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Sant'Antioco. Bandi per la progettazione delle opere portuali del Sulcis. Locci (fI): manca la copertura finanziaria

Politica Locale
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Mentre a Sant'Antioco una serie di pontili giacciono abbandonati da 12 anni la Regione ha pubblicato tre bandi di gara per la progettazione definitiva ed esecutiva di opere portuali da realizzarsi negli scali di Sant’Antioco, Calasetta e Carloforte. Tutto bene se non fosse per una piccola particolarità: non ci sono i soldi per realizare le opere.A denunciarlo è il consigliere di opposizione di Forza Italia in Regione Ignazio Locci. “Non ci sono i fondi per l’esecuzione dei lavori perchè mancano le coperture finanziarie - Spiega Ignazio Locci- sono disponibili solo sulla carta, appartengono alla spessa risma di promesse che pronuncia a ogni piè sospinto l’Assessore dei Lavori Pubblici”. In pratica, sostiene Ignazio Locci, per i tre bandi la Regione impegna circa 1 milione e 600 mila euro per la costruzione di opere “di cui si sa poco e niente, e quello che si sa- continua Locci- è che i fondi c’erano ed erano immediatamente disponibili ma sono stati dirottati per la costruzione della osteggiata circonvallazione Sant’Antioco-Calasetta, e oggi non ci sono più”. Secondo l'analisi del consigliere azzurro la copertura finanziaria degli interventi sulla portualità del Sulcis dovrebbe essere assicurata da una quota parte delle risorse destinate alla portualità regionale nell’ambito del Fondo di Sviluppo e Coesione 2014-2020. “Ma per rientrare nella spendita di quelle risorse- continua Locci- si dovranno attendere le lunghe procedure di pianificazione e di programmazione della spesa che devono fare i conti con le tempistiche di rotazione della spesa pubblica e con i limiti comunitari. Ciononostante- conclude Locci- si spende 1 milione e 600 mila euro per la progettazione di cui non se ne capisce il perché. A meno che per la Regione siano più importanti gli incarichi di progettazione piuttosto che la certezza dell’esecuzione dei lavori. Roba da prima repubblica".


Il comunicato del Consigliere Locci sulla vicenda.

La Regione pubblica tre distinti avvisi relativi ad altrettanti bandi di gara per i “Servizi di progettazione definitiva ed esecutiva, direzione dei lavori, misura e contabilità, coordinamento della sicurezza in fase di progettazione ed esecuzione”, riguardanti le opere portuali da realizzarsi negli scali di Sant’Antioco, Calasetta e Carloforte. Ma i fondi per l’esecuzione dei lavori non ci sono, mancano, in sostanza, le coperture finanziarie. O meglio: sono disponibili solo sulla carta, appartengono alla spessa risma di promesse che l’Assessore dei Lavori Pubblici Paolo Maninchedda pronuncia a ogni piè sospinto per mostrare quanto è bravo e pragmatico.
Per i tre bandi di cui sopra, la Regione impegna circa 1 milione e 600 mila euro per la costruzione di opere di cui si sa poco e niente. E quello che si sa, per certo, è che i fondi c’erano, erano immediatamente disponibili ma sono stati dirottati per la costruzione della per nulla digerita circonvallazione Sant’Antioco-Calasetta, e oggi non ci sono più. Siamo di fronte alle solite operette da Prima Repubblica, tipiche della Giunta dei professori e, in particolare, dell’Assessore Maninchedda.
Ricapitolando: la copertura finanziaria degli interventi sulla portualità del Sulcis, secondo quanto garantito dallo stesso Maninchedda, dovrà essere assicurata da una quota parte delle risorse destinate alla portualità regionale nell’ambito del “Patto per lo sviluppo della Regione Sardegna”, a valere sul Fondo di Sviluppo e Coesione 2014-2020. Ma per rientrare nella spendita di quelle risorse, per stessa ammissione sempre dell’Assessore Maninchedda, dovremo attendere tutte le procedure di pianificazione (infinitamente lunghe) e di programmazione della spesa, che fanno i conti con le tempistiche di rotazione della spesa pubblica e con i limiti comunitari. Ciononostante, si spende 1 milione e 600 mila euro per la fase della progettazione e non se ne capisce il perché. O forse la ragione è che per l’Assessore sono più importanti gli incarichi di progettazione piuttosto che la certezza dell’esecuzione dei lavori. In pieno stile Prima Repubblica, appunto.
Ignazio Locci, consigliere Regionale di Forza Italia Sardegna

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