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Cisl. Fabio Enne: Alcoa basta bugie

Politica Locale
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In relazione alla vertenza ex Alcoa, il segretario generale UST CISL Sulcis Iglesiente Fabio Enne e il segretario del Dipartimento Industria CISL Sulcis Iglesiente Massimo Cara, intervengono sullo stato della vertenza Alcoa, assicurando il  continuo impegno, con la speranza che si possa intravvedere a breve termine una soluzione definitiva," riteniamo sia doveroso intervenire sull’argomento tentando di ricondurre tutti i soggetti coinvolti alle rispettive responsabilità- affermano- A loro chiediamo maggiore efficienza e precisione.

Il 10 novembre 2014 veniva sottoscritto un accordo tra Governo, Regione e Glencore.  La società svizzera, in quell’occasione, sottolineò come l’investimento relativo allo smelter di alluminio di Portovesme potesse essere sostenibile solo a condizione che fosse garantito un costo dell’energia fisso e invariabile per 10 anni a 25 euro/Mwh.
Il Governo, dal canto suo, si impegnò ad effettuare tutti i necessari adempimenti presso la Commissione Europea al fine di garantire la compatibilità delle azioni da porre in essere evitando il problema relativo agli aiuti di stato.
Infine, la Regione si impegnò a garantire la necessaria infrastrutturazione per rendere economicamente vantaggioso l’investimento nel lungo periodo.

All’incontro del 10 u.s. il Governo ha presentato una nuova proposta energetica, indicando i prezzi finali dell’energia nettamente superiori rispetto a quelli stabiliti nel memorandum del 2014 (9 euro Mwh in più) ed ha inoltre omesso di indicare la composizione e se fossero o meno compatibili con la normativa europea. A tutto ciò si aggiunge l’incertezza totale in merito al prezzo fisso per i prossimi 10 anni.

La vertenza ex Alcoa pare ancora sospesa e certamente non a causa della Glencore, bensì per opera di un Governo Nazionale indeciso e poco accorto. Il Governo continua a non rispettare gli impegni presi.
La richiesta di ulteriori chiarimenti, da parte di Glencore, piuttosto che rappresentare un alibi o una volontà dilatoria, occorre essere interpretata quale apertura verso il proseguo della trattativa, a dispetto del mancato rispetto degli impegni presi dalle istituzioni in sede di accordo nel 2014.

Descritti i fatti, auspichiamo che tutti i soggetti coinvolti ed interessati al riavvio degli impianti possano unirsi con determinazione e obbligare il Governo, in debito con i lavoratori Alcoa, ad una soluzione certa e definitiva della vertenza.

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