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Roma. Sit-in Alcoa davanti al Mise durante l’incontro tra Governo e Glencore.

Politica Locale
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La vertenza Alcoa entra nella fase calda per le decisioni da assumere. la RSU ex Alcoa, preoccupata per le indiscrezioni decisamente poco incoraggianti arrivate dall’Unione Europea sulla valutazione delle richieste avanzate dal Governo italiano sull’applicazione del regime di superinterrompibilità per le forniture di energia elettrica, ha organizzato nei giorni scorsi un sit-in davanti al Mise, per seguire da vicino l’incontro tra il Governo e la multinazioanle svizzera. A quanto si apprende però è che Glencore rimarrebbe al tavolo della trattativa chiedendo di riconvocare il tavolo dopo aver avuto il tempo per un’analisi rispetto a quanto è emerso nell’incontro romano che, secondo alcuni parlamentari sardi, sarebbe stata già fissata per per il 22 dicembre prossimo.

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(Cisl) I lavoratori Alcoa chiedono aiuti per fare quello che dovrebbero fare le forze politiche.

Il Consiglio Regionale ha deciso di contribuire economicamente alla trasferta dei lavoratori Alcoa a Roma per seguire da vicino quell’interminabile vicenda industriale. La Cisl sarda si augura che non sia il modo scelto dalle istituzioni per lavarsi la coscienza per un impegno che tutti, in particolare le famiglie dei lavoratori più direttamente interessati, considerano essere stato fino a questo momento inferiore alle attese e alla gravità della situazione. I lavoratori chiedono aiuti economici al Consiglio regionale per fare quello che dovrebbero fare le forze politiche, distratte da liti continue su interessi partitici e di campanile.

Più che di oboli il mondo del lavoro sardo -afferma il Segretario generale Oriana Putzolu - ha bisogno di una classe politica e di governo autorevole in Sardegna e a Roma, che sappia farsi ascoltare dal Governo; di una Giunta e di un Consiglio regionale in grado di dotare la Sardegna di progetti e politiche che mettano l’isola alla pari con le altre regioni, e soprattutto di realizzarli. D’ora in poi il Consiglio regionale si troverà davanti a un bivio: risolvere i problemi dei lavoratori oppure finanziare tutte le proteste – e non sono poche – che i lavoratori faranno nella capitale e, perché no, anche a Cagliari".

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