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Carbonia. All’esame del consiglio comunale il bilancio delle “mezze verità”

Politica Locale
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Parole sul bilancio. «Legalità, trasparenza, verità», Mauro Manca, assessore comunale al Bilancio. «Molti tagli, relazione contraddittoria, conti a rischio», Giuseppe Casti, consigliere comunale del Partito Democratico. E dire che si parla di numeri, mica di poesia: ma sul documento contabile in discussione in consiglio comunale (dovrebbe essere approvato martedì) fra maggioranza e opposizione – a parte Michele Stivaletta, almeno dal punto di vista “stilistico” – il fossato è ampio e non solo nel giudizio sulle scelte, il che sarebbe legittimo. Un esempio su tutti: la questione dei servizi sociali. Casti, da giorni, spara a zero sui tagli che metterebbero a rischio la sopravvivenza dell’asilo nido, sull’assenza di risorse per la riapertura della ludoteca, della sala prove. Mercoledì durante il dibattito ha rilanciato, accusando la giunta e la maggioranza a Cinque Stelle che la sostiene di aver messo in bilico anche l’esistenza della So.Mi.Ca., la società di cui il comune è azionista unico, che opera nel settore delle manutenzioni e della cura del verde. Manca, come già prima la sua collega Loredana La Barbera, titolare delle Politiche Sociali, ha spiegato presentando il documento, che le risorse per garantire questi settori anche in chiave pluriennale sono stati individuati e che i capitoli saranno di volta in volta rimpinguati con aggiustamenti di bilancio, azione che – a voler essere sinceri – tutte le giunte degli ultimi anni, a partire da quelle guidate dal Tore Cherchi, hanno abbondantemente utilizzato. L’assessore ha inoltre spiegato che esiste una fondata speranza che, nei prossimi mesi, arrivino nelle esangui casse comunali nuove risorse dovuto a una recente sentenza del Consiglio di Stato che ha bocciato tagli operati nei trasferimenti ai comuni dal governo Monti. Affermazioni respinta con polemica ribadita da Casti. Insomma: per il “méson te kaì áriston”, il giusto mezzo aristotelico, fra due posizioni tagliate con l’accetta, bisognerà attendere lo sviluppo dell’azione politico-amministrativa della giunta del sindaco Paola Massidda. Per ora le due “mezze verità” stanno in piedi: è ovvio che le assicurazioni dell’esecutivo saranno vagliate senza sconti dall’opposizione, le cui asserzioni, a loro volta, saranno ricordate dall’opposizione in caso di eventi opposti. E comunque, in fondo, che vi sia una certa durezza nei rapporti non è poi così male, dopo anni di pernicioso “volemose bbene”. Al quadro fin qui disegnato, si deve, ad onor di cronaca, aggiungere che i due, Manca e Casti, si detestano vicendevolmente: la voce, confermata da più d’un presente, di uno scontro durissimo in commissione, qualche mese fa, giunto non lontano da un confronto, come dire?, più coinvolgente, racconta che ne vedremo ancora delle belle ma già se ne sono viste abbastanza nelle cinque ore della seduta del 22 febbraio e pure in passato, praticamente dal primo giorno che i due hanno incrociato le proprie opinioni. Fra i fatti notevoli della discussione sul bilancio, v’è il cambio di passo di Fabio Usai, capogruppo del Partito dei Sardi. Il quale aveva cominciato il suo terzo mandato da consigliere, al quale è approdato con l’inarrivabile record di 900 preferenze circa, con un atteggiamento improntato alla moderazione, per un’opposizione concreta, non ideologica e mai preconcetta. Recentemente, però, i suoi interventi si sono fatti via via più polemici, aspri, sarcastici, fino al climax della seduta di mercoledì. Usai, anche per mezzo di una certa vis comica, ha attaccato su tutti i fronti, soprattutto sulle promesse elettorali del M5S a suo dire finite nel dimenticatoio: il “bilancio partecipato” redatto nelle stanze del municipio, senza neppure una riunione con i cittadini; Equitalia, che avrebbe dovuto essere eliminata e che invece è ancora tra noi; il fondo derivante dal taglio delle spese per le indennità di consiglieri e assessori, lontano anni luce dai 50 mila euro promessi in campagna elettorale; il progetto per le terme nella Grande Miniera di Serbariu, consistente in un misero foglio. Il tutto condito da battute taglienti nei confronti della maggioranza, del sindaco e di qualche assessore, sul tema dei rimborsi e delle indennità: dell’oraziana “aurea mediocritas”, della “splendida moderazione” del “signore delle preferenze” non è rimasto davvero nulla. Detto questo, ecco i numeri esposti da Manca, con slide “renziane”, e il dibattito che ne è seguito. Piccola parentesi sulle cifre relative ai residenti stranieri: 560, pari al 2 per cento del totale – e questa sarebbe la pericolosa “invasione” di cui si gorgoglia dal basso ventre dei social e di certi microfoni quotidiani. Per coprire le esigenze dell’amministrazione di Carbonia, ha detto l’assessore, sono necessari 122.477.329,31 euro: «A nostra disposizione vi sono 2 milioni e 200 mila euro in meno, quest’anno». Cifra contestata da Casti ma, in sede di replica, confermata da Manca con una slide non mostrata durante la relazione. «La maggiore problematica – ha detto il titolare dell’assessorato al Bilancio, riferendosi alla condotta delle giunte del passato – è di aver coperto con “misure eccezionali”, ad esempio lotta all’evasione fiscale, spese che si sono storicizzate. Tali misure, con l’andare del tempo, perdono la loro efficacia: problemi di reddito dei cittadini, persone che emigrano, conclusione del ciclo del tributo, problemi con la riscossione coattiva. La spesa che si è storicizzata, per i contratti pluriennali deve essere comunque coperta in quanto esiste un obbligo giuridicamente vincolante». Ad ogni modo, non è previsto l’aumento delle entrate tributarie ma si garantiscono i servizi essenziali per la cittadinanza: per quanto riguarda l’asilo nido, per esempio, si programma un incremento dell’attività a partire dalla nuova gestione, nel settembre prossimo. Nell’ambito culturale si confermano le attività in programma, dal teatro al cinema alla letteratura, mentre nello sport si intravvedono novità legate al pianeta dei “runner” che, in città e non solo, è in crescita esponenziale: si parla di una corsa campestre e di una maratona da programmare annualmente. Quanto al piano degli investimenti, il programma di interventi nel settore dei lavori pubblici è vasto ma il finanziamento è condizionato dal successo del piano di dismissioni di immobili e fondi di proprietà comunale. Il dibattito è stato avviato dall’ex sindaco Ugo Piano, capogruppo di Carbonia Possibile: «Provo disagio e imbarazzo – ha esordito – di fronte all’aridità dell’esposizione e alla carenza di obiettivi socio-economici. Il problema non è il presente, è il futuro ma questo bilancio è frutto di una piccola politica. D’altronde l’amministrazione comunale è assente nelle vertenze del territorio». Piano ha denunciato inoltre il mancato sforzo per una riduzione di tasse e tariffe: «Non si può avanzare la giustificazione di una mancanza di risorse: “hic Rhodus, hic salta”», ha concluso citando Esopo tradotto da Marx. «I tempi di presentazione del bilancio sono soddisfacenti – ha cominciato successivamente Casti – ma sono molto perplesso sul contenuto. La relazione dell’assessore non corrisponde ai numeri di un documento che è stato concepito in una stanza del municipio dal sindaco, dall’assessore e dai dirigenti comunali: il bilancio partecipato non c’è. Sono a rischio anche le spese ordinarie: questa relazione è solo una nuova dichiarazione programmatica». Gli ha risposto dalla maggioranza Matteo Piras, presidente della commissione Bilancio: «Prima delle gare d’appalto per la gestione dei servizi ai cittadini il consiglio approverà le opportune variazioni di bilancio: i tagli non ci sono. E all’esame del bilancio consuntivo avremo modo di verificare se le vostre previsioni erano esatte. Con il minore trasferimento di risorse è stato impossibile attuare un piano di assunzioni nell’organico comunale, anche se le necessità ci sono. Il nostro è un buon lavoro, tenuto conto delle risorse a disposizione». Una posizione ripresa dal sindaco: «Non siamo l’unico comune – ha detto – a reclamare nei confronti della regione per il mancato trasferimento di risorse per il contrasto della povertà: per ora i fondi trasferiti per il reddito di inserimento sociale lasciano fuori la metà degli aventi diritto». L’intervento di Michele Stivaletta, del gruppo misto, è stato improntato sulle cifre di alcuni singoli capitoli, oltre che sull’assenza di incontri con la popolazione e la mancata riduzione di tasse e tariffe: «Vedo una disparità di considerazione – ha aggiunto – dal punto di vista del rapporto fra finanziamento comunale e contributo esterno, fra strutture come il teatro e il mercato nel quale operano numerosi commercianti. È necessario un riequilibrio». Sul versante della maggioranza, Silvia Pinna, quanto alla fiscalità, ha fatto notare che, se è mancato l’alleggerimento, impossibile a suo dire nelle condizioni attuali, la giunta è comunque riuscita a non appesantirla, mentre il capogruppo Manolo Cossu ha accusato l’opposizione di fare «terrorismo» sui tagli: «La So.Mi.Ca. viene tirata in ballo solo per spaventare i lavoratori». Il capogruppo del PD Pietro Morittu ha accusato la giunta di aver mancato alle promesse fatte nelle dichiarazioni programmatiche: «Il sindaco – ha precisato – parlò di “cambio di paradigma” ma, di questo cambio, nel vostro bilancio, non v’è traccia. Avete voluto fuggire il confronto con i cittadini e con l’opposizione: alla fine avete concepito un bilancio chiuso nelle mura cittadine, incapace di valorizzare il ruolo guida della città». Difendendo nella sua replica il primo bilancio dell’amministrazione comunale targata Movimento 5 Stelle, l’assessore Manca ha rimandato, quanto ad alcune perplessità espresse dall’opposizione, al Piano Esecutivo di Gestione (PEG), attraverso il quale si individuano gli obiettivi che vengono assegnati ai singoli responsabili dell’amministrazione unitamente alle risorse finanziarie, umane e strumentali necessarie per il raggiungimento degli stessi e che deve essere approvato dalla giunta dopo il sì al documento contabile: «Quanto al progetto di impianto termale nell’area della Grande Miniera – ha concluso – chiedere oggi un progetto è assurdo. Abbiamo fatto i passi necessari affinché si possa accedere ai finanziamenti del Piano Sulcis, secondo le procedure, tra cui un’incontro fra i tecnici del Piano e l’Unione dei Comuni».

Giovanni Di Pasquale

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