuta concertazione con i Sindaci? Chi la sta attuando? Chi decide il futuro del Sulcis: i Ministri, la Giunta, i burocrati e/o i suoi coordinatori?»

«Il territorio del Sulcis – sottolinea ancora l’Unione dei Comuni del Sulcis – si interroga ancora una volta, del perché si debbano ancora subire tali imposizioni; perché non sono stati coinvolti i Sindaci del Sulcis “previamente” per valutare ed esprimere il loro parere sulla rimodulazione degli interventi infrastrutturali, una delle speranze di sviluppo del loro territorio.

Quando sono stati coinvolti i Comuni del Sulcis per accettare la riduzione e/o l’utilizzo in altre parti della Regione delle risorse relative alla strategia di sviluppo atta a favorire l’agricoltura, il turismo; in quest’ottica risultavano i finanziamenti sull’interconnessione tra i bacini; una delle principali misure atte a favorire lo sviluppo dell’agricoltura.»

L’assemblea dell’Unione dei Comuni del Sulcis, esprime un forte dissenso sul modus operandi della Giunta Regionale in merito al Piano Sulcis nel suo complesso e ribadisce: «Sul Piano Sulcis non intendiamo tollerare scelte che non siano condivise dal territorio».

L’Unione dei Comuni del Sulcis, infine, chiede un incontro urgente con l’organo istituzionale di riferimento per i Comuni, il presidente della Giunta, perché illustri finalmente quali siano le effettive intenzioni della Giunta regionale in merito al piano di attuazione previsto dal protocollo di intesa stipulato in data 13/11/2012 nella Grande Miniera di Serbariu.

Gp Cirronis

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