NOTA! Questo sito utilizza i cookie e tecnologie simili.

Se non si modificano le impostazioni del browser, l'utente accetta.

Approvo
09
Fri, Dec
63 Nuovi articoli

Carbonia. Dopo l’attentato, il Movimento 5 Stelle si stringe attorno al suo candidato.

Politica Locale
Aspetto
Condividi

«Si va avanti, fino in fondo»«Certo: non posso negare che questa esperienza mi abbia segnato ma non sono disponibile a farmi intimorire. Vado avanti, il Movimento 5 Stelle va avanti, fino in fondo». Manolo Cossu, commerciante nelle forniture per ufficio, candidato al consiglio comunale per il M5S, si fa forza, dopo l’atto intimidatorio che ha colpito la sua attività poco prima della mezzanotte di lunedì: la saracinesca del suo esercizio commerciale è andata a fuoco dopo essere stata cosparsa di liquido infiammabile da uno sconosciuto che vi ha appiccato il fuoco, mettendo a repentaglio l’intero negozio e anche i residenti del piano superiore della palazzina al crocevia tra corso Iglesias, via Lucania e via Fertilia. Attorno a lui e al luogo dell’intimidazione, intorno alle 20 di questa sera fresca ma dall’atmosfera ancora piuttosto calda, ci sono tutti i candidati del partito di Beppe Grillo, la candidata a sindaco Paola Massidda e tanti militanti, e pure qualche candidato di altre liste, e pure qualche comune cittadino che, passando di là, visto l’assembramento, non ha voluto rinunciare al gesto di solidarietà ed amicizia. Qualche ora prima, Cossu, assai conosciuto in città  anche in veste di animatore del gruppo Facebook “Good Morning Carbonia”, uno dei più frequentati e vitali in città e nel territorio, ha ricevuto parole di conforto da tutti i candidati a sindaco di questa campagna elettorale che volge al brutto: Giuseppe Casti, Daniela Garau, Francesco Cicilloni, Ugo Piano, Andrea Corda, tutti hanno voluto fargli coraggio ed esprimere disprezzo per il gesto dall’inequivocabile movente. Quello davanti al “Paper Point” – così si chiama l’attività commerciale di Manolo Cossu – non è un momento di solidarietà organizzato: più che altro è un happening, si parla, ci si parla l’uno con l’altro, poi a poco a poco l’atmosfera preoccupata – anche perché, per fortuna, i danni sono stati limitati – si stempera nell’ironia, nell’esorcismo delle battute, nei “vaffa” che fanno parte del catalogo pentastellato. I carabinieri, a poca distanza, osservano, come d’ordinanza, la manifestazione: le indagini non saranno facili, il colpevole resterà quasi sicuramente impunito. Nell’ambiente del Movimento c’è chi parla di comportamenti mafiosi, non tutti condividono: ciò che pare mettere tutti d’accordo è che l’atto sia legato inequivocabilmente alla candidatura di Cossu in una lista che promette, in caso di vittoria, di mettere a soqquadro il tran-tran politico amministrativo di una città che, dalla fine del regime fascista, ha visto al governo una generazione dopo l’altra di politici che si sono passati il testimone senza traumi che non fossero generazionali. Si prova fastidio, davanti al teatro del gesto vigliacco, per chi, soprattutto nei social network, minimizza, sposta l’obiettivo, mette in dubbio il significato del gesto. Difficile dar torto a chi rifiuta questa spiegazione: Manolo Cossu, lustri di attività nel settore, ha vissuto serenamente la sua vita di imprenditore commerciale fino alla notte di lunedì: la notte in cui ha scoperto che lo scontro politico può armare la mano di una persona che, probabilmente (almeno si spera) senza mandanti, ha deciso di mettere un po’ di paura a chi, a lui, di paura ne fa fin troppa.

Giovanni Di Pasquale

Aggiungi commento


Codice di sicurezza
Aggiorna