Nei giorni scorsi, i consiglieri comunali Valentina Pistis, Giorgio Carta (Cas@ Iglesias) e Alberto Cacciarru (Partito Comunisti Italiani) hanno inviato, al Sindaco del Comune di Iglesias, al Prefetto di Cagliari e al Procuratore della Repubblica, un atto di significazione e diffida in merito alla grave e sottostimata situazione di insalubrità del territorio del comune di Iglesias.
In merito alle Aree Minerarie dismesse gestite dalla Società in house della Regione Sardegna Igea Spa, si precisa che l’ingente patrimonio immobiliare, i mezzi e le attrezzature, la professionalità delle maestranze avrebbero dovuto rendere possibile, come in modo assolutamente parziale ed insufficiente è avvenuto, l’avvio delle attività di messa in sicurezza, bonifica e ripristino ambientale di diversi siti minerari dismessi. Invero le aree sono, ancora oggi, pesantemente inquinate a causa della presenza dello zinco, del piombo, dell'arsenico e del cadmio, per citare solo alcune delle sostanze tossico nocive presenti appunto nel territorio del Comune. Sono milioni i metri cubi di bacini sterili e discariche nel Comune di Iglesias.
La situazione ambientale dell’Iglesiente risulta, conseguentemente, drammatica a causa delle mancate bonifiche e dell’ulteriore carico di sostanze tossico-nocive presenti nella discarica di Genna Luas che ospita gli scarti di lavorazione dei fumi di acciaieria della Società Portovesme S.r.L. La discarica in argomento, localizzata nelle immediate vicinanze del Comune di Iglesias e destinata allo stoccaggio di rifiuti speciali pericolosi per complessivi 1.400.000 metri cubi, è stata progettata dalla Società Enirisorse S.p.A. ed il relativo progetto è stato approvato dalla Regione Autonoma della Sardegna con Decreto dell’Assessore Regionale alla Difesa dell’Ambiente n. 75 del 02.02.1998. Il Provvedimento autorizzativo regionale, aveva come presupposto il Decreto del Ministero dell’Ambiente n. 2671 del 02.12.1996 con il quale veniva fornita una valutazione favorevole dell’impatto ambientale dell’opera. Successivamente all’approvazione del progetto di discarica il Ministero dell’Ambiente, sostanzialmente, riapriva la procedura di valutazione dell’impatto ambientale dell’opera, con la nota del Direttore Generale del Servizio Valutazione Impatto Ambientale prot. n. 7559/VIA/A.O.13.i del 08.07.1998, attivando una verifica tecnica in merito alla complessiva situazione idrogeologica del sito e, specificatamente, in merito ai pericoli per le risorse idriche sotterranee. Il Comune di Iglesias si opponeva alla realizzazione della stessa fino alla data del 10 agosto 1999.
La Regione Autonoma della Sardegna, con delibera 46/37 DEL 16.11.2011, ha espresso un giudizio positivo sulla compatibilità ambientale dell’intervento denominato ”Modifica della quantità massima abbancabile presso la discarica “Genna Luas” della Portovesme S.r.L. ubicata nei territori dei comuni di Iglesias e inserimento nuovi codici di smaltimento”, proposto dalla Società Portovesme S.r.l.
Da allora numerose sono state le autorizzazioni per l’ampliamento della discarica con la costruzione di nuovi anelli per il contenimento dei rifiuti speciali.
A tal proposito, i Consiglieri comunali dirmatari dell’atto di significazione e diffida richiamano il Rapporto sullo stato di salute delle popolazioni residenti in aree interessate da poli industriali, minerari e militari della Regione Sardegna, che rileva nelle aree minerarie, e più specificatamente nel comune di Iglesias, i seguenti dati: l’area mineraria dell’iglesiente mostra negli uomini degli eccessi per le malattie respiratorie (+38%), le malattie urinarie (+130%), i tumori maligni (+10%) e il tumore polmonare (+50%). Nelle donne si osserva una diminuzione della mortalità generale rispetto alla media regionale (-8%), prevalentemente legata alla cause circolatorie (-14%), ed un eccesso per le malattie urinarie (+52%). La prevalenza ed i ricoveri ospedalieri sono aumentati rispetto alla media regionale, come per tutta la ASL. Sono confermati tra gli uomini gli eccessi per malattie respiratorie, urinarie, i tumori maligni ed i tumori del polmone. Eccessi per le stesse cause si osservano nelle donne, sia considerando i ricoveri che i ricoverati. Per gli aspetti epidemiologici richiamano, altresì, oltre i dati dello studio E.S.A.-O.E. di Biggeri e all. (2006), lo Studio Epidemiologico Nazionale dei Territori e degli Insediamenti Esposti a Rischio da Inquinamento (ISS 2011) che pone in rilievo in nesso di causalità tra patologie e presenza di inquinati caratterizzanti il SIN.
Pistis, Carta e Cacciarru chiedono che venga considerato:
- il D.M. 18 settembre 2001 n. 468 ed il Decreto del Ministero dell’Ambiente del 12 marzo 2003;
- il Piano di Bonifica delle Aree Minerarie Dimesse del Sulcis Iglesiente Guspinese nella quale si legge che “… l’industria estrattiva ha determinato uno sviluppo economico positivo ma, la gestione non sempre corretta delle attività ha determinato l’eccessivo sfruttamento delle risorse, lasciando una pesante eredità in termini di salute umana e degrado ambientale”;
- la gravissima omissione delle istituzioni centrali e locali consistente nella violazione del principio di precauzione ripetutamente connessa al principio di informazione a favore della popolazione, indice di grave negligenza considerato che la conoscenza può consentire di adottare sistemi di prevenzione e apprezzato quanto disposto dal D.Lgs. n.152/2006 e dalle D.Lgs. n. 4/2008, che prevede all’art. 257 una fattispecie di omessa bonifica che ricomprende, senza ombra di dubbio alcuno, parte della previgente fattispecie di cui all’art. 58 D.Lgs. n. 152/99 (Danno ambientale, bonifica e ripristino ambientale dei siti inquinati).
Infine i consiglieri comunali di opposizone chiedono un ulteriore approfondimento in merito:
1. ai lavori eseguiti per la posa in opera della condotta idrica nella via Carlo Baudo Di Vesme, conclusi nel mese di novembre 2016. Le tubazioni sono state messe in posa su un letto di materiale non inerte, di risulta, non conforme a ciò che prevede la normativa ambientale e
2. all'ingente quantità di amianto presente nella zona del deposito ex FMS e a quella presente all'ex ospedale Fratelli Crobu.
Con l’atto di diffida e significazione depositato il 31.12.2016 i consiglieri comunali, Pistis, Carta e Cacciarru hanno inteso significare al Sindaco la responsabilità penale, civile, amministrativa, da accertarsi nelle competenti sedi, per le conseguenze di ordine sanitario, che dovessero manifestarsi a breve, medio e lungo termine nella popolazione residente nel territorio comunale e specificatamente nell’area caratterizzata dalle criticità ambientali sopra indicate;
e nel contempo diffidano il Sindaco, nella Sua veste di autorità sanitaria locale, in ossequio all’art. 32 della Costituzione ed al principio di precauzione sancito dal diritto comunitario e dall’art. 3‐ter del D. L.vo n. 152/2006, al fine di fronteggiare la minaccia di danni gravi ed irreversibile per i cittadini, ad imporre a tutte le attività da cui possano originare emissioni inquinanti l'adozione delle migliori tecnologie disponibili;
nonché ad assumere ogni misura e cautela volte a ridurre significativamente e, ove possibile, eliminare l'inquinamento e le emissioni prodotte ed i rischi per la salute della popolazione; nonché ad astenersi per il futuro dall'autorizzare, asseverare e dare esecuzione a progetti relativi a nuove attività che possano condurre ad un aggravamento delle lamentate condizioni di insalubrità ambientale.