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Carbonia. Con l’approvazione del bilancio, per il M5S è l’ora delle responsabilità.

Politica Locale
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La data del 28 febbraio 2017 si iscrive nella storia della Carbonia a Cinque Stelle fra quelle notevoli, un gradino più in basso del 5 e 19 giugno 2016: l’approvazione del bilancio di previsione marca, effettivamente, l’ “inizio”  programmatico dell’amministrazione guidata da Paola Massidda e della maggioranza politica scelta dagli elettori con il clamoroso risultato del ballottaggio. I 15 voti – era assente Mauro Careddu – che hanno sancito l’esecutività del documento contabile per l’anno in corso e per il triennio 2017-19, i 6 contrari e l’astensione di Daniela Garau hanno chiuso definitivamente la lunga stagione del centrosinistra, certamente lunga non 70 anni ma almeno 18, e aperto quella di un Movimento 5 Stelle ora chiamato a mettere il proprio marchio sulla vita politico-amministrativa della città. Quello sulla storia è già stato impresso ma adesso è arrivato il momento in cui poco più di quanto fatto nel passato più o meno prossimo dovrà essere assunto come ostacolo. È pur vero che le finanze comunali sono gravate da debiti contratti nel passato ma è altrettanto vero che i gravosi ratei coprono mutui che sono serviti a dotare la città di servizi di utilità indubbia e certa funzionalità: se oggi sulla città non pesa, e da anni, il problema dell’erogazione idrica si deve anche alle scelte fatte in passato e di cui si pagherà il prezzo per anni. Per la giunta della svolta politica e la maggioranza del M5S c’è ora lo strumento utile a mostrare alla città che si è loro affidata di che cosa sono capaci. C’è chi ha provato a guastare la festa, nello specifico il Consorzio Fieristico Sulcitano, indispettito per la mancanza di un capitolo di bilancio specifico che finanzi la bilustre manifestazione “Il Sulcis Iglesiente espone”. Il presidente Mauro De Sanctis aveva già espresso nei giorni precedenti il proprio disappunto: l’assessore alle Attività Produttive Mauro Manca, tuttavia, aveva ribattuto chiedendo al Consorzio il rispetto del regolamento che impone agli organizzatori di manifestazione la presentazione di una domanda al fine di ottenere un finanziamento e dicendosi disposto a un incontro con i dirigenti del Consorzio per valutare il loro progetto. A De Sanctis e soci, evidentemente, le rassicurazioni non sono bastate e, martedì, in prossimità con l’orario di convocazione del consiglio comunale per l’approvazione del bilancio, si sono comunque presentati sotto la Torre Civica per un presidio di protesta. Ne è nato anche un confronto piuttosto acceso fa il presidente del Consorzio e il sindaco, entrambi alla fine rimasti sulle rispettive posizioni: il prossimo futuro dirà se i rapporti fra comune e CFS potranno essere appianati, anche se è chiaro che l’amministrazione comunale ha l’intenzione di non tenere conto di posizioni acquisite negli anni passati e di rimettere in discussione l’intero sistema di finanziamento del settore. Quanto alla seduta del consiglio comunale, i temi sviluppati dagli intervenuti hanno suppergiù ripercorso quelli del dibattito che ha precorso la discussione degli emendamenti: proposte di modifica che, va detto, sono state respinte in toto dalla maggioranza, a parte uno che è stato presentato dalla maggioranza medesima. Detto che, degli 81 presentati, 41 erano bollati dal parere negativo degli uffici municipali e dei sindaci revisori, la maggioranza ha deciso di non aprire alle proposte dell’opposizione e di assumere appieno la responsabilità delle scelte politico-finanziarie. Ugo Piano, capogruppo di “Carbonia Possibile”, ha stigmatizzato la chiusura «aprioristica» del M5S: «Per questo motivo – ha accusato – il nostro giudizio è ancora più critico di quello che abbiamo espresso preliminarmente». L’assenza di prospettive programmatiche che accennino al territorio, l’insufficiente attenzione alle estreme povertà, l’incertezza sul futuro occupazionale della municipalizzata So.Mi.Ca. i nodi segnalati dall’ex sindaco degli anni Ottanta: «I nostri emendamenti – ha concluso – non erano ostruzionistici ma offrivano risposte a esigenze concrete. Ad ogni modo non precludiamo la possibilità di future collaborazioni con la maggioranza». Sulla valenza degli emendamenti bocciati si è soffermato Michele Stivaletta, del gruppo misto: «La maggioranza – ha esordito – ha definito le nostre proposte di modifica del bilancio con parola come “strumentalizzazione” o “ostruzionismo”. Si trattava invece di emendamenti nati da segnalazioni da parte di cittadini. Questa netta chiusura è un pessimo segnale alla città, anche perché alcune proposte sono state ritenute positive ma, alla fine, sono state ugualmente bocciate». La posizione di Daniela Garau, anch’ella del gruppo misto, si è staccata dal resto dell’opposizione. La sua astensione ha un motivo ben preciso: «Questo bilancio – ha affermato – sconta situazioni pregresse, dai mutui contratti dalle precedenti amministrazioni alla quota disavanzo che peserà per lungo tempo: sugli emendamenti, per altro, hanno pesato i pareri negativi degli organi amministrativi e di controllo. Per altro, le formazioni politiche che, in questa sede, sono minoranza, sono maggioranza – ha precisato polemicamente nei confronti del Partito Democratico e del Partito dei Sardi – in altre sedi e i rispettivi esponenti farebbero bene a farsi sentire nelle sedi opportune. Detto questo, il bilancio manca di un po’ di cuore, soprattutto per quanto concerne la consapevolezza del ruolo centrale del sindaco e dell’amministrazione comunale di Carbonia nel Sulcis Iglesiente e in Sardegna». Per il PD ha parlato il capogruppo Pietro Morittu, il quale ha utilizzato l’artificio retorico utilizzato polemicamente dal ventiduenne studente del Politecnico di Torino Marco Rondina, il quale, in un intervento all’apertura dell’anno accademico diffuso massicciamente nei social network e nei media radiotelevisivi, ha descritto una realtà radicalmente differente dalla realtà per denunciarne le gravi carenze. «Questo è il discorso che avrei voluto fare – ha detto Morittu, dopo aver descritto il bilancio che il PD avrebbe voluto e che così non è – ma, d’altronde, in questo bilancio, delle promesse di “cambiamento di paradigma” fatte dal sindaco, c’è davvero poco, soprattutto per quanto riguarda lo spirito di collaborazione. Abbiamo chiesto di aprire il confronto ma la risposta non c’è stata. Ci sono invece i tagli: attività produttive, cultura e spettacolo, Centro Italiano per la Cultura del Carbone, banda musicale, turismo, trasferimenti alle scuole». Della risposta al fuoco di fila delle critiche si è incaricato Manolo Cossu, capogruppo del M5S: «Abbiamo respinto gli emendamenti – ha spiegato – per motivi tecnici, riguardanti i pareri negativi, e politici. Alcuni di essi erano palesemente polemici e strumentali, in definitiva lontani dalla nostra concezione della politica». Cossu ha ribadito quale sia il minore introito per le esangui casse comunale nel 2017: «Nonostante i 2 milioni e 200 mila euro di trasferimenti in meno – ha fatto notare – la spesa sociale ammonta a 12 milioni. Ricordo che siamo il secondo comune ad avere pubblicato il bando per l’accesso al reddito di inclusione sociale. Siamo stati accusati di non finanziare il servizio educativo: ebbene, la giunta precedente ha messo a bilancio 80 mila euro invece di 150: noi, a luglio, abbiamo trasferito 45 mila euro e, a luglio, abbiamo dovuto pagare fatture dell’anno scorso non saldate dalla passata amministrazione. Anche per quanto riguarda la gestione dell’asilo nido, abbiamo dovuto trovare 44 mila euro che nel bilancio 2016 non erano stati stanziati». Quanto al finanziamento delle attività fieristiche, il capogruppo ha respinto le accuse: «C’è un regolamento, ogni allarmismo è inutile». Prima del voto che ha sancito il sì al bilancio, Fabio Usai, capogruppo del Partito dei Sardi, ha lanciato l’ennesimo strale all’amministrazione a Cinque Stelle, smussando il sarcasmo del precedente intervento e ponendosi su un piano polemicamente politico: «Il giudizio su un governo politico – ha esordito – si esprime esaminando l’efficacia e la rapidità delle risposte rispetto ai problemi. Non parlo del mio giudizio: parlo di quello che tutti i giorni ascolto dai nostri concittadini che, sia sul piano dell’efficacia sia su quello della rapidità, non è positivo. Dall’insediamento della giunta del M5S abbiamo ascoltato alcuni Leit-motiv: “non ci sono soldi”, “la regione e il governo hanno tagliato i trasferimenti”, “la responsabilità è della giunta precedente”. Se si ragiona così, è chiaro che questa amministrazione è commissariata di fatto». Ne è discesa una domanda: «Mi chiedo a questo punto: in quale momento il sindaco, la giunta e maggioranza si assumeranno un responsabilità?». Con il successivo voto positivo alla proposta della giunta, si è chiusa la fase preliminare del nuovo corso politico cittadino. Una vicenda che parte in una situazione difficile, innegabilmente, anche per le attese che il nuovo corso ha suscitato. Potrebbe essere importante riallacciare il filo con i cittadini, un poco trascurato in questi primi mesi di difficile presa di coscienza delle asprezze del governo quotidiano: solo così Paola Massidda, i suoi assessori e i consiglieri del M5S potranno acquisire la conoscenza piena delle esigenze e aspirazioni della città ed evitare il rischio dei pericoli dell’autoreferenzialità. Che, anche per chi proclama dall’atto di nascita che “uno vale uno”, sono sempre in agguato.

Giovanni Di Pasquale

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